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Leone XIV ad Assisi: ai giovani il coraggio di scegliere, servire e costruire la pace

Il Papa, davanti allla Basilica di Santa Maria degli Angeli ha risposto alle domande dei giovani sulla religione oltre il pregiudizio.

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Foto: Vatican Media

Redazione (06/08/2026 14:19, Gaudium Press) Assisi ha accolto oggi, 6 agosto, Papa Leone XIV, per la giornata conclusiva del “GO! Franciscan Youth Meeting 2026”, l’incontro internazionale che ha riunito a Santa Maria degli Angeli circa 2.500 giovani tra i 18 e i 33 anni, provenienti da numerosi Paesi europei e da altre parti del mondo. La visita, nel giorno della festa della Trasfigurazione, si è svolta nel nome di san Francesco e dell’ottavo centenario della sua morte.

Giunto in elicottero alle 8.28, il Pontefice si è recato alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, al cui interno c’è la Porziuncola, cuore della prima esperienza francescana: qui Francesco fondò l’ordine e qui morì nel 1226.

Qui sul sagrato,ha dialogato con i ragazzi, rispondendo a tre domande dedicate alla testimonianza cristiana, alla vocazione e al rapporto con la Chiesa.

Alla giovane Karolina, proveniente da Zagabria, Leone XIV ha risposto che la radicalità evangelica non coincide con il fondamentalismo: non rende violenti o chiusi, ma più sensibili, umili e capaci di accogliere. “In società attraversate da nazionalismi, pregiudizi e contrapposizioni identitarie, i cristiani sono chiamati a diventare operatori di pace, superando i muri alimentati dalla paura e dalla cattiva informazione”. Il Papa ha invitato inoltre i giovani a custodire relazioni vere, soprattutto in un tempo nel quale la tecnologia rischia di disabituare all’incontro tra persone “in carne ed ossa”.

Rispondendo a Giovanni, 27 anni, di Bologna, il Pontefice ha affrontato la paura delle decisioni definitive, e quindi sul coraggio delle scelte. In una cultura dominata dal provvisorio, scegliere per sempre può diventare “l’atto più rivoluzionario”. Una scelta stabile, ha spiegato, non chiude la persona in una gabbia, ma la apre a un cammino più grande, nel quale Dio accompagna ciascuno attraverso persone, incontri e responsabilità. Leone XIV ha richiamato anche la propria esperienza: sacerdote, agostiniano, missionario e infine Papa, sostenuto dalla certezza di non essere mai stato lasciato solo dal Signore.

La terza domanda, posta da Luigi, giovane siciliano, ha riguardato le ferite e le contraddizioni della Chiesa. Il Papa non ha negato scandali, delusioni e sofferenze, ma ha ricordato che ogni cristiano è chiamato a partecipare alla sua riparazione, non dominando, bensì servendo; non giudicando dall’esterno, ma assumendosi la propria parte di responsabilità.

Alle 10.22 Leone XIV ha poi presieduto la Messa nella Basilica, primo Pontefice a celebrare nella Basilica davanti alla Porziuncola. Nell’omelia ha collegato Assisi al mistero della Trasfigurazione: come Francesco e Chiara lasciarono che il Vangelo cambiasse la loro vita, così i giovani sono invitati a non restare spettatori della storia. “L’Europa e il mondo intero cercano in voi nuovi santi”, ha affermato, esortandoli a portare studi, competenze, amicizie, lavoro e preghiera laddove l’ingiustizia nega dignità e speranza.

Il titolo dell’incontro, “Go!”, è diventato così un mandato: andare verso le periferie, scegliere la “civiltà dell’amore”, abbattere i muri e trasformare il mondo non con la forza, ma con la pace, il perdono e il servizio.

Al termine della celebrazione, il Papa è entrato nella Porziuncola per un momento di preghiera silenziosa. Poco dopo ha lasciato Assisi, affidando ai partecipanti il compito di tradurre l’entusiasmo dell’incontro in scelte quotidiane concrete.

 

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