Gaudium news > L’Honduras riconosce la piena autonomia della Chiesa a differenza del Nicaragua

L’Honduras riconosce la piena autonomia della Chiesa a differenza del Nicaragua

Lo Stato honduregno riconosce la personalità giuridica della Chiesa, nonché il suo diritto di nominare liberamente i propri ministri, senza condizioni né limitazioni. L’accordo rimarca fortemente la differenza col vicino Nicaragua.

cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844 13 700x462 1

Foto: Vatican Media

Redazione (31/10/2026 15:45, Gaudium Press) Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, e Nasry Juan Asfura Zablah, presidente della Repubblica dell’Honduras, hanno firmato lo scorso 22 ottobre, nella Sala dei Trattati del Palazzo Apostolico Vaticano, un trattato di 25 articoli tra la Santa Sede e il Paese centroamericano. Il testo sarà sottoposto alle procedure di approvazione previste dai rispettivi ordinamenti giuridici ed entrerà in vigore il giorno dello scambio degli strumenti di ratifica.

Nella nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, il Vaticano spiega che l’accordo «conferma le buone relazioni bilaterali esistenti, tutela la personalità giuridica della Chiesa e favorisce la preziosa collaborazione tra la Chiesa e lo Stato nella promozione del bene comune e dei valori spirituali, umani e culturali del popolo honduregno». Quest’ultimo, in linea con la Dichiarazione Dignitatis Humanae del Concilio Vaticano II, intende garantire ulteriormente la libertà religiosa, compresa la libertà di culto e, di conseguenza, la libertà della Chiesa nello svolgimento della propria missione. L’accordo bilaterale conferma il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione in conformità con gli strumenti internazionali in materia di diritti umani».

La Santa Sede ha inoltre riferito che, «a margine della cerimonia di firma, si sono svolti cordiali colloqui tra le parti, nel corso dei quali è stato sottolineato il contributo positivo della Chiesa a favore dello sviluppo umano, sociale e culturale del Paese; sono stati inoltre affrontati alcuni temi di interesse comune a livello regionale e internazionale».

Segreto sacramentale senza condizioni

Come specificato nel comunicato, lo Stato honduregno riconosce alla Chiesa il diritto di agire secondo le proprie norme, di autogovernarsi e di nominare liberamente i propri ministri di culto. Garantisce inoltre il diritto all’obiezione di coscienza e tutela «l’inviolabilità del segreto sacramentale, senza condizioni o limitazioni, e del segreto degli agenti pastorali, analogo a quello della confessione».

L’accordo riconosce inoltre il diritto della Chiesa di istituire enti educativi e di beneficenza, nonché di fornire assistenza spirituale e cura pastorale alle persone ospitate in centri sociali, educativi, sanitari e penitenziari, sia pubblici che privati. Infine, il testo stabilisce che sarà agevolata la cura pastorale dei membri delle forze armate e della polizia.

Il contrasto con il Nicaragua

La libertà che l’accordo garantisce alla Chiesa in Honduras contrasta con la situazione del vicino Nicaragua, dove dal 2018 essa subisce una dura persecuzione da parte del regime dei copresidenti Daniel Ortega e Rosario Murillo, sua moglie. Il quotidiano nicaraguense *La Prensa*, nel riferire in merito all’accordo honduregno, ha riportato le parole della ricercatrice Martha Patricia Molina, che documenta gli attacchi contro la Chiesa nel proprio Paese, in merito alla persecuzione che essa subisce.

La differenza tra i due Paesi è emersa chiaramente anche a Roma proprio questo mese. I vescovi dell’Honduras sono stati ricevuti da Papa Leone XIV il 9 ottobre, mentre la Santa Sede ha sospeso la visita ad limina che i vescovi nicaraguensi avevano in programma per ottobre, secondo quanto riportato da La Prensa.

Relazioni dal 1861

Il processo che è culminato con la firma è iniziato nell’ottobre del 2022, quando l’allora presidente dell’Honduras, Xiomara Castro, ha concordato con il Vaticano l’elaborazione di un accordo quadro che garantisse giuridicamente il libero funzionamento della Chiesa nel Paese. Sebbene la Santa Sede si riferisca al testo come a un «Trattato» e a un «Accordo», la parte honduregna lo ha presentato come uno «storico Concordato», secondo le informazioni diffuse in Honduras.

La Santa Sede e l’Honduras intrattengono relazioni diplomatiche dal 1861, anno in cui fu firmato anche un concordato sotto il pontificato del Beato Pio IX. Nel 1983 San Giovanni Paolo II visitò il Paese, e rimane l’unico Papa ad averlo fatto. La firma del nuovo accordo ha coinciso proprio con il 22 ottobre, giorno della sua memoria liturgica.

Con informazioni tratte da Infocatólica

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate