A Fatima centomila pellegrini a celebrare l’anniversario della sesta apparizione della Madonna
«Un cuore puro si dedica alla missione di annunciare Cristo perché Cristo è il suo bene più grande», ha sottolineato l’arcivescovo di Braga, indicando il Cuore Immacolato di Maria come una vera e propria «scuola di discepolato».

Foto: Santuario di Fatima
Redazione (15/10/2026 14:52, Gaudium Press) Circa 100.000 pellegrini si sono ritrovati il 13 ottobre presso il Santuario di Fatima, in Portogallo, per commemorare nuovamente l’anniversario della sesta apparizione della Santissima Vergine ai tre pastorelli, avvenuta nel 1917. In quell’occasione, la Madonna, «assumendo un’aria più triste», rivolse al mondo, per mezzo dei veggenti, le parole: «Non offendete più Nostro Signore, che è molto offeso». Furono le sue ultime parole prima del «miracolo del sole», a cui assistettero oltre 70.000 persone.
L’arcivescovo di Braga, monsignor José Cordeiro, ha presieduto le celebrazioni e si è unito ai fedeli in una preghiera speciale per la guarigione di Papa Leone XIV, sottoposto a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo polmonare. Al termine dell’omelia, il prelato ha elevato una preghiera: «O Vergine del Rosario, Signora di Fatima, fate del nostro cuore un luogo di pace. Proteggete il successore di Pietro, il Papa. Qui a Fatima, preghiamo sempre per il nostro caro Papa, che questa mattina viene ricoverato in ospedale per l’intervento chirurgico al nodulo polmonare. Possa egli percepire il dolce soffio della nostra preghiera qui a Fatima. Signora, proteggete il Santo Padre».
Incontro con Cristo e conversione alla pace
Nella riflessione durante la Messa, Mons. José Cordeiro ha sottolineato l’essenza della fede cristiana: l’incontro personale e trasformante con Gesù Cristo, che deve tradursi in una conversione interiore generatrice di pace. «La fede che riceviamo dalla Chiesa deve diventare vita, la conoscenza di Gesù Cristo deve trasformarsi in incontro con Lui», ha affermato, invitando a una conversione orientata alla costruzione della pace attraverso piccoli gesti concreti.
«La pace per cui preghiamo ha inizio quando smettiamo di alimentare i conflitti, quando impariamo a perdonare, ad ascoltare e a ricercare il bene comune, quando il nostro cuore si lascia pacificare da Cristo. Con il cuore pacificato, potremo contribuire a promuovere la pace nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità parrocchiali e nei nostri luoghi di lavoro», ha sottolineato l’arcivescovo.
Di fronte alle avversità e ai conflitti del mondo odierno, ha affermato che seguire Cristo «non permette che la paura o lo scoraggiamento abbiano l’ultima parola», ma «trasforma anche il nostro modo di guardare il mondo e di viverci». E ha concluso: «Possiamo pregare per la pace e per la conversione dei cuori di coloro che diffondono la guerra e gli interessi ad essa associati. Tuttavia, dobbiamo pacificare il nostro cuore, rifiutando le logiche del potere e della ricerca del proprio interesse, respingendo i conflitti e le discussioni che così spesso insorgono tra di noi per i motivi più futili. La pace per cui preghiamo ha inizio dentro di noi».
Nella Preghiera Universale, i fedeli hanno pregato in modo particolare per il Papa Leone XIV, «affinché la grazia di Dio sia per lui di conforto, egli possa recuperare rapidamente la salute e siano esauditi i suoi appelli per la costruzione di una pace disarmata e disarmante».
Al termine della celebrazione, il vescovo di Leiria-Fatima, monsignor José Ornelas, ha ribadito l’appello per la guarigione del Santo Padre ed ha esortato i pellegrini a tornare a casa come artefici di un cammino sinodale attento alle vittime della guerra, della discriminazione, dell’ingiustizia e ai più fragili.
Foto: Santuario di Fatima
La vigilia: Rosario, Processione delle Candele e invito al pellegrinaggio interiore
La sera precedente, il 12 ottobre, circa 130.000 pellegrini hanno partecipato alla recita del Santo Rosario e alla tradizionale Processione delle Candele, accompagnando l’immagine della Vergine insieme alle preghiere e ai canti. Nell’omelia della Celebrazione della Parola, Mons. José Cordeiro ha esortato l’assemblea a vivere un pellegrinaggio interiore, partendo da un cuore attento ai bisogni del prossimo, che porti frutto nella fede, nella speranza e nella carità.
«Il vero pellegrinaggio non si misura solo dal cammino che percorriamo, ma dal cammino che Dio compie in noi. Raggiungere un santuario è importante, ma lasciare che Dio trovi dimora nel nostro cuore è ciò che conta davvero», ha affermato il responsabile del pellegrinaggio.
Il prelato ha chiarito che la purezza di cuore si traduce in atteggiamenti concreti: «Un cuore puro ricerca il bene comune, mettendo da parte gli interessi personali; un cuore puro si dedica alla missione di annunciare Cristo perché Cristo è il suo bene più grande», ha sottolineato, indicando il Cuore Immacolato di Maria come vera «scuola di discepolato». Ha concluso invocando la «Signora più splendente del sole» affinché vegli sull’accoglienza della Parola di Dio, incoraggiando i fedeli a tornare a casa con «nuovo ardore nella fede, gioia nella speranza e generosità nella carità».
Gruppi di pellegrini provenienti da diversi paesi hanno annunciato la loro presenza alle celebrazioni di quella sera, tra cui Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Belgio, Italia, Croazia, Germania, Slovacchia, Danimarca, Ungheria, Polonia, Senegal, Ucraina, Costa d’Avorio, Togo, Canada, Stati Uniti, Angola, Porto Rico, Haiti, Brasile, India, El Salvador, Guatemala, Messico, Isole Mauritius, Corea del Sud, Vietnam, Filippine e Nuova Zelanda.
Le informazioni ufficiali relative alle celebrazioni sono disponibili sul sito web del Santuario di Fatima (fatima.pt). Il pellegrinaggio di ottobre continua a rappresentare uno dei momenti più significativi del calendario del santuario, riunendo fedeli provenienti da tutto il mondo in preghiera, conversione e appello alla pace.
Con informazioni fornite dal Santuario di Fatima




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