Santa Faustina Kowalska , testimone della Divina Misericordia
Santa Maria Faustina Kowalska, la cui memoria si celebra il 5 ottobre, era una religiosa della Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Misericordia, e a lei fu affidato il compito di vivere e proclamare, in modo particolare, la misericordia del Sacro Cuore di Gesù.

Redazione (05/10/2026 15:07, Gaudium Press) Helena Kowalska nacque il 25 agosto 1905 a Glogowiec, un piccolo villaggio della Polonia. Essendo stata scelta da Dio per un’alta missione, come vedremo, già dall’età di sette anni ebbe i primi contatti con Colui che sarebbe stato il suo confidente, la sua guida e la ragione della sua esistenza.
«A quell’età udii per la prima volta la voce di Dio nell’anima, ovvero l’invito a una vita più perfetta, ma non sempre fui obbediente alla voce della grazia», racconta con semplicità nel suo Diario.
In effetti, il cuore della fanciulla resisteva allora agli appelli del Divino Redentore e doveva ancora essere conquistato da Lui.
La vittoria delle chiamate divine
All’età di diciotto anni, Elena decide di intraprendere la via religiosa, contrariamente alle aspettative dei genitori. Spinta da un’insistente chiamata di Gesù, si reca a Varsavia e, dopo aver visitato diversi monasteri, entra a far parte della Congregazione di Nostra Signora della Misericordia, assumendo il nome di Suor Maria Faustina.
Tuttavia, anche in questo nuovo cammino, spesso le risultava difficile sottomettersi alle richieste divine.
Un giorno di Natale, ad esempio, con l’intento di sfuggire alla voce del Signore, chiese alla superiora il permesso di visitare le suore che vivevano nella nuova casa Jozefinek, aperta dalla congregazione nel quartiere di Grochów.
Prima di uscire, tuttavia, mentre tornava dalla cella dove era andata a prendere il mantello, Gesù le apparve e le disse: «Vada, ma Io mi prendo il suo cuore».
In quell’istante sentì che non lo aveva più nel petto…
Una sorta di nostalgia si impadronì di lei durante tutto il tragitto, tanto che, dopo essere rimasta per un breve periodo a Jozefinek, insistette con le sue compagne affinché tornassero subito al convento.
Rigore e dolcezza nella convivenza con Gesù
Con amore geloso il Divino Gesù la attirava a sé. Essendo stata inviata alla casa di Plock, ricevette l’incarico di adornare la cappella con i fiori.
Un giorno scelse alcune delle rose più belle per abbellire la cella di una delle sorelle. Lungo il cammino, si imbatté nel Signore che le chiese con tono di benevola rimprovero: «Figlia mia, a chi sta portando quei fiori?» Il silenzio fu la sua risposta, poiché si era resa conto che non era per carità che portava quei fiori… Gettandoli a terra, si affrettò verso il tabernacolo!
In altre occasioni, il Salvatore fu più incisivo, pur rimanendo affabile, come accadde quando fu chiamata al Giudizio e vide tutto ciò che nella sua anima non era di Suo gradimento.
«Lei è colpevole di un giorno di fuoco del Purgatorio», sentenziò il Divino Giudice. E poiché lei desiderava gettarsi immediatamente nelle fiamme purificatrici, non appena udì la sentenza, Nostro Signore la trattenne e le diede la possibilità di scegliere tra il Purgatorio e il continuare a vivere su questa terra.
«Gesù, voglio soffrire nel Purgatorio e voglio patire sulla terra i tormenti più grandi, anche se fosse fino alla fine del mondo», rispose lei.
Egli replicò:
«Ora appoggi il Suo capo sul mio petto, sul mio Cuore, e ne tragga forza e vigore per tutte le sofferenze, perché in nessun altro luogo troverà sollievo, aiuto o consolazione. Deve sapere che soffrirà molto, moltissimo, ma non si spaventi per questo: Io sono con lei».
Benigna ammonizione, amorevole severità. Il rigore e la dolcezza sono sempre stati i tratti distintivi del rapporto tra la Santa della Divina Misericordia e il suo Signore.
«Lei preparerà il mondo alla mia ultima venuta»
È proprio di ogni anima con vocazione profetica incarnare, in qualche modo, il messaggio che è chiamata a trasmettere.
Santa Faustina Kowalska era chiamata a mostrare agli uomini il grande amore e la misericordia di Dio verso l’umanità; per questo non potevano mancare dimostrazioni dell’indicibile affetto nei suoi confronti da parte del Divino Redentore: «Il tuo cuore è il cielo per Me».
Tuttavia, non potevano mancare nemmeno i rimproveri: «Non riuscirai ad allontanarti da Me, perché Io sono ovunque».
Si sbagliano, dunque, coloro che pensano che il messaggio portato da Gesù Misericordioso, che la Santa contemplava, fosse composto solo di affabilità e affetto.
Se la considerassimo in tal modo, avremmo una visione superficiale della sua missione e nasconderemmo la grandezza dei disegni di Dio nei suoi confronti: «Preparerai il mondo alla mia ultima venuta».
Una missione grandiosa ed enigmatica

Il 22 novembre 1931, Santa Faustina ricevette dal Signore Gesù l’incarico di far dipingere un quadro proprio come Lei Lo vedeva, con la scritta: «Gesù, confido in Te».
Dal Cuore di Gesù scaturivano due raggi: uno rosso, che rappresentava la misericordia divina, e l’altro bianco, simbolo dell’«acqua che purifica le anime».
Nostro Signore le spiegò che, durante la Sua Passione, aveva versato il Suo preziosissimo Sangue in torrenti e in alcune gocce d’acqua. Questi torrenti di Sangue erano le correnti della misericordia divina che il Salvatore avrebbe fatto sgorgare sulla cristianità in tutti i secoli, ricevendo in cambio, non di rado, ingratitudine smisurata da parte degli uomini.
Le preannunciò inoltre un’epoca storica in cui il Suo Sacro Cuore avrebbe irradiato la giustizia divina:
«Prima di venire come giusto Giudice, vengo come Re della Misericordia. Prima che giunga il giorno della giustizia, nei cieli sarà dato agli uomini questo segno: ogni luce nel cielo si spegnerà e ci sarà una grande oscurità sulla terra. Allora apparirà nel cielo il segno della Croce, e dalle ferite dove furono inchiodate le mani e i piedi del Salvatore usciranno grandi luci che, per un certo tempo, illumineranno la terra».
Ecco la grandiosa missione di Suor Faustina: ammonire l’umanità, che ha dimenticato la Passione redentrice di Gesù, affinché si rivolga a Lui durante il tempo della misericordia, prima che giunga quello della giustizia. Come nell’appello rivolto alla città di Ninive, forse Dio sarebbe disposto a cambiare il proprio comportamento qualora gli uomini si convertissero…
Quanti enigmi avvolgono le rivelazioni del Sacro Cuore di Gesù a Santa Faustina Kowalska!
Quante sofferenze dovette sopportare per il fatto di conoscere tante cose future o presenti, alle quali nessuno dava credito, ricevendo spesso indicazioni come questa, impartita da una delle suore più anziane:
«Sorella, si tolga dalla testa l’idea che Nostro Signore possa convivere con lei in modo così familiare, con una persona così miserabile, così imperfetta. Nostro Signore convive solo con anime sante, se ne ricordi».
Come Abramo (cfr. Gn 18, 21-33), Santa Faustina implorava misericordia per il mondo, presentando a Gesù i giusti che vivevano in quel tempo, nonostante a volte ricevesse risposte come questa: «Esiste ancora un gran numero di anime che Mi amano molto, ma il mio Cuore desidera essere amato da tutti, e, poiché il mio amore è grande, per questo le minaccio e le punisco».
Potere di intercessione per le anime
Il Divino Salvatore le mostrava le sofferenze delle consorelle che si trovavano in Purgatorio e avevano bisogno di preghiere; oppure la situazione spirituale di persone che non vivevano nemmeno con lei.
In una certa occasione, vide un sacerdote sul punto di cadere in peccato mortale. Supplicò Dio di inviare a lei tutte le sofferenze che avesse voluto, purché lo liberasse da quella situazione. «Gesù ascoltò la mia preghiera e immediatamente sentii sulla mia testa la corona di spine. Le spine di quella corona mi penetravano fino al cervello».
Per tre ore subì un tormento indicibile, affinché il Signore fortificasse l’anima del Suo servo.
In un’altra occasione vide due sorelle che stavano per precipitare nell’inferno, poiché si trovavano in una situazione di peccato grave. Pregò per loro e, il giorno seguente, in obbedienza all’ordine di Nostro Signore, raccontò tutto alla superiora, vedendo l’una già «in grande fervore e l’altra in grande lotta».
Non era raro che il Redentore le mostrasse il futuro della sua nazione e persino della Chiesa:
«Un certo giorno, Gesù mi disse che avrebbe punito una città, la più bella della nostra patria. Tale castigo sarebbe stato lo stesso che Dio aveva mandato contro Sodoma e Gomorra. Vidi la grande ira di Dio, e un brivido mi attraversò il cuore».
Grazie alla sua preghiera, unita al Santo Sacrificio dell’Altare, ottenne che Gesù, il settimo giorno, benedicesse il Paese.
Racconta inoltre che un venerdì, nel settembre del 1935, ebbe una visione: «Di notte, mentre mi trovavo nella mia cella, vidi l’Angelo esecutore dell’ira di Dio. Era vestito di bianco, con il volto radioso e una nuvola ai suoi piedi. Dalla nuvola uscivano tuoni e fulmini che si dirigevano verso le sue mani e solo da lì raggiungevano la terra. Quando vidi quel segno dell’ira di Dio, che avrebbe dovuto colpire la terra, e in particolare un luogo che non posso menzionare per motivi ben comprensibili, cominciai a chiedere all’Angelo di fermarsi per qualche istante, poiché il mondo avrebbe fatto penitenza. Ma la mia richiesta non servì a nulla di fronte all’ira di Dio».
Pregò con forza e l’Angelo sospese il giusto castigo, meritato a causa di tanti peccati.
Eroismo sulla via dell’abbandono
Quante perplessità e notti buie assalirono lo spirito di questa Santa, le quali, a volte, le fecero quasi vacillare la fede! E con quanta umiltà, lei che in altri tempi aveva avuto difficoltà a sottomettersi alle richieste divine, si abbassava ora ad ascoltare alcuni commenti delle sue superiore, dei suoi direttori spirituali e persino delle sue stesse compagne…
«Ho sentito dire che la suora è una visionaria, che sta avendo delle visioni. Povera suora», le comunicò con rammarico, in confidenza, una religiosa del convento.
«Eccentrica, isterica, visionaria, esca dalla mia stanza, non voglio più vedere la suora», le gridò con ira una delle madri, in un’occasione.
La situazione peggiorava quando le si presentavano dei demoni, che le dicevano: «Ecco la ricompensa per la sua fedeltà e sincerità; ecco il suo premio. Come si può essere sinceri, quando si è così incompresi?»
Il Re della Gloria le chiedeva un vero eroismo, poiché voleva che si abbandonasse unicamente nelle Sue mani! Far soffrire coloro che ama affinché, dopo aver attraversato il fuoco del crogiolo, ne escano dall’altra parte più splendenti dell’oro! «Non ricompenso il buon esito nel lavoro, ma la sofferenza».
Splendore speciale nella vita futura
Santa Faustina Kowalska è una delle figure principali e dei modelli di santità del XX secolo. Ecco la ricompensa preannunciata da Dio ai Suoi amati: la gioia e la gloria, non solo del dovere adempiuto, ma delle meraviglie contemplate, delle conquiste e delle battaglie ben combattute.
Questa gioia lei già aveva assaporato in questa vita, quando cominciava a svelarsi alla sua vista la vittoria del bene con cui si sarebbe conclusa la Storia, non solo la sua, ma quella del mondo intero.
Vale la pena affrontare tante disgrazie, vale la pena attraversare valli e paludi, vale la pena affrontare un vero e proprio martirio in vita, per contemplare e partecipare, nell’eternità, alla realizzazione di tutte queste promesse!
Testo tratto, con adattamenti, dalla rivista Arautos do Evangelho n. 202, ottobre 2018.




lascia il tuo commento