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L’ultimo saluto a padre Patricio Sanchez, morto sull’altare

«Patricio ha vissuto facendo del bene ed è morto donando tutto se stesso», ha ricordato il vescovo ausiliare di Guayaquil durante la cerimonia di commiato del sacerdote redentorista, la cui morte, avvenuta nel bel mezzo della celebrazione eucaristica, ha sconvolto i fedeli dell’Ecuador e di altri paesi.

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Redazione (20/10/2026 11:48, Gaudium Press) La chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, a Guayaquil (Ecuador), ha riunito nuovamente centinaia di fedeli per dare l’ultimo saluto a padre Patricio Sánchez Molinari, il sacerdote redentorista deceduto sabato 17 ottobre dopo essere stato colpito da una pesante croce di legno che si era staccata dalla parete dietro l’altare mentre celebrava l’Eucaristia, trasmessa in diretta.

Il giorno successivo alla sua scomparsa, domenica 18 ottobre, la comunità parrocchiale si è riunita nella stessa chiesa in cui era avvenuta la tragedia. Questa volta, la bara del sacerdote riposava davanti all’altare su cui aveva celebrato la sua ultima Messa, in un addio accompagnato dalla tristezza, dalle preghiere e dalle testimonianze di coloro che in lui avevano trovato un pastore accogliente. «Patricio ha vissuto facendo del bene ed è morto donando tutto se stesso», ha detto il vescovo ausiliare di Guayaquil, John Kwamevi Cudjoe, durante la celebrazione eucaristica in memoria del sacerdote. Le sue parole hanno sintetizzato il sentimento di una comunità che stava ancora cercando di elaborare l’inaspettata perdita del proprio parroco.

La cerimonia di commiato si è svolta nella chiesa in cui padre Patricio aveva esercitato il suo ministero e accompagnato spiritualmente i fedeli per anni. Secondo quanto riportato dai media locali, tra cui El Universo, la cerimonia è stata carica di emozione e ha riunito numerosi parrocchiani e religiosi che avevano condiviso con lui la vita parrocchiale. La presenza della bara davanti all’altare ha avuto un significato particolare per coloro che conoscevano le circostanze della sua morte. Appena un giorno prima, mentre presiedeva la messa, il sacerdote era stato colpito da una croce di legno di grandi dimensioni che si era staccata dalla parete situata dietro l’altare.

L’incidente, avvenuto durante una trasmissione in diretta, è stato rapidamente riportato dai media e ha suscitato numerose reazioni di sgomento. Tuttavia, durante le cerimonie di commiato, l’attenzione si è concentrata anche sulla vita del sacerdote, sul suo servizio pastorale e sul ricordo che ha lasciato tra le persone che lo hanno conosciuto.

Il vescovo ausiliare ha ricordato che Sánchez Molinari aveva 52 anni e che venerdì 16 ottobre aveva celebrato i 15 anni di sacerdozio. Inoltre, ha sottolineato il suo percorso religioso, che superava i due decenni, e il modo in cui annunciava il Vangelo, predicando, secondo le sue parole, «con la forza dello Spirito Santo».

Un uomo semplice e amante dell’Eucaristia

Durante l’omelia di commiato, il vescovo ha inoltre invitato i presenti a riflettere sulla morte del sacerdote da una prospettiva umana e cristiana, al di là dei commenti e delle reazioni che si erano moltiplicati sui social network. L’invito era quello di ricordare padre Patricio per la sua vita, la sua semplicità e il suo amore per la celebrazione eucaristica, proprio nel luogo e nel momento in cui è avvenuta la sua dipartita.

Cudjoe lo ha descritto come un uomo semplice e amante dell’Eucaristia, che è morto mentre la celebrava, un’espressione che rifletteva il rapporto del sacerdote con il ministero che aveva assunto anni prima. Anche i fedeli hanno condiviso testimonianze sul suo operato nella parrocchia. Per molti, padre Patricio non era solo colui che presiedeva le messe, ma un sacerdote la cui predicazione aveva lasciato un’impronta personale e spirituale.

Secondo le testimonianze raccolte da El Universo, alcuni fedeli hanno sottolineato tutto ciò che aveva fatto per la comunità e hanno sostenuto che la sua parola avesse salvato molte persone. Queste espressioni di gratitudine hanno accompagnato le celebrazioni organizzate per dargli l’ultimo saluto, in un clima di tristezza per una morte inaspettata che ha interrotto il suo servizio pastorale.

Le ultime parole del sacerdote sulla morte

Uno degli aspetti che ha avuto maggiore impatto dopo la scomparsa di padre Patricio sono state le parole che ha pronunciato durante la sua ultima omelia, poco prima dell’incidente. «Cari fratelli, un giorno anche tutti noi qui presenti moriremo», aveva detto il sacerdote mentre celebrava l’Eucaristia.

La frase ha assunto una risonanza particolare dopo che si è saputo quanto accaduto. Il fatto che avesse riflettuto sulla morte pochi istanti prima di perdere la vita ha suscitato numerose reazioni tra coloro che hanno seguito la trasmissione o che hanno appreso in seguito le sue ultime parole.

Nato a Cuenca, in Ecuador, nel 1973, Sánchez Molinari aveva parlato durante quella celebrazione anche dell’importanza di dedicare tempo di qualità ai figli, al partner e agli altri cari. La sua riflessione invitava a riconoscere il valore dei legami personali e a non dare per scontato il tempo trascorso con coloro che fanno parte della vita quotidiana. Dopo la sua morte, quel messaggio è stato ricordato da numerosi utenti e mezzi di comunicazione. Nel frattempo, rimanevano ancora alcuni interrogativi sulle circostanze che hanno provocato il distacco della croce di legno. La diffusione della notizia dell’incidente ha spinto molte persone a interessarsi a quanto accaduto, sebbene la cerimonia funebre fosse incentrata soprattutto sulla memoria del sacerdote e sulla preghiera per il suo riposo eterno.

Anche l’arcivescovo di Guayaquil, il cardinale Luis Cabrera, ha espresso le proprie condoglianze per la morte del sacerdote. Da parte sua, l’Arcidiocesi di Guayaquil ha ringraziato per le numerose manifestazioni di solidarietà ricevute da diverse parti del mondo. «Ringraziamo per tutti i messaggi di cordoglio giunti da diverse parti del mondo e, in particolare, per le preghiere per il riposo eterno dell’anima di Padre Patricio Sánchez», ha dichiarato l’istituzione ecclesiastica.

I messaggi hanno evidenziato la risonanza che la scomparsa del sacerdote ha avuto al di là della sua comunità parrocchiale. La notizia, diffusa attraverso la trasmissione della messa e i successivi resoconti della stampa, ha raggiunto numerosi fedeli che si sono uniti alle preghiere per il suo riposo eterno. Per la comunità di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, l’addio è stato anche un’occasione per ringraziare padre Patricio per il tempo dedicato alla sua missione sacerdotale e per affidare la sua anima a Dio.

Patricio Sánchez Molinari apparteneva alla Congregazione del Santissimo Redentore, un istituto religioso missionario fondato in Italia nel 1732 da sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

La congregazione nacque con lo scopo di annunciare il Vangelo soprattutto alle persone più emarginate, tra cui i contadini e i pastori che avevano difficoltà ad accedere all’assistenza pastorale. Questo impegno missionario continua a far parte della sua identità e della sua opera evangelizzatrice in diversi paesi.

San Alfonso Maria de’ Liguori, proclamato Dottore della Chiesa nel 1871, è anche riconosciuto come patrono dei confessori e dei moralisti.

Oltre alla sua opera pastorale, si distinse per la sua vasta produzione di opere spirituali e teologiche. Nell’America ispanica, padre Patricio aveva sviluppato la propria vocazione all’interno della Provincia Andino-Caraibica dei Redentoristi, che comprende Colombia, Ecuador e Venezuela. Il carisma di questa famiglia religiosa si esprime nell’intento di «essere apostoli di fede salda, speranza gioiosa e ardente carità».

Le testimonianze condivise dopo la morte di Sánchez Molinari hanno sottolineato proprio la sua dedizione pastorale e la sua vicinanza ai fedeli.

Un addio nel contesto della Giornata Mondiale delle Missioni

La morte di padre Patricio ha coinciso anche con la celebrazione del centenario della Giornata Mondiale delle Missioni, una ricorrenza che ricorda l’opera evangelizzatrice dei missionari e il loro servizio alle comunità di tutto il mondo. La sua appartenenza a una congregazione dal marcato carattere missionario ha conferito un significato particolare a questa coincidenza. Per anni, il sacerdote aveva fatto parte di una famiglia religiosa impegnata a portare il Vangelo e ad accompagnare spiritualmente coloro che avevano bisogno di orientamento e conforto.

Con informazioni tratte da Religión en Libertad

 

 

 

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