“Fino a quando, Signore?”, il Papa al parroco di Gaza
In un messaggio al parroco Gabriele Romanelli, il Papa ha assicurato le sue preghiere per la comunità di Gaza e ha ribadito il suo appello per la pace in Terra Santa: “Fino a quando, Signore?”.![]()
Padre Gabriel Romanelli Foto: Vatican News
Redazione (07/10/2026 09:36, Gaudium Press) La comunità cattolica nella Striscia di Gaza è stata nuovamente colpita dalla violenza del conflitto israelo-palestinese. Un recente raid aereo ha colpito un edificio residenziale nel quartiere di Rimal, nella parte occidentale di Gaza City, causando la morte di cinque civili e il ferimento di diversi altri.
Tra le vittime figuravano Maysa Khader Ibrahim Abu Daoud e sua figlia, Mary Hafez Michel Najjar, entrambe cristiane ortodosse greche e membri della comunità cristiana locale. Secondo quanto riferito dal parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli, madre e figlia avevano di recente trovato un luogo dove speravano di poter ricostruire le loro vite.
Davanti al grave momento, Papa Leone XIV ha espresso la sua vicinanza alla comunità di Gaza e ha assicurato le sue preghiere per le vittime e per tutti coloro che lavorano per la pace.
In un messaggio WhatsApp inviato a padre Romanelli, il Papa ha espresso preoccupazione per la continua violenza e ha posto una domanda che riflette la sofferenza di tante persone nella regione: “Fino a quando, Signore?”. Il Papa ha inoltre ringraziato il sacerdote e la comunità per il sostegno spirituale e umano offerto in questo periodo di guerra.
“Buongiorno, Padre Gabriele. Da quando ho appreso la dolorosa notizia della morte di Maysa e Mary, ho pregato Dio per loro, per le loro famiglie e per l’intera comunità di Gaza. Fino a quando, Signore? Grazie per il Suo sostegno alla parrocchia e a tante persone che desiderano vivere in pace. Che Dio la benedica e un caloroso abbraccio.”
La comunità cristiana soffre a causa della guerra.
Secondo padre Romanelli, anche la comunità cristiana locale ha subito perdite significative dall’inizio del conflitto. Il sacerdote afferma che finora sono morti 62 cristiani, 25 dei quali a causa dei bombardamenti aerei.
Sebbene la situazione attuale venga descritta come un periodo di cessazione delle ostilità più intense, il sacerdote fa presente che la realtà rimane estremamente grave. La popolazione si trova ad affrontare la carenza di cibo e di altri beni di prima necessità, e allo stesso tempo le organizzazioni umanitarie faticano a realizzare la distribuzione degli aiuti.
Secondo Romanelli, gli aiuti che raggiungono la popolazione sono ancora ben lontani dal soddisfare i loro bisogni. Pertanto, insiste sulla necessità di aumentare significativamente il flusso di aiuti umanitari destinati agli abitanti di Gaza.
Anche di fronte alle difficoltà, la parrocchia si impegna a mantenere la propria missione. Il sacerdote descrive la comunità come un'”oasi di spiritualità e umanità”, chiamata a stare al fianco del popolo e a contribuire alla costruzione della pace e della giustizia.
Pertanto, oltre alla preghiera e alle celebrazioni religiose, la parrocchia si impegna a proseguire le proprie attività pastorali e di assistenza, nonostante le circostanze estremamente dolorose.
Rosario per la fine della guerra.
L’imminente anniversario dell’attentato terroristico di Hamas in Israele, avvenuto il 7 ottobre 2023, conferisce a questo periodo un significato particolare. L’evento ha innescato la guerra attuale e ha lasciato profonde cicatrici sia sugli israeliani che sui palestinesi.
Secondo padre Romanelli, entrambe le popolazioni continuano a subire il trauma causato dalla violenza. Pertanto, la comunità cristiana intende trasformare questo doloroso ricordo in un’occasione di preghiera e di speranza.
Per il 7 ottobre, la parrocchia ha indetto una giornata dedicata alla preghiera del Santo Rosario per la pace, che si concluderà con una Messa e una processione simbolica. L’intento è quello di chiedere la fine della guerra, la giustizia e la pace tra israeliani e palestinesi.
L’iniziativa risponde all’appello di Papa Leone XIV, il quale, durante la preghiera dell’Angelus, aveva invitato i fedeli a pregare per la pace nel mondo, con particolare attenzione alla Terra Santa e alle vittime innocenti della violenza.




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