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Udienza Generale: “Il progresso tecnico e l’incontro con Dio”

Il santo Padre oggi all’Udienza Generale sul terzo capitolo della Gaudium et Spes

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Foto. Vatican Media

Redazione (23/09/2026 17:04, Gaudium Press) «L’attività umana nell’universo» questo il tema sul quale riflette il Papa, in Piazza San Pietro, sui Documenti del Concilio Vaticano II”, della Costituzione pastorale Gaudium et spes. Affrontando il terzo capitolo il Santo Padre affronta la questione all’Udienza Generale di oggi 23 settembre “La domanda di fondo è questa: qual è il valore dell’attività umana nel mondo e quindi del progresso tecnico, sociale, scientifico? Possiamo ricordare che, meno di quattro anni dopo la chiusura del Concilio, nella notte fra il 20 e il 21 luglio del 1969, l’uomo avrebbe messo piede per la prima volta sulla Luna”.

“L’essere umano soggetto di progresso”

“Creato a immagine e somiglianza di Dio, l’essere umano è soggetto di progresso. Con la libertà e l’intelligenza egli aumenta le proprie conoscenze, facendo così progredire l’intera società. Lo vediamo facilmente considerando i miglioramenti nelle condizioni di vita nel succedersi delle generazioni. Per questo, alcuni pensatori hanno presentato il progresso tecnico-scientifico come qualcosa che indebolisce il rapporto con Dio, fino a farlo sembrare superfluo, o addirittura come antagonista rispetto alla fede cristiana”, sottolinea il Pontefice, mettendo in guardia dalla ‘presunzione’ della conoscenza.

E poi riprende: “E questa lettura ha provocato un cambiamento di sguardo sul mondo da parte dell’uomo contemporaneo, rispetto alle epoche precedenti. Un tale pregiudizio si afferma soprattutto in quella parte della cultura occidentale che ha perso il suo riferimento alla Rivelazione cristiana. Negli umanesimi post-cristiani l’essere umano e Dio vengono erroneamente presentati come rivali: per affermare le sue conoscenze, la sua libertà e il suo progresso, l’uomo dovrebbe emanciparsi da Dio”.

L’umanità e l’incontro con Dio

Il Santo Padre chiarisce come l’umanità, non viene “annullata dall’incontro con Dio bensì assunta nella sua interezza, continuando ad essere, in Cristo, libera e operosa: infatti, è in Lui che essa trova piena verità e libertà. Inoltre, nella celebrazione eucaristica, il frutto del lavoro umano, rappresentato dal pane e dal vino, viene posto ogni giorno sull’altare, per essere trasformato nel Corpo e nel Sangue di Cristo”.

I cristiani sono anch’essi- continua il Pontefice- protagonisti del lavoro e del progresso ma, il loro compito precipuo rimane nel ricordare che il fine ultimo è l’incontro con Dio. Insieme ad esso deve essere presente la carità: “ricordiamo che per diventare autentico progresso umano – cioè di tutto l’uomo e di tutti gli uomini – il progresso tecnico e scientifico dev’essere animato e orientato dalla carità. Solo così potrà essere posto sempre a difesa della dignità dell’uomo e promuovere le condizioni di vita di tutti, specialmente dei più svantaggiati”.

 Fulton Sheen

Alla fine dell’Udienza Generale, Leone XIV ha ricordato che nel Missouri, domani sarà beatificato il vescovo Fulton Sheen, famoso per la sua grande opera evangelizzatrice attraverso i media, e ha chiesto la sua intercessione perché possa “ispirare molti altri a trovare a loro volta nuovi modi per diffondere il messaggio evangelico con gioioso entusiasmo”.

 

 

 

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