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La direttrice di CatholicVote chiede ai vescovi se è in atto la scomunica alla governatrice del Massachusetts

La richiesta prende il via dalla firma della governatrice, che si dichiara cattolica, di una legge che elimina dal 10 agosto le restrizioni sugli aborti dopo la 24ª settimana.

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Kelsey Reinhardt, presidente di CatholicVote – Foto: CatholicVote

Redazione (14/08/2026 15:33, Gaudium Press) Lo scorso 10 agosto, la governatrice del Massachusetts, Maura Healey — che si dichiara pubblicamente cattolica —, ha firmato la legge H.5595 (Prioritizing Patient Access to Care Act), che elimina le restrizioni legali che c’erano per l’aborto dopo la 24ª settimana di gravidanza.

Maura Healey official portrait governor

Foto Wikipedia: Maura Healey

La legge sostituisce i precedenti requisiti medici con una formula aperta: l’aborto «può essere praticato da un medico in base al suo giudizio professionale», senza che nessun processo di revisione possa annullare tale decisione. La firma è avvenuta tra gli applausi, nel corso di una cerimonia pubblica e festosa.

Prima dell’approvazione, i quattro vescovi cattolici dello Stato — l’arcivescovo Richard Henning di Boston e i vescovi McManus (Worcester), da Cunha (Fall River) e Byrne (Springfield) — avevano già definito la misura «gravemente immorale» in un comunicato congiunto del 29 luglio.

In risposta a questa misura, e due giorni dopo la firma, Kelsey Reinhardt, presidente e CEO di CatholicVote, ha inviato una lettera pubblica ai quattro vescovi di quello Stato americano, nella quale chiede loro di stabilire, con la propria autorità, se la governatrice Healey sia già incorsa nella pena automatica prevista dal diritto canonico e, in tal caso, di dichiararlo.

Chiarezza, basata sul diritto canonico

La lettera fa riferimento al canone 1397 §2, che impone la scomunica latae sententiae a chi procura un aborto consumato, e al canone 1329 §2, che estende questa pena ai complici «senza la cui collaborazione il reato non sarebbe stato commesso». Per Reinhardt, la firma di Healey non è stata un gesto passivo: «Un governatore che firma una legge per renderla effettiva non è un semplice spettatore… non è semplicemente complice in senso culturale generale, ma nel preciso significato canonico del termine.»

La lettera dedica una sezione allo scandalo pubblico rappresentato dalla cerimonia della firma, celebrata tra gli applausi: «Questo non è stato un peccato privato. È stata una lezione orrenda impartita da una governatrice cattolica a cittadini cattolici». La direttrice di Voto Católico ricorda il carattere terapeutico della pena nel diritto canonico: «Non si nega la medicina a una persona malata per non ferire i suoi sentimenti. Gliela si somministra perché la si ama».

La lettera si chiude con tre richieste concrete ai vescovi: dichiarare se la Healey è già incorsa nella scomunica automatica; rispondere pastoralmente allo scandalo della cerimonia; e farlo non come commentatori politici, ma come pastori che si rivolgono a una pecora del proprio gregge. Il testo termina con un’esortazione diretta: «Parlate, Eccellenze. Il momento lo richiede».

Finora, i vescovi del Massachusetts non hanno risposto pubblicamente alla richiesta di CatholicVote.

 

 

 

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