Gaudium news > Il cardinale Müller critica il “cattolicesimo progressista” in Germania e auspica un ritorno all’evangelizzazione.

Il cardinale Müller critica il “cattolicesimo progressista” in Germania e auspica un ritorno all’evangelizzazione.

Il cardinale ritiene che il continuo declino della pratica religiosa, delle vocazioni sacerdotali e della partecipazione dei fedeli dimostra che gli adattamenti promossi negli ultimi decenni non hanno portato al rinnovamento auspicato.

 

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Foto: Cardinale Gerhard Müller/ Facebook

Redazione (27/07/2026 16:07, Gaudium Press) In un’intervista esclusiva a The Catholic Herald, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha analizzato in modo approfondito i primi mesi del pontificato di Leone XIV, elogiando la ripresa dei concistori regolari e ribadendo forti riserve riguardo al cosiddetto «Percorso sinodale tedesco». Le sue dichiarazioni offrono un panorama del dibattito che continua a caratterizzare la vita della Chiesa in Europa.

Per il cardinale, la decisione di Leone XIV di riunire periodicamente il Collegio Cardinalizio rappresenta il recupero di una pratica essenziale per la comunione e il governo della Chiesa. Durante il pontificato di Francesco, la scarsa frequenza di tali incontri ha fatto sì che molti cardinali giungessero al conclave del 2025 senza nemmeno conoscersi di persona, una situazione che ha evidenziato la necessità di una maggiore comunione e di un maggiore dialogo tra i più stretti collaboratori del Papa.

Secondo Müller, i concistori non devono essere considerati solo come riunioni amministrative, ma come un’opportunità perché i cardinali dei diversi continenti condividano le realtà delle loro Chiese locali e assistano il Santo Padre nel discernimento delle grandi sfide pastorali. A suo avviso, rafforzare la collegialità non significa indebolire l’autorità del Papa, ma esercitarla in modo più ampio e partecipativo.

Nel commentare la situazione della Chiesa in Germania, tuttavia, il tono è diventato decisamente più critico. Müller ha ribadito che parte della direzione ecclesiastica tedesca sarebbe eccessivamente influenzata dalle correnti culturali contemporanee. A suo avviso, alcune proposte del Cammino Sinodale cercano di adattare la dottrina alle esigenze della società moderna, mentre la missione della Chiesa dovrebbe essere proprio quella di annunciare il Vangelo nella sua integrità.

Il cardinale respinge inoltre l’idea che la crisi del cattolicesimo tedesco sia conseguenza di un eccesso di fedeltà dottrinale; al contrario, sostiene che il continuo declino della pratica religiosa, delle vocazioni sacerdotali e della partecipazione dei fedeli dimostri che gli adeguamenti promossi negli ultimi decenni non hanno portato al rinnovamento atteso. In sintesi, il cardinale sostiene che una Chiesa più in linea con le tendenze culturali non è diventata, per questo motivo, né più attraente né più feconda.

Per Müller, ogni vera riforma della Chiesa deve partire dalla conversione personale, dall’evangelizzazione e dalla riscoperta dell’identità cristiana, e non da cambiamenti strutturali o amministrativi. Le riforme organizzative possono essere utili, afferma, ma non sostituiscono mai la missione fondamentale di condurre le persone all’incontro con Cristo.

Le dichiarazioni del cardinale rivelano inoltre un sostegno prudente all’esordio del pontificato di Leone XIV. Senza abbandonare le sue note posizioni dottrinali, Müller considera positiva la disponibilità del nuovo Papa ad ascoltare i cardinali e a ripristinare spazi permanenti di dialogo, vedendo in questo un importante strumento per rafforzare l’unità della Chiesa universale.

L’intervista pubblicata da The Catholic Herald mostra che, sebbene il nuovo pontificato cerchi di favorire un clima di maggiore comunione tra i pastori della Chiesa, rimangono aperte importanti discussioni sulla risposta più adeguata alle sfide della secolarizzazione. Allo stesso tempo, emerge che voci come quella di Gerhard Müller continuano a esercitare un’influenza significativa nel dibattito teologico contemporaneo e ribadiscono che, per una parte significativa della gerarchia, il futuro della Chiesa in Europa dipenderà meno dall’adattamento alle correnti ideologiche del momento e più dalla riscoperta della missione evangelizzatrice che da sempre caratterizza il cattolicesimo.

Di Rafael Ribeiro

 

 

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