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Leone XIV rinnova la Commissione Teologica Internazionale tra diversità e controversie dottrinali.

Edward Pentin ha scritto sull’argomento sul *National Catholic Register*, ma la questione è stata trattata anche da diversi altri media.8 1 700x335 1

Redazione (23/10/2026 15:07, Gaudium Press) Come è stato riportato in questi giorni, Papa Leone XIV ha nominato 24 nuovi membri della Commissione Teologica Internazionale (CTI), l’organismo fondato da Paolo VI nel 1969, di natura consultiva, annesso al Dicastero per la Dottrina della Fede, che comunque ha un peso notevole nel pensiero teologico cattolico. I nuovi membri faranno parte della Commissione per un periodo di cinque anni, rinnovabile.

Ebbene, riguardo alle nuove nomine, personalità come Edward Pentin sul National Catholic Register (NCR) hanno affermato che alcuni «sostengono pubblicamente posizioni che entrano in conflitto con la dottrina stabilita dalla Chiesa, ad esempio su temi quali l’ordinazione delle donne e la teologia della salvezza».

Pentin sottolinea la nomina di due gesuiti, i sacerdoti Béré e Fédou, entrambi vincitori del Premio Ratzinger, e del sacerdote greco-melchita Anatolios, docente presso l’Università di Notre Dame, «riconosciuto per i suoi studi su Sant’Atanasio», tra gli altri.

Inoltre, riferendosi a Sara Parvis, scozzese e docente presso l’Università di Edimburgo, il giornalista afferma che «nel 2024 la Parvis ha scritto un articolo sulla rivista The Tablet a “sostegno” dell’ordinazione sacramentale delle donne come diaconi, cosa non consentita dalla dottrina cattolica in quanto si considera il diaconato nell’ambito del sacramento dell’Ordine.

«Un’altra delle persone nominate che ha suscitato polemiche è la teologa laica cilena Claudia Leal Luna, professore ordinario presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, a Roma, e consulente del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) dal settembre 2024. Nel 2021, la Leal ha criticato pubblicamente un Responsum ad dubium —una risposta a un dubbio— emanato dal cardinale Luis Ladaria, predecessore del cardinale Fernández come prefetto dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede, in cui si affermava “che la Chiesa non ha la facoltà di benedire le unioni tra persone dello stesso sesso”.

Un’altra nomina accompagnata da dichiarazioni problematiche è quella della francese Anne-Sophie Vivier-Muresan, che è diventata decana della Facoltà di Teologia dell’Istituto Cattolico di Parigi; di lei si afferma che “se da un lato il suo lavoro riconosce la testimonianza cristiana e la libera conversione dei musulmani, dall’altro ella sostiene una teologia dell’incontro, dialogica e non coercitiva, piuttosto che un esplicito appello alla conversione”.

Pentin sottolinea la nomina di un altro gesuita, il tedesco P. Knorn, sostenitore del percorso sinodale tedesco, e di Boyd Taylor Coolman, specialista in teologia medievale del Boston College, che ha scritto per la rivista America in materia di intelligenza artificiale, nonché del teologo dogmatico spagnolo Ángel Cordovilla Pérez, formatosi alla Gregoriana; si nota, quindi, un’ampia influenza dei gesuiti all’interno dell’organismo.

L’NCR sottolinea le dichiarazioni del sacerdote brasiliano Tiago de Fraga Gomes, il quale “in un articolo pubblicato a gennaio”, ha scritto che “nessuna religione storica è assoluta” e che l’unicità di Gesù “non può essere assolutizzata al punto da escludere le altre religioni”, un approccio che contraddice la dottrina esposta nella Dominus Iesus, documento della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2000.

Sebbene siano nominati dal Papa, e in conformità con il motu proprio Tredecim anni iam di Giovanni Paolo II, i membri della CTI sono proposti dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il quale ricopre anche la carica di presidente dell’organismo.

 

 

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