La Santa Sede dice No alle proposte ‘mondane’ di Macron per la visita apostolica
Un articolo de La Nouvelle Tribune racconta senza mezzi termini quanto siano divergenti le posizioni tra il Palazzo dell’Eliseo e la Santa Sede in vista del viaggio di Papa Leone XIV.

Foto: Flickr / Faces of the World
Redazione (16/09/2026 17:38, Gaudium Press) Un articolo di La Nouvelle Tribune svela apertamente quanto siano divergenti le posizioni tra l’Eliseo e la Santa Sede in vista del viaggio di Papa Leone XIV in Francia (dal 25 al 28 settembre). Mentre Emmanuel Macron voleva trasformare la visita di Papa Prevost in un palcoscenico di autopromozione e sfarzo repubblicano, Roma ha opposto un «no» diplomatico, seguito da un altro, lasciando il presidente francese con le telecamere e i riflettori puntati su di lui.
Le proposte di Macron contro il No di Roma
Il presidente Macron desiderava una visita di Stato in grande stile, con parata militare, fanfare per le strade, protocollo formale da capo di Stato e il massimo sfarzo che si possa riservare a una visita di quel tipo.
Tuttavia, i funzionari del Papa hanno detto NO: Roma ha respinto gli onori di una visita di Stato e ha chiesto di eliminare il saluto militare d’onore, le fanfare e le parate cerimoniali, privilegiando la discrezione e l’attenzione pastorale.
Macron voleva conferire al Santo Padre la Gran Croce della Legione d’Onore, la massima onorificenza dello Stato francese, in una cerimonia ricca di luci e onorificenze. Ma ancora una volta il Vaticano ha detto NO, rifiutando categoricamente la onorificenza e declinando questo onore laico.
Neanche un pasto insieme
Nella sua visione di visita di Stato, Macron desiderava partecipare a un incontro conviviale con il Papa, che fosse un pranzo o una cena ufficiale, solenne o informale, per mettere in mostra la gastronomia francese e, soprattutto, creare l’occasione per delle foto davanti alle telecamere.
Ma nonostante l’insistenza, che appare ormai sgradevole, i funzionari del Papa hanno risposto «NO», con un rifiuto che, va detto, infrange alcune consuetudini diplomatiche tradizionali tra capi di Stato; pertanto, non ci sarà alcun banchetto né pranzo ufficiale tra i due.
La porta sbattuta a Notre-Dame: niente «tour privato»
Ma forse il rifiuto più significativo è avvenuto in relazione alla cattedrale di Notre-Dame, recentemente riaperta e ancora in fase di ricostruzione.
Macron desiderava un momento a tu per tu con il Papa all’interno della cattedrale di Notre-Dame per fungere in qualche modo da guida d’élite, mostrandogli personalmente i lavori di restauro successivi all’incendio del 2019 e in qualche modo appropriandosi della ricostruzione, sulla quale continua a insistere proponendo l’aggiunta di vetrate «contemporanee». È chiaro che sarebbe stata anche l’occasione per «luci, motore, azione», a beneficio non tanto del Papa, quanto del presidente francese.
Ma ancora una volta il Papa, tramite i suoi funzionari, ha detto NO: la Santa Sede ha escluso dall’itinerario qualsiasi visita guidata da parte del presidente. Papa Leone XIV si recherà a Notre-Dame esclusivamente per presiedere i Vespri con il clero e i consacrati. Pura liturgia, niente foto di protocollo con Macron nel ruolo di cicerone.
Nel 2024, Papa Francesco aveva già dato un vero e proprio smacco a Macron non presentandosi alla riapertura di Notre-Dame, in un evento storico a cui parteciparono invece personaggi del calibro di Donald Trump, Zelensky e persino il Principe William.
Ora, Leone XIV accetta di recarsi in Francia, ma impone una sorta di «cortina di ferro»: si tratta di un viaggio apostolico, pastorale e spirituale, dedicato ai fedeli (con tappe a Parigi, Saint-Denis, Lourdes e Metz), non per la gloria mediatica dell’attuale esecutivo francese. Non manca di ironia il fatto che il potere temporale renda così tante riverenze, vane (e interessate), al potere spirituale.




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