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Leone alle Suore della carità: “radici in Cristo e missione nel mondo”

Papa Leone XIV ha ricevuto le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret e le ha invitate a a coltivare la carità integrale.

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Foto: Vatican Media

Redazione (26/10/2026 17:29, Gaudium Press) Oggi, lunedì 26 ottobre, Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, riunite in capitolo generale.

L’incontro ha avuto luogo subito dopo la rielezione, avvenuta il 23 e il 24 ottobre, di Suor Maria Rosa Muscarella a Superiora Generale, insieme a quattro Consigliere Generali, per il periodo 2026-2031. Il Pontefice si è congratulato con loro e le ha affidate al Signore.

Il Papa ha sottolineato che il capitolo generale di una famiglia religiosa è sempre un momento privilegiato per l’azione dello Spirito Santo a favore del Popolo di Dio. I partecipanti sono chiamati a esercitare un discernimento comunitario, in un atteggiamento di docilità alle ispirazioni divine — un’esperienza edificante di per sé. Per Leone XIV, dell’Ordine di Sant’Agostino, i frutti di questo ascolto di Dio e del prossimo «sono il dono più bello» che egli possa ricevere: «un cesto di primizie che vogliamo offrire insieme al Signore».

Il Santo Padre ha inoltre ricordato la figura di Santa Giovanna Antida Thouret, che nel corso di tutta la sua vita ha manifestato «un grande amore e un grande rispetto» per il Successore di Pietro, «anche a costo di dolorose incomprensioni e rinunce per il bene e l’unità delle persone a lei affidate».

«Radici in Cristo, missione nel mondo»

Il Papa si è rallegrato del tema scelto dalle religiose per il capitolo generale, che «descrive con grande precisione l’essenza della loro consacrazione e del loro apostolato»: porre solo Cristo al centro dell’esistenza e dei pensieri, abituandosi a sentire e a celebrare la Sua presenza in ogni istante, fiduciose che, unite a Lui, saremo sempre più vicine le une alle altre e più capaci di aiutare il prossimo secondo i Suoi disegni.

Questo primo aspetto conduce al secondo: la missione nel mondo, importante eredità della fondatrice. Leone XIV ha sottolineato che, «in una società come la nostra, che tende a frammentare l’uomo, dividendo le persone non solo tra loro, ma anche, e in modo più grave, dentro se stesse», l’attenzione al bene integrale — spirituale e temporale — del prossimo è fondamentale «per il ripristino, la promozione e l’autentico rispetto della dignità di ciascuno, in particolare dei più poveri e dei più bisognosi». Il Papa le ha invitate a tenere in grande considerazione questa forma di carità, a coltivarla ancora di più e a diffonderla.

Il Papa ha sottolineato che «in questo anno del bicentenario dell’ascesa al Cielo della Santa Madre Thouret, è confortante constatare quanto il Signore abbia benedetto e accompagnato il suo cammino nel corso del tempo». Rallegrandosi per le benedizioni del Signore sulla congregazione, oggi presente in 32 paesi, a 200 anni dall’ascesa al Cielo della sua fondatrice, il Pontefice le ha incoraggiate a proseguire nella loro opera, «preziosa agli occhi di Dio e della Chiesa». Le ha affidate all’intercessione della Vergine Maria e di Santa Giovanna Antida e le ha benedette.

Chi era Santa Giovanna Antida Thouret?

Giovanna Antida Thouret nacque il 27 novembre 1765 a Sancey-le-Long, nella Franca Contea (Francia), in una famiglia contadina profondamente cristiana. All’età di 22 anni entrò nelle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, dove scoprì la propria vocazione a servire i malati e i più poveri.

La Rivoluzione francese disperse le comunità religiose. Nel 1794 dovette lasciare la congregazione. Dopo anni di prove, vagabondaggio ed esilio (anche in Svizzera e in Germania), tornò in Francia determinata a proseguire il proprio apostolato. L’11 aprile 1799, a Besançon, aprì una scuola gratuita per ragazze povere e organizzò la distribuzione di cibo (il «brodo» per i bisognosi). Le prime compagne si unirono ben presto a lei. Il popolo le chiamava «Sorelle del brodo e delle scolarette».

Nacque così la nuova congregazione delle Suore della Carità (oggi Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret), distinta dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, sebbene condivida la stessa ispirazione vincenziana. Il loro motto era «Solo Dio». Le suore pronunciano quattro voti: povertà, castità, obbedienza e servizio spirituale e temporale ai poveri.

La fondatrice estese l’apostolato ai detenuti, ai malati e alle popolazioni abbandonate. Nel 1810 partì per Napoli, dove le religiose si occuparono dell’ospedale degli Incurabili e aprirono numerose case. Nel 1819, Papa Pio VII approvò le costituzioni della congregazione. Giovanna Antida morì a Napoli il 24 agosto 1826. Fu beatificata il 23 maggio 1926 e canonizzata il 14 gennaio 1934 da Pio XI.

Una missione che continua ad essere vitale

Oggi le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret si dedicano all’istruzione, alla sanità, all’assistenza sociale e alla pastorale, presenti in Europa, Africa, Asia e nelle Americhe. Nel 2026 la congregazione conta comunità in 32 paesi. L’udienza papale ha avuto luogo due mesi dopo la chiusura dell’anno giubilare per il bicentenario della morte della fondatrice (dal 24 agosto 1825 al 24 agosto 2026).

A più di due secoli dalla sua fondazione, la missione rimane fedele all’intuizione spirituale della santa: servire i poveri significa servire Cristo stesso. Come lei stessa affermò: «Ascoltiamo la voce dei poveri, che sono le membra di Gesù Cristo, che sono i nostri fratelli».

 

 

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