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Leone XIV: la Chiesa non resti spettatrice, ma ascolti e si faccia carico del mondo

Papa Leone XIV apre un nuovo ciclo di catechesi sulla *Gaudium et spes: attenzione ai poveri, alle disuguaglianze, alle contraddizioni del progresso e all’illusione della guerra come strada verso la pace.

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Foto: Vatican Media

Redazione (03/09/2026 20:40, Gaudium Press) Una Chiesa che sa  ascoltare il mondo, che sappia farsi carico delle”storture” e soprattutto che non rimanga indifferente davanti alle sofferenze dell’uomo. È questa il cuore della riflessione  di Papa Leone XIV nell’Udienza generale del 2 settembre, tenutasi in Piazza San Pietro dopo le settimane più calde dell’estate.

Davanti a circa 20 mila fedeli, il Pontefice ha inaugurato un nuovo ciclo di catechesi dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II, iniziando la riflessione sulla Costituzione pastorale Gaudium et spes e sul rapporto tra la Chiesa e il mondo contemporaneo.

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Foto: Vatican Media

No ai profeti di sventura

Leone XIV è partito dalle parole di san Giovanni XXIII, che all’apertura del Concilio aveva preso le distanze dai “profeti di sventura”. Ma rivolgersi con speranza alla storia, ha però precisato il Papa, non significa adottare un ingenuo ottimismo. Significa piuttosto riconoscere che la Chiesa, seguendo Cristo, è chiamata a condividere concretamente “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce” degli uomini e delle donne del proprio tempo.

Infatti, dice il Pontefice, il cristiano non può limitarsi a osservare ciò che accade:

“ I credenti sono chiamati a farsi carico delle difficoltà dei fratelli, soprattutto di coloro che sono schiacciati dall’ingiustizia, dalla discriminazione, dalla violenza. Infatti, solo nella condivisione e nell’impegno è possibile arrivare a risposte adeguate”. 

Anche l’attenzione ai poveri, ha ricordato Leone XIV richiamando Papa Francesco, non rappresenta semplicemente un dovere morale, ma è parte fondante della stessa esperienza cristiana.

Le contraddizioni dei nostri tempi

Continuando nella catechesi, il Santo Padre ha evidenziato alcune delle contraddizioni del nostro tempo: il progresso scientifico e tecnologico, che offre possibilità straordinarie ma non accessibili a tutti; la crescita della ricchezza che non serve a risolvere fame e miseria; la preoccupazione per il futuro del pianeta accompagnata dalla difficoltà a rinunciare a modelli di consumo egoistici.

L’illusione della guerra

In riferimento ai conflitti dei nostri tempi, Leone XIV ha denunciato l’illusione che la guerra possa rappresentare “una via efficace per costruire la pace”. Per il Pontefice, la Chiesa deve invece saper leggere i “segni dei tempi” alla luce del Vangelo, senza ambizioni terrene e ponendosi al servizio dell’uomo.

Nelle sue conclusioni Leone XIV torna alle parole che danno il nome al documento conciliare: gioia e speranza, Gaudium et Spes. Sono questi, ha auspicato Leone XIV, i tratti di una Chiesa capace di annunciare il Vangelo facendosi realmente prossima agli uomini e alle donne di oggi.

 

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