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San Giovanni Paolo II, il Papa della ‘Nuova evangelizzazione’

È stato il primo Papa non italiano in cinquecento anni e ha avuto il terzo pontificato più lungo della storia.

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Redazione (22/10/2026 16:51, Gaudium Press) Papa Giovanni Paolo II è stato l’ultimo dei pontefici canonizzati, nella storia della Chiesa.

La vicinanza temporale della sua vita rende i tratti della sua esistenza più noti ai cristiani di oggi. Ma evidentemente non si tratta solo di questo: l’impronta che ha lasciato nella Chiesa è molto profonda e molto viva. Inoltre, il suo è il terzo pontificato più lungo della storia, con una durata di quasi 27 anni.

Era nato  a Wadowice, in Polonia, nel 1920.

All’età di nove anni Karol Wojtyla rimase orfano di madre, ricevendo così la sua educazione principalmente dal padre, militare di professione. «Il suo esempio fu sufficiente a infondere disciplina e senso del dovere. Era una persona eccezionale», diceva San Giovanni Paolo II.

Fin da giovanissimo si interessò ai classici. Dio stava preparando un uomo di grande cultura per una missione universale.

Nel 1938 si trasferì con il padre a Cracovia, dove si iscrisse all’Università Jagellonica per studiare filologia.

Ma quando Hitler invase la Polonia nel 1939, scatenando la seconda guerra mondiale, i suoi studi furono interrotti. Per evitare di essere deportato in Germania, dovette lavorare come operaio in una cava, annessa a una fabbrica di prodotti chimici.

Quando aveva 21 anni, suo padre morì, cosa che gli causò un grande dolore, ma che contribuì anche a definire la sua vocazione. «L’autunno dell’anno successivo, sapeva già di essere stato chiamato».

Seminarista clandestino

Entrò nel seminario clandestino di Cracovia nel 1942, continuando a lavorare come operaio per motivi di sicurezza.

Fu ordinato il 1° novembre 1946, festa di Ognissanti, e successivamente inviato alla Pontificia Università Angelicum, dove proseguì i suoi studi teologici.

Dopo aver completato gli studi a Roma, tornò in Polonia, dapprima come vicario parrocchiale, poi come responsabile della pastorale universitaria a Cracovia. Successivamente, assunse la cattedra di Etica e Teologia morale presso l’Università Cattolica di Lublino e insegnò anche presso la Facoltà di Teologia dell’Università Statale di Cracovia.

Fu nominato vescovo da Pio XII, diventando il primo vescovo ausiliare di Cracovia, sede che assunse pienamente nel 1964.

Fu nominato cardinale da Paolo VI nel 1967.

Il 16 ottobre 1978 fu eletto successore di Pietro, assumendo lo stesso nome del suo predecessore, il cui pontificato aveva avuto vita breve. Fu il primo Papa non italiano dai tempi di Adriano VI nel 1522.

Nell’omelia di inaugurazione del suo pontificato, il 22 ottobre di quell’anno, pronunciò alcune parole che sarebbero diventate il suo motto: «Non abbiate paura», avendo fiducia in Dio.

È il Papa che ha viaggiato di più in tutto il mondo, con oltre 200 viaggi.

Le sue encicliche sono numerose e tutte di grande risonanza.

La prima, dedicata a Dio Padre, ricco di misericordia (1980); un’altra, al Figlio, Redentore del mondo (1979); e un’altra ancora, allo Spirito Santo, Signore e datore di vita (1986).

Il motto del suo stemma era Totus Tuus (Tutto tuo), che rifletteva la sua consacrazione alla Madonna.

Fu un grande promotore della dottrina di San Luigi Maria Grignion de Montfort, il grande dottore mariano. Nel suo stemma papale figurava anche una «M» gialla, la M di Maria.

Il 13 maggio 1981 subì un attentato in Piazza San Pietro, perpetrato da Alì Agca, apparentemente legato ai servizi segreti di paesi comunisti. Una volta guarito, fece visita all’aggressore.

È stato l’iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù; si ricorda anche la sua enciclica sociale, Centesimus annus, che segna il centenario della pubblicazione della Rerum Novarum, l’enciclica di Leone XIII che, per così dire, ha dato inizio alle encicliche sociali.

Giovanni Paolo II «inventa» l’espressione «nuova evangelizzazione», mettendo in evidenza il desiderio di affrontare, a partire dalla diffusione della Parola di Dio, le sfide imposte dal mondo contemporaneo, in particolare la sua secolarizzazione.

I suoi ultimi anni sono segnati dal progredire del morbo di Parkinson e da altri problemi di salute, che lo portano alla morte il 2 aprile 2005.

Poco dopo ebbe inizio il suo processo di beatificazione, che si concluse il 1° maggio 2011, giorno della Divina Misericordia, festa che egli stesso aveva introdotto nella Chiesa. Il miracolo della beatificazione fu la guarigione inspiegabile di una suora che era stata appena guarita proprio dal morbo di Parkinson.

Fu canonizzato da Francesco il 27 aprile 2014.

Con informazioni tratte da Catholic.net

 

 

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