“Dite a tutti che Gesù e Maria li amano” : la storia di Martina raccontata in un libro
Martina Kluzer morì nel 2007 a causa di un tumore aggressivo. Durante la sua malattia, parlò di Gesù e della Vergine Maria e aiutò i suoi genitori a ritrovare la fede.

Redazione (29/10/2026 15:42, Gaudium Press) Martina Kluzer aveva appena sette anni quando morì, il 7 giugno 2007, dopo aver combattuto contro un tumore aggressivo.
Eppure, negli ultimi anni della sua vita, la bambina era stata protagonista di una storia che ha trasformato la sua famiglia e che oggi sta risvegliando nuovamente l’interesse in Italia, grazie al libro *Martina, il Cuore e la Rosa*, scritto da sua madre, Giovanna Pupillo Kluzer, insieme al giornalista Riccardo Caniato.
Era nata l’8 novembre 1999 a Trezzano sul Naviglio, vicino Milano.
Martina era poi cresciuta in una famiglia in cui la religione non occupava un posto centrale. I suoi genitori, Giovanna e Claudio, si definivano credenti poco praticanti e non erano soliti frequentare la chiesa. Tutto cambiò nel 2005, quando iniziarono i dolori che, dopo mesi di accertamenti medici, portarono alla diagnosi di un rabdomiosarcoma alveolare metastatico.
In mezzo all’angoscia familiare, la bambina sorprese i genitori per il modo in cui affrontava la malattia. «Non essere triste, mamma, io sono forte», ripeteva a Giovanna, mentre iniziava a parlare con naturalezza di Gesù, della Vergine Maria e della vita dopo la morte.
«In cielo c’è la Verginetta che mi aspetta»
Nel marzo del 2006, una conoscente della famiglia regalò a Martina un’immagine di Maria Rosa Mistica, venerata nel santuario di Montichiari, vicino Brescia. La bambina chiese con insistenza di essere accompagnata in quel luogo e, da allora, i suoi genitori iniziarono ad accompagnarla al santuario ogni volta che le sue condizioni di salute lo consentivano. Secondo il racconto di sua madre, Martina iniziò a dire che vedeva la Vergine e che aveva avuto degli incontri in cui conversava con lei. In un’occasione le disse: «Mamma, ho sognato la Vergine. Mi ha chiesto se volevo andare con lei». Di fronte alla preoccupazione di Giovanna, la bambina spiegò di aver posto una condizione: voleva che anche i suoi genitori, sua sorella e i suoi nonni fossero con lei.
In un’altra conversazione, pronunciò alcune parole che sua madre avrebbe conservato per sempre: «Qui sulla terra ho te, che sei la mamma più buona del mondo, e in cielo ho la Verginella che mi aspetta. Quando andrò in Paradiso, lei sarà la mia mamma».
I suoi genitori hanno anche raccontato che, durante alcune Messe, Martina affermava di vedere Gesù accanto al sacerdote mentre portava il Santissimo Sacramento. «È passato Gesù? Avete sentito il suo profumo?», chiese in un’occasione, ricorda sua madre. Queste esperienze fanno parte della testimonianza della famiglia, che le interpreta alla luce della propria fede cristiana.
Man mano che la malattia avanzava, Martina iniziò a offrire le proprie sofferenze per il bene degli altri. Nonostante il dolore, le complicazioni fisiche e le lunghe degenze in ospedale, continuava a preoccuparsi per gli altri, compresi i bambini malati. Nel febbraio 2007, quando le sue condizioni di salute erano già precarie, ottenne l’autorizzazione medica per recarsi con i genitori a Lourdes. Lì pregò per gli altri bambini ricoverati, i suoi compagni di scuola, i suoi insegnanti e le persone che le avevano chiesto di pregare per loro.
Al ritorno, volle condividere l’acqua di Lourdes con altri pazienti dell’ospedale e chiese loro di recitare un’Ave Maria. Per sua madre, quel gesto rifletteva la costante preoccupazione di Martina per coloro che attraversavano situazioni difficili. Nei suoi ultimi mesi, la bambina rimase paralizzata e dovette rimanere a letto. Il 24 maggio 2007, appena due settimane prima di morire, ricevette la Prima Comunione e la Cresima.
Martina morì il 7 giugno, all’età di sette anni e mezzo. Prima di morire, chiese ai suoi genitori di non vivere la sua dipartita solo nella tristezza, ma anche nella speranza cristiana.
La testimonianza
La storia di Martina è stata raccontata nel libro *Martina, il Cuore e la Rosa*, in cui sua madre condivide i ricordi della malattia e le esperienze spirituali che, secondo quanto racconta, hanno segnato sua figlia e tutta la famiglia.
Il giornalista Riccardo Caniato, coautore dell’opera, ha sintetizzato l’impatto di quell’esperienza con una frase: «Il primo miracolo di Martina è stato quello di riunire la sua famiglia attorno a Cristo». A quasi due decenni dalla sua morte, Giovanna e Claudio continuano a condividere la testimonianza della figlia. Secondo la madre, ricevono messaggi da persone che trovano conforto nella loro storia, in particolare famiglie che stanno affrontando gravi malattie o che hanno perso un figlio.
La trasformazione dei Kluzer non ha eliminato il dolore della perdita, ma ha cambiato il loro modo di vivere la fede. Quella bambina che cercavano di proteggere finì per diventare, secondo i suoi genitori, colei che li ha riavvicinati alla Chiesa. Tra i messaggi che Giovanna conserva di sua figlia, ce n’è uno che riassume ciò che Martina voleva trasmettere agli altri: «Mamma, devi dire a tutti che Gesù e la Madonna li amano». Una richiesta che la madre continua a cercare di esaudire condividendo la propria storia.
Con informazioni tratte da Religión en Libertad





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