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Leone XIV all’Udienza Generale: la coscienza umana non può affidare agli algoritmi le sue decisioni

La quarta riflessione sulla Gaudium et Spes nell’l’Udienza generale

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Foto: Vatican Media

Redazione (16/09/2026 16:18, Gaudium Press) Lo sviluppo tecnologico può abbattere distanze e creare nuove possibilità, ma non può  sostituirsi  alla coscienza dell’uomo e alla sua rete di relazioni. È uno dei passaggi centrali dell’Udienza generale di Papa Leone XIV di oggi, mercoledì 16 settembre, in Piazza San Pietro. E’ stata questa la quarta catechesi sulla Costituzione pastorale Gaudium et Spes, secondo capitolo , sul tema della “comunità umana”.

Sviluppo tecnologico e problematiche

Leone XIV ha osservato come lo sviluppo tecnologico, i mass media, i social network e il crescente ricorso all’intelligenza artificiale abbiano moltiplicato le possibilità di comunicazione. A questa evoluzione si accompagna però un problema: “ le relazioni tendono a diventare sempre meno personali, più virtuali, e si rischia di abituarsi a delegare agli algoritmi decisioni che spettano solo alla coscienza umanaQuindi, aggiunge il Pontefice, la comunità cristiana è chiamata invece a contribuire alla costruzione di relazioni dotate di profondità e autenticità.

Rapporto persona e società

Al centro della catechesi c’è il rapporto tra persona e società, come ha voluto Dio nel considerare la comunità umana come “ una sola famiglia”. Il Pontefice ha ricordato che lo sviluppo dell’individuo e quello della comunità sono intimamente legati: contrapporli significa compromettere entrambi. La persona, secondo l’insegnamento conciliare, deve rimanere principio, soggetto e fine delle istituzioni sociali. Anche le differenze tra persone e popoli non devono essere considerate una minaccia, ma una possibilità di arricchimento reciproco. Da qui l’invito ad adottare una logica fondata su reciprocità, condivisione e cura.

Bene comune e rispetto per la vita

Leone XIV ha quindi richiamato la definizione conciliare di bene comune: “ Insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente” A questo principio si lega la difesa della dignità umana.

Riprendendo la Gaudium et spes, il Papa ha ricordato la condanna nei confronti dell’omicidio, genocidio, aborto, eutanasia, suicidio volontario, torture, schiavitù, prostituzione, deportazioni e condizioni di lavoro che riducono l’essere umano a semplice strumento di profitto, togliendogli la libertà e il senso di responsabilità.

Superamento dell’individualismo

Il Pontefice ha inoltre invitato al rispetto anche di chi pensa e agisce diversamente, alla giustizia sociale e al superamento di ogni discriminazione e mentalità individualistica. La visione conciliare dell’umanità come “comunità di persone”, ha spiegato, può offrire criteri anche per valutare i progetti sociali e politici contemporanei: dignità della persona, giustizia sociale e libera partecipazione alla costruzione del bene comune.

Al termine dell’Udienza, il Pontefice ha rivolto il suo particolare ringraziamento ai Cappellani delle carceri italiane, incoraggiandoli a continuare ad essere presenza di speranza e apostolato, accanto ai detenuti e alle loro sofferenze.

 

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