Angelus: il Papa ricorda che il perdono cancella il rancore e apre le porte alla pace
Il Papa dopo la preghiera dell’Angelus ha ricordato l’attentato alle Torri Gemelle di 25 anni fa
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Foto: Vatican Media
Redazione (13/09/2026 14:48, Gaudium Press) Il perdono è necessario per la convivenza pacifica tra le persone e i popoli delle nazioni. Papa Leone XIV, oggi, domenica 13 settembre 2026, nell’Angelus ha affrontato questo tema, davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro. Commentando il Vangelo di Matteo, nel quale Pietro domanda a Gesù quante volte sia necessario perdonare un fratello, il Pontefice ha ricordato la risposta di Gesù: non soltanto sette volte, ma “settanta volte sette”, cioè senza alcun limite alla misericordia.
Il perdono
Il perdono quindi – aggiunge il Santo Padre- non è un elemento accessorio della vita cristiana. Gesù lo ha insegnato con le parole e lo ha testimoniato fino alla croce, pregando per i suoi persecutori. La parabola evangelica del servo al quale viene condonato un enorme debito, ma che poi si mostra inflessibile e duro verso un compagno che ha un debito verso di lui, infinitamente più piccolo, diventa così un profondo motivo di riflessione per tutti.
Da qui una delle espressioni centrali dell’Angelus: «dono e perdono sono alla base della nostra esistenza» e la gratuità ricevuta da Dio deve trasformarsi anche in un principio regolatore delle relazioni umane. Quando questa logica viene meno, ha spiegato il Pontefice, emergono conflitti, accuse, rancori e vendette: dinamiche capaci di spezzare i rapporti, dividere le famiglie e, su scala più ampia, alimentare le guerre.
La forza liberante del perdono
Il Pontefice ha quindi insistito sulla forza liberante del perdono. Non si tratta di cancellare superficialmente il male subito, ma di impedire che esso continui a generare altro male. Il perdono, ha osservato Leone XIV, può riportare luce anche nelle situazioni segnate dalla povertà materiale e morale: “il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte, fino a far rivedere il sole”.
Leone XIV ha, a questo proposito, commentato l’esperienza di Pietro. Dopo aver rinnegato Gesù durante la Passione, l’apostolo Lo incontra risorto, sulle rive del lago di Galilea. Cristo non lo schiaccia sotto il peso della colpa, ma gli domanda se lo ama e gli rinnova l’invito a seguirlo. È una carità che guarisce e rinnova la missione apostolica.
L’attentato di 25 anni fa
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Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa ha ripreso il tema del perdono in relazione all’urgenza della pace mondiale, ricordando il venticinquesimo anniversario degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Leone XIV ha pregato per le vittime e per quanti portano ancora le ferite di quella tragedia, invitando tutti a pregare per la pace in un tempo ancora denso di conflitti.
Quindi il messaggio dell’Angelus è nel perdonare anche quando il primo passo è difficile e alimentare l’amore capace di vincere l’odio e disarmare il rancore, a partire da ciascuno. Il Pontefice ha affidato questo cammino alla Vergine Maria, invocata come Madre di Misericordia, perché rafforzi in ognuno la scelta quotidiana della riconciliazione.



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