Discriminazione anticristiana a Shanghai, nella Cina comunista
Un cattolico di questa città ha documentato nel corso dell’ultimo anno il progressivo soffocamento della vita cristiana.

Foto: Young Ly / Unsplash
Redazione (25/08/2026 16:56, Gaudium Press) Un cattolico di Shanghai ha documentato nel corso dell’ultimo anno il progressivo restringimento dello spazio in cui i fedeli cinesi possono vivere la propria fede, al punto che non è più possibile acquistare una Bibbia nel negozio della cattedrale, il tempio rimane chiuso ai visitatori e le pompe funebri della città si rifiutano di celebrare funerali cattolici.
Il rapporto, datato 1° agosto 2026, è stato diffuso il 19 agosto sul social network X da un importante account dedicato al giornalismo partecipativo e alla dissidenza cinese all’estero. Il suo autore rimane anonimo per evidenti ragioni di sicurezza.
Scaffali vuoti nel negozio della cattedrale
Il negozio di articoli religiosi annesso alla cattedrale di Sant’Ignazio, nota anche come cattedrale di Xujiahui, aveva già ritirato lo scorso anno i libri di teologia dai propri scaffali. Il 1° agosto di quest’anno sono scomparsi del tutto gli scaffali, e con essi la possibilità di acquistare Bibbie o il libro di preghiere delle «Quattro Preghiere Comuni».
Quando l’autore del reportage ha chiesto informazioni su tali materiali, la cassiera gli ha risposto con una frase che riassume l’intero processo: «Se ne sono andate, se ne sono andate tutte».
Il commento che l’episodio gli ha suggerito è altrettanto eloquente: «È assurdo pensare che non si possa acquistare una Bibbia all’interno della chiesa, una meraviglia del mondo».
Non si tratta di un caso isolato a Shanghai. Nel giugno di quest’anno anche le chiese cattoliche di Pechino hanno ritirato le Bibbie dalla vendita.
Una chiesa chiusa da gennaio
La cattedrale di Sant’Ignazio ha smesso di accogliere visitatori all’inizio del 2026, con la motivazione di alcuni lavori di ristrutturazione interna. L’autore del rapporto sottolinea che la decisione di riaprirla non dipende solamente dalla chiesa stessa.
I pellegrinaggi hanno subito una sorte simile. A luglio è stato necessario annullare un pellegrinaggio fuori da Pechino a causa di nuove disposizioni normative. Un sacerdote della capitale ha spiegato ai fedeli che le parrocchie che intendono organizzare pellegrinaggi che superino i confini di una regione devono sottoporsi a procedure di autorizzazione «estremamente difficili da espletare».
C’è un aspetto ancora più grave in questa situazione: le chiese locali «devono segnalare i fedeli che viaggiano senza autorizzazione». La parrocchia viene così trasformata in uno strumento di sorveglianza sui propri fedeli.
Il risultato è che i cattolici sono costretti a spostarsi in gruppi di «due o tre» persone. In questo «momento particolare», constata l’autore del rapporto, molte cose che i cattolici «avevano potuto fare insieme in precedenza non possono più essere fatte».
Anche su Internet
Il giro di vite si estende anche all’ambito digitale. L’app cattolica cinese «Wan You Zhen Yuan» ha interrotto bruscamente, nel dicembre 2025, le trasmissioni quotidiane in cinese del Rosario dal santuario di Nostra Signora di Lourdes, in Francia. La piattaforma ha inoltre sospeso i propri video informativi e i corsi di formazione spirituale online.
La fede nascosta e il funerale negato
La testimonianza di un giovane cattolico della provincia dello Shandong illustra il prezzo personale che tutto ciò comporta. Funzionario pubblico, teme di perdere il posto di lavoro se venisse scoperta la sua pratica religiosa. Per questo motivo evita di partecipare apertamente alla Messa nello Shandong e vi prende parte solo quando è in viaggio per motivi di lavoro. All’interno della chiesa indossa la mascherina cosicché nessuno possa identificarlo.
L’ultimo anello noto di questa catena riguarda il momento della morte. Da agosto di quest’anno, le agenzie funebri di tutta la città di Shanghai hanno iniziato a rifiutarsi di celebrare funerali cattolici.
La notizia è stata pubblicata da ChinaAid, organizzazione internazionale per i diritti umani di ispirazione cristiana fondata nel 2002, in un articolo firmato dal corrispondente Gao Zhensai.
Con informazioni fornite da ChinaAid / InfoCatólica




lascia il tuo commento