” Vanità delle Vanità” ovvero l’Effimero
Le cose del mondo sono effimere, ciò che conta è l’eternità.

Foto Unsplash: Woliul Hasan
Redazione (27/08/2026 16:04, Gaudium Press) Che ne sarà di noi alla fine, visto che già ora ci mostriamo così tiepidi?
Guai a noi, se cerchiamo così il riposo, come se fossimo già in pace e al sicuro, quando nella nostra vita non appare nemmeno un segno di vera santità.
Ci sarebbe davvero necessario istruirci nuovamente, come buoni novizi, nelle buone maniere; forse così ci sarebbe speranza di un futuro miglioramento e di un maggiore progresso spirituale.
«Vanità delle vanità, tutto è vanità» (Qo 1,2), tranne amare Dio e servire solo Lui. La suprema saggezza consiste nel tendere al regno dei cieli attraverso il disprezzo del mondo.
Vanità è, dunque, accumulare ricchezze effimere e riporre in esse la propria fiducia.
Vanità è anche ambire agli onori e desiderare posizioni di rilievo.
Vanità è seguire gli appetiti della carne e desiderare ciò per cui, in seguito, sarete severamente puniti.
Vanità è desiderare una lunga vita senza curarsi che essa sia buona.
Vanità è preoccuparsi solo della vita presente senza prevedere ciò che verrà dopo.
Vanità è amare ciò che passa così in fretta e non cercare con urgenza la felicità che dura per sempre.
Ricordi spesso il proverbio: «Gli occhi non si saziavano di vedere, né le orecchie di ascoltare» (Qo 1,8). Cerchi, dunque, di distogliere il tuo cuore dalle cose visibili e di trasportarlo verso quelle invisibili.
Perché coloro che seguono la propria sensualità macchiano la coscienza e perdono la grazia di Dio.
KEMPIS, Tommaso. Imitazione di Cristo. 28ª ed. San Paolo: Paulus, 1979, pp. 43-44.





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