Leone XIV all’Angelus: l’Assunzione della Beata Vergine Maria
L ’Assunzione «una festa di grande importanza, sia per la teologia cattolica che per la devozione popolare» le parole del Papa nella catechesi dell’Angelus.
![]()
Foto: Vatican Media
Redazione (16/08/2026 11:27, Gaudium Press) Nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, sabato, 15 agosto, Papa Leone XIV ha presieduto per il secondo anno, la preghiera dell’Angelus in Piazza della Libertà, a Castel Gandolfo, dopo la funzione religiosa. Nella sua meditazione, il Santo Padre ha proposto ai fedeli un modo speciale per contemplare il mistero: ricorrere ai due grandi modelli iconografici con cui gli artisti, nel corso dei secoli, hanno rappresentato l’Assunzione di Maria.
Il primo modello, il più antico e diffuso per quasi un millennio, è quello della «Dormitio» (Dormizione)della Madre di Dio. In questa rappresentazione, Maria appare distesa su un catafalco, addormentata nella morte, circondata dagli Apostoli che la venerano commossi in preghiera. Al centro, in piedi, c’è Gesù risorto, che tiene tra le braccia l’anima di Maria, «come un bambino appena nato».
Il Signore è venuto a prenderla per portarla con sé nella gloria di Dio, «in Cielo», come si dice simbolicamente, ha sottolineato il Papa.
Questa antica immagine mette in risalto la verità centrale della fede: «è Cristo, morto e risorto, che ci conduce alla meta a cui siamo da sempre destinati, la vita eterna».
Generazioni di fedeli hanno contemplato questo mistero davanti alle icone della Dormizione, anche nel grande mosaico dell’abside della Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma.
Il secondo modello, sviluppatosi più tardi in Occidente, mostra la Vergine Maria a figura intera in cielo, avvolta di luce, spesso circondata da angeli e santi. Al centro c’è il corpo glorificato di Maria, in linea con la visione dell’Apocalisse: «Apparve nel cielo un grande segno: una Donna vestita di Sole, con la Luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo» (Ap 12,1).
Questo schema iconografico sottolinea un’altra verità fondamentale: «Maria è stata assunta in corpo e anima, cioè nella totalità della sua persona. Quella donna che, sulla terra, ha dato corpo e sangue al Verbo Incarnato e lo ha seguito fino alla perfetta unione nel sacrificio d’amore, è stata da Lui attirata per sempre alla gloria».
Alcuni artisti hanno unito le due tradizioni, raffigurando nella parte superiore la Vergine gloriosa e, in quella inferiore, il sepolcro vuoto, spesso ricoperto di fiori multicolori, con gli Apostoli che la guardano in cielo.
Papa Leone XIV afferma che questa doppia iconografia non parla solo di Maria. Ci permette anche di contemplare il destino ultimo di ognuno di noi. «La pienezza di vita, che oggi ammiriamo con gioia in Maria, attende anche noi, alla fine dei tempi», quando Cristo risorto «trasfigurerà il nostro povero corpo, conformandolo al suo corpo glorioso»
(Fil 3,21), rivestendo ciò che è corruttibile di incorruttibilità e ciò che è mortale di immortalità (cfr. 1 Cor 15,54). Allora, «con la nostra carne trasformata dall’amore del Redentore, vivremo in eterno, nella festa senza fine».
Così, in questo giorno in cui la Chiesa celebra la vittoria definitiva di Maria sulla morte, il Papa invita tutti a fissare lo sguardo su queste immagini antiche e recenti. In esse contempliamo non solo la gloria della Madre, ma anche la sicura speranza che la stessa pienezza di vita ci attenda alla fine dei tempi.



lascia il tuo commento