Leone XIV all’Angelus: San Francesco operaio nella vigna del Signore
Questa domenica, 4 ottobre, Papa Leone XIV ha presieduto la preghiera dell’Angelus in Piazza San Pietro e ha invitato i fedeli a seguire l’esempio di San Francesco d’Assisi nella cura della Chiesa. Con le nostre scelte, costruiamo o distruggiamo la Chiesa.

Foto: Vatican News/ Vatican Media
Redazione (04/10/2026 19:17, Gaudium Press) Nel commento del Vangelo del giorno (Mt 21, 33-43), il Pontefice ha paragonato la Chiesa alla vigna del Signore, di cui ogni cristiano è responsabile.
Il Papa ha ricordato che Gesù è il Figlio di Dio mandato nel mondo, «ma respinto proprio da coloro che avrebbero dovuto accoglierlo a braccia aperte». «Colui che è venuto per portare la salvezza riceve una condanna; colui che vuole dare la vita è condannato a morte», ha detto. Allo stesso tempo, l’insegnamento di Cristo «rivela la misericordia sempre più grande del Padre suo» e invita a riflettere sulle «tante crudeltà che affliggono il mondo e la storia dei popoli».
Dio trasforma il male in redenzione
Questo rifiuto violento, ha sottolineato Leone XIV, non spezza la volontà di Dio. Nella sua infinita giustizia, il Signore trasforma il male in redenzione: «La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo» (Mt 21, 42; cfr. Sal 118, 22). «È così che l’Onnipotente guida la storia, venendo in nostro soccorso in tutte le nostre cadute: Dio non scarta mai la nostra vita!», ha rimarcato con forza il Papa.
San Francesco: operaio nella vigna del Signore
Partendo dal simbolo della parabola, il Santo Padre ha sottolineato: «La vigna da coltivare con giustizia è la Chiesa, che noi costruiamo o danneggiamo con le nostre scelte».
Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il Papa ha ricordato il santo come «un operaio che ha lavorato con grande frutto nella vigna del Signore: San Francesco d’Assisi, al quale Gesù stesso ha chiesto di riparare la sua Chiesa».
Ispirato dal Crocifisso, Francesco «edificò, prima di tutto, la propria vita sul fondamento di Cristo, condividendone la povertà, la gioia e le sofferenze, fino al segno mistico delle stimmate». Uomo di preghiera ardente e pieno di carità, fu un esempio per i primi frati. «San Francesco l’ha ricomposta in virtù della fede nel Signore Gesù, sanando le fratture della discordia con la testimonianza dell’amore fraterno», ha aggiunto Leone XIV.
Costruire la concordia tra i popoli
Otto secoli dopo, il carisma di San Francesco continua a dare frutti, testimoniati dalla famiglia francescana e dai doni della sua eredità spirituale tra il Popolo di Dio. «Per questo, mentre celebriamo l’anno giubilare francescano, imploriamo con perseveranza il dono della pace e impegniamoci sinceramente a costruire la concordia tra i popoli», ha esortato il Pontefice.
Leone XIV ha concluso invocando l’intercessione di Maria Santissima, unito spiritualmente ai fedeli riuniti nel Santuario di Pompei per la Supplica alla Vergine del Santo Rosario.
Subito dopo l’Angelus, il Papa ha ribadito l’appello alla preghiera del Rosario per la pace, in particolare per la Terra Santa, e ha affidato alla preghiera dei fedeli l’incontro su Amoris laetitia e le famiglie.



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