Sant’Elena, madre di Costantino, ritrovò la Croce di Gesù
Nessuno, vedendola nascere in una famiglia povera e pagana a Daprasano, a Nicomedia, avrebbe mai immaginato che quella dolce bambina sarebbe stata destinata a compiere grandi cose.

Redazione (18/08/2026 15:34, Gaudium Press) Santa Elena, un’altra delle grandi donne nella storia della Chiesa, è la santa che commemoriamo oggi.
Ma chi l’avesse vista nascere in una famiglia povera e pagana, a Daprasano, Nicomedia – nell’odierna Turchia – non avrebbe mai immaginato che quella dolce bambina sarebbe diventata una così grande donna.
Una fanciulla dotata di grandi doti
Questa bambina, tuttavia, possedeva grandi doti naturali e nobiltà d’animo. Di lei si innamorò Costanzo, generale delle armate romane e prefetto del pretorio, all’epoca dell’imperatore Massimiano. Da questa unione nacque Costantino, il 27 febbraio del 274, che sarebbe diventato il grande imperatore che avrebbe garantito la libertà al cristianesimo.
Perché Costanzo sposasse la figlia dell’imperatore Massimiano, Santa Elena fu ripudiata. Il desiderio di ascesa sociale del marito ebbe la meglio sui doveri che già aveva. Ma ciò che più addolorò Elena fu vedere che suo figlio Costantino veniva portato via da Costanzo per essere educato a palazzo.
Alla morte di Costanzo, Costantino portò sua madre a vivere con lui alla corte di Treviri. Non è ancora chiaro se a quel tempo Santa Elena fosse già cristiana. La certezza su questo punto si ha solo quando, prima della battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio, Costantino vide il segno del cristianesimo sul sole e la frase «con questo segno vincerai».
All’inizio Costantino non comprese il segno, ma secondo quanto narra Eusebio di Cesarea, il biografo di Costantino, la notte seguente ebbe un sogno in cui vide Cristo spiegargli che doveva usare quel segno contro i suoi nemici. Nel 312, dopo aver vinto questa battaglia, Costantino rimase l’unico imperatore.
Costantino nutriva grande ammirazione per sua madre, che ebbe una grande influenza su di lui
Sebbene non ricevesse il battesimo fino alla sua morte, l’ammirazione di Costantino per sua madre era molto reale e molto forte e lo avvicinava sempre più al cristianesimo. L’influenza di Sant’Elena si fece sentire in modo evidente nella proclamazione dell’Editto di Milano, che poneva ufficialmente fine alla persecuzione contro il cristianesimo. E sicuramente anche in altri editti che limitavano progressivamente i culti pagani.
È straordinario vedere che, quando l’Impero romano, per così dire, riceveva il battesimo, Dio avesse voluto che la madre dell’imperatore fosse una santa e che ella trasmettesse al figlio, con il proprio esempio e le proprie parole, la grandezza della religione di Cristo, che doveva essere protetta dallo Stato. Del resto, Costantino permise a sua madre di erigere chiese e di promuovere la pratica religiosa. Conia una moneta in suo onore, la nomina «Augusta», titolo che veniva attribuito solo alle mogli degli imperatori, ma che in questa occasione viene dato alla grande madre di uno di essi.

Viaggio in Terra Santa
Sant’ Elena si trovava già con suo figlio Costantino nella nuova capitale dell’impero, Bisanzio, quando – ormai anziana – organizza una spedizione in Terra Santa, per la quale nutre un amore particolare. Il viaggio non potrebbe essere più ricco di elementi mitici e poetici: la grande dama dell’Impero si reca con tutta la sua corte nelle terre lontane e povere dove il Figlio di Dio visse in povertà.
Il suo viaggio non era propriamente ciò che oggi chiamiamo turismo, ma era un viaggio di devozione, un pellegrinaggio, con l’esplicito e principale desiderio di trovare la vera croce di Cristo, il grande simbolo e la reliquia più importante della cristianità.
Dopo una ricerca infruttuosa, un certo Giuda, ebreo, rivela ai servitori della Signora che le tre croci del Calvario erano state gettate in un pozzo e poi ricoperte di terra.
Seguendo l’indizio, si procedette allo scavo e, in effetti, furono ritrovate le tre croci. Ma come sapere quale fosse quella di Cristo? Si narra che il vescovo Demetrio suggerì di adagiare su ciascuna delle tre croci una cristiana in fin di vita, affinché il Signore ne rivelasse la vera natura. E su una delle croci la moribonda recuperò completamente e miracolosamente la salute.
Sant’Elena fece realizzare tre parti della croce: una andò a Costantinopoli, un’altra a Roma e la terza rimase a Gerusalemme.
Sant’Elena morì in data e luogo sconosciuti.
Costantino decise che le sue spoglie venissero trasferite a Roma, nella chiesa di Ara Coeli, dedicata appunto a Sant’Elena, dove sono conservate.
Con informazioni tratte da Catholic.net





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