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Leone XIV in Francia: da Parigi a Lourdes, tra evangelizzazione, secolarizzazione e le ferite dell’abuso.

La vista di decine di migliaia di giovani riuniti in preghiera ha offerto un importante contrappunto alla narrativa di un cattolicesimo francese destinato solo al declino

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Foto: screenshot/ Vatican Media

Redazione (26/09/2026 16:29, Gaudium Press) Il primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Francia è entrato, questo sabato 26 settembre, nel suo secondo giorno. Dopo un’intensa giornata a Parigi, caratterizzata da incontri politici, diplomatici e religiosi, il Pontefice rivolge ora la sua attenzione alla vita della Chiesa francese prima di recarsi a Lourdes, dove il pellegrinaggio mariano dovrà confrontarsi con uno dei temi più dolorosi per il cattolicesimo contemporaneo: gli abusi sessuali commessi in ambito ecclesiale.

Il viaggio, iniziato venerdì e che dovrebbe concludersi lunedì 28 settembre, prevede tappe a Parigi, Lourdes e Metz. Finora, tre temi cominciano a emergere con chiarezza: la presenza cristiana in una società profondamente secolarizzata, la difesa della dignità umana e la necessità di una Chiesa capace di evangelizzare senza ignorare le proprie ferite.

Dall’Eliseo all’UNESCO

Leone XIV è atterrato all’aeroporto di Orly venerdì mattina e si è recato all’Eliseo, dove è stato ricevuto dal presidente Emmanuel Macron.

Dopo l’incontro privato tra i due, il Papa si è rivolto alle autorità, ai rappresentanti della società civile e ai membri del corpo diplomatico. Ha ricordato il patrimonio culturale e religioso francese e ha fatto anche un riferimento personale alle sue radici familiari francesi, legate alla Normandia e al Béarn.

La tappa all’Eliseo ha collocato, fin dall’inizio, la visita nel contesto dei grandi dibattiti che attraversano la Francia contemporanea. Il Papa ha parlato di pace, fraternità, responsabilità politica e dignità umana, insistendo sul contributo che la tradizione cristiana può ancora offrire a una società che, sebbene fortemente marcata dalla laicità, rimane profondamente legata alla propria storia cattolica.

Il secondo grande appuntamento si è tenuto presso la sede dell’UNESCO. Lì, di fronte ai rappresentanti di un’istituzione dedicata all’istruzione, alla scienza e alla cultura, Leone XIV è tornato sul tema della dignità della persona umana e sulla necessità di mettere il progresso scientifico e tecnologico al servizio dell’uomo.

Uno dei punti più significativi è stata la sua insistenza sul fatto che la dignità umana non viene meno di fronte alla malattia, alla fragilità o alla perdita delle capacità. Si tratta di un’affermazione particolarmente rilevante in Francia, dove le questioni relative alla bioetica e alla fine della vita rimangono al centro del dibattito pubblico.

Il Papa ha inoltre rivendicato uno spazio per le tradizioni religiose nella costruzione della cultura contemporanea. La religione, nella sua visione, non appartiene semplicemente al passato. Continua a offrire risposte alle domande fondamentali sull’origine, il senso e il destino dell’esistenza umana.

Notre-Dame e la ricostruzione della Chiesa

Nel tardo pomeriggio, Leone XIV ha varcato le porte di Notre-Dame di Parigi per celebrare i Vespri con vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e seminaristi.

La cattedrale, ricostruita dopo il devastante incendio dell’aprile 2019, ha offerto al Papa un’immagine pressoché ineludibile per parlare della situazione stessa della Chiesa.

Notre-Dame non è solo un monumento storico. È uno dei grandi simboli spirituali della Francia. La sua ricostruzione ha permesso a Leone XIV di presentare anche la necessità di una ricostruzione missionaria di una Chiesa che conserva un’eredità straordinaria, ma vive all’interno di una società in cui la trasmissione della fede ha smesso da tempo di essere un dato di fatto.

Il Papa ha ripreso l’idea della conversione missionaria sviluppata da Francesco nella Evangelii gaudium. La sfida, quindi, non sarebbe semplicemente quella di preservare chiese, opere d’arte e istituzioni ereditate dai secoli passati. Una Chiesa ricostruita esternamente deve anche tornare a generare discepoli.

E poche ore dopo è apparso forse il segnale più interessante di questa possibilità.

«Voi siete i santi di Francia»

La prima giornata si è conclusa allo Stade de France, davanti a circa 80.000 giovani.

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Foto: Vatican Media

«Voi siete i santi di Francia», ha detto Leone XIV all’inizio dell’incontro.

Il Papa ha parlato di vocazione, santità e lotta spirituale. Ha tenuto a precisare che la lotta cristiana non è diretta contro altre persone e non ricorre alla violenza, al disprezzo o all’oppressione. L’arma del cristiano, ha insistito, è l’amore che si dona.

C’è stato anche un appello particolarmente diretto alle vocazioni sacerdotali e religiose.

«La Chiesa in Francia ha bisogno di voi», ha detto Leone XIV ai giovani che intravedono in sé la possibilità di una chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata.

L’immagine di decine di migliaia di giovani riuniti per pregare ha offerto un importante contrappunto alla narrativa di un cattolicesimo francese condannato solo al declino. Questo contrasto è destinato a riproporsi questo sabato.

Una Francia secolarizzata dove gli adulti tornano a chiedere il battesimo

La seconda giornata inizia con una visita alla Maison Bakhita, centro dedicato all’accompagnamento e all’integrazione sociale, il cui nome ricorda Santa Giuseppina Bakhita, la religiosa sudanese che subì la schiavitù prima di conquistare la libertà.

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Foto: Vatican Media

Successivamente, Leone XIV ha incontrato, presso l’Institut Catholique de Paris, i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i catecumeni e i neo-battezzati.

L’incontro tocca direttamente uno dei fenomeni religiosi più interessanti dell’attuale Francia: il recente aumento del numero di adulti che cercano il battesimo.

Secondo i dati presentati durante la preparazione del viaggio, circa 13.000 adulti hanno ricevuto il battesimo in Francia nella Pasqua del 2026.

È un numero che merita attenzione proprio perché emerge in un Paese spesso presentato come laboratorio della secolarizzazione europea. Il declino della pratica religiosa tradizionale non implica necessariamente la scomparsa della ricerca spirituale. In determinati ambienti, sembra emergere una generazione che non ha ricevuto la fede come eredità familiare, ma inizia a cercarla di propria iniziativa.

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Foto: screenshot/ Vatican Media

Alle 15:00, Leone XIV celebrerà una grande Messa in Place de la Concorde, un altro dei principali appuntamenti pubblici del viaggio.

Dopodiché, l’atmosfera cambia.

Parigi lascia il posto a Lourdes.

Lourdes e le ferite degli abusi

Leone XIV lascerà Parigi nel tardo pomeriggio di questo sabato diretto all’aeroporto di Tarbes-Lourdes-Pyrénées. Il suo arrivo è previsto per l’inizio della serata e, poco dopo, il Papa dovrebbe recarsi alla Grotta di Massabielle per pregare davanti alla Madonna.

Sarebbe facile interpretare questa tappa solo come il momento mariano del viaggio. Ma Lourdes dovrebbe essere anche lo scenario dell’incontro di Leone XIV con una delle ferite più profonde della Chiesa francese.

Domenica, il Papa dovrebbe incontrare, in forma privata, sette persone che hanno subito violenze sessuali all’interno della Chiesa cattolica. Il gruppo riunisce diverse esperienze di abuso e comprende uomini e donne che hanno subito violenze in contesti e momenti diversi della vita.

Tra i partecipanti annunciati figurano Jean-Marie Delbos, vittima collegata al caso del collegio Notre-Dame de Bétharram, e Bertrand Virieux, cofondatore dell’associazione La Parole Libérée, composta da vittime dell’ex sacerdote Bernard Preynat.

La scelta dei partecipanti ha suscitato perplessità da parte di alcuni gruppi di vittime, che hanno criticato le modalità di organizzazione dell’incontro e l’assenza di determinate associazioni. I partecipanti, dal canto loro, hanno difeso la decisione di incontrare il Pontefice e hanno sostenuto che il dialogo non significa rinunciare alla ricerca della verità, della giustizia e delle riforme. Il contesto è particolarmente complesso.

Il rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa, pubblicato nel 2021, ha stimato in circa 330.000 il numero di minori che avrebbero subito violenze sessuali da parte di sacerdoti, religiosi o altre persone legate alla Chiesa in Francia, nel corso di circa sette decenni.

Da allora, la Chiesa francese ha istituito meccanismi di riconoscimento e risarcimento e sta cercando di rispondere a una crisi che ha profondamente scosso la sua credibilità.

Tuttavia, su Lourdes grava ancora un’altra ombra.

Il caso Rupnik arriva in concomitanza con il viaggio papale

Pochi giorni prima dell’arrivo di Leone XIV, i mosaici realizzati da padre Marko Ivan Rupnik sulla facciata della Basilica di Nostra Signora del Rosario sono stati completamente coperti.

Rupnik, ex gesuita e, per decenni, uno degli artisti sacri più noti del mondo cattolico, è accusato da numerose donne di abusi spirituali, psicologici e sessuali. Le accuse sono oggetto di esame nell’ambito di un procedimento canonico e non è stata ancora annunciata alcuna decisione definitiva sul merito delle denunce.

Il Santuario di Lourdes stava già discutendo da tempo su cosa fare di quelle opere.

Il problema ha rapidamente superato la mera questione artistica. Per le vittime di abusi e i loro sostenitori, mantenere in una posizione di grande risalto le opere di un sacerdote accusato di aver utilizzato anche elementi spirituali in contesti di abuso potrebbe trasformare l’arte stessa in fonte di sofferenza.

La decisione di coprire i mosaici, quindi, ha un significato che va ben oltre l’estetica. E la questione è giunta direttamente al Papa.

Alla vigilia del viaggio, cinque donne che accusano Rupnik di abusi – Gloria Branciani, Mirjam Kovac, suor Samuelle, Vida Bernard e una quinta donna identificata con lo pseudonimo di Pia – hanno indirizzato una lettera aperta a Leone XIV.

Hanno elogiato la decisione di coprire i mosaici a Lourdes, considerandola un gesto forte, ma hanno chiesto che il processo canonico contro Rupnik proceda con chiarezza, indipendenza, trasparenza e rapidità.

È impossibile ignorare la vicinanza temporale tra gli eventi.

Leone XIV arriva a Lourdes pochi giorni dopo la copertura dei mosaici. Accoglie pubblicamente l’appello delle donne che accusano Rupnik. E, nello stesso santuario, incontrerà di persona le vittime di abusi commessi in ambito ecclesiale.

Anche se l’incontro di domenica non sarà specificamente dedicato al caso Rupnik, si svolgerà inevitabilmente all’ombra di questa vicenda.

La prova più difficile del viaggio

È proprio qui che i diversi discorsi del viaggio cominciano a incontrarsi.

All’UNESCO, Leone XIV ha affermato che la dignità umana non svanisce di fronte alla fragilità. A Lourdes, incontrerà questa fragilità in modo concreto. Si troverà di fronte ai malati e ai pellegrini che cercano conforto presso la Grotta di Massabielle. Tuttavia, si troverà anche di fronte a persone la cui dignità è stata ferita all’interno della Chiesa stessa.

Domenica, oltre all’incontro privato con le vittime, Leone XIV celebrerà la Messa nel santuario, visiterà i malati e coloro che si occupano dell’accoglienza dei pellegrini, incontrerà le religiose contemplative e dovrebbe partecipare al Rosario e alla tradizionale processione delle candele.

Il passaggio a Lourdes potrà quindi diventare molto più di una semplice sosta devozionale tra Parigi e Metz.

Parigi ha presentato al Papa la Francia delle istituzioni, della cultura, della gioventù e di una Chiesa che cerca di ritrovare lo slancio missionario. Lourdes presenterà contemporaneamente la fede popolare, la sofferenza umana e le conseguenze dei peccati commessi all’interno della stessa comunità ecclesiale.

Lunedì, Leone XIV proseguirà per Metz, dove il viaggio dovrebbe assumere un’altra dimensione, incentrata sulle radici cristiane dell’Europa, sull’unità e sulla pace. Ma prima ci sarà Lourdes. E forse sarà proprio lì che si verificherà il momento più difficile e rivelatore di questo primo viaggio di Leone XIV in Francia. Di fronte alla Madonna, ai malati e alle vittime, non sarà in gioco solo ciò che il Papa dirà. Sarà in gioco anche ciò che egli sarà disposto ad ascoltare e, in seguito, a fare.

Di Rafael Ribeiro

 

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