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Leone XIV all’Angelus: la santità costruisce la pace

Il Papa ha parlato della “moltitudine immensa” dei santi di cui si parla nell’Apocalisse. Poi ha citato Oleshky  come segno di speranza.

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Redazione (01/11/2026 15:46, Gaudium Press) «La santità non è un privilegio per pochi, ma una vocazione universale». È questo uno dei passaggi centrali dell’Angelus di  oggi, 1° novembre, di Papa Leone XIV per la solennità di Ognissanti. Affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico davanti a 25 mila fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il Pontefice , commettando il Vangelo di oggi, ha richiamato il significato delle Beatitudini e ha indicato nei Santi, uomini e donne capaci di trasformare la propria vita in un dono a Dio e al prossimo.

La” moltitudine immensa” dei santi

Leone XIV ha ricordato quella «moltitudine immensa» descritta nell’Apocalisse, composta non soltanto dai santi ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa, ma anche da tante persone il cui bene rimane nascosto agli occhi del mondo ed è conosciuto soltanto da Dio. Sono uomini e donne miti di fronte alla violenza, affamati di giustizia, capaci di perdono, «disarmati nel cuore» e costruttori di pace.

Proprio il legame tra santità e pace è stato il cuore della meditazione delPontefice.  I santi, ha spiegato Leone XIV, hanno generato «gesti e scelte d’amore» capaci di superare «i calcoli dell’avidità e la prepotenza del male». Una prospettiva che non riguarda soltanto grandi scelte o situazioni eccezionali: ciascuno è chiamato a costruire la pace nel luogo in cui vive e nella quotidianità.

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Foto: Vatican Media

La tregua umanitaria di Oleshky

Al termine dell’Angelus, lo sguardo del Pontefice si è rivolto ancora una volta all’Ucraina e in particolare alla città di Oleshky, nella regione di Kherson, sotto controllo russo. Nei giorni scorsi una tregua umanitaria localizzata ha permesso lo svolgimento di un’operazione per mettere in sicurezza la popolazione civile, dopo mesi segnati da condizioni estremamente difficili, carenza di acqua, elettricità, medicinali e vie sicure di uscita dalla zona dei combattimenti.

L’iniziativa era stata fortemente auspicata dallo stesso Leone XIV. Il Papa aveva chiesto al Presidente russo Putin una tregua che consentisse l’arrivo degli aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura degli abitanti. Il 19 ottobre, parlando al telefono con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aveva poi invocato la collaborazione di entrambe le parti per raggiungere questo obiettivo.

Oggi il Pontefice ha accolto positivamente il risultato dell’operazione: «Auspico che la collaborazione tra le parti, che ha reso possibile questo doveroso gesto di umanità, faccia crescere la volontà di dialogo e porti a nuove iniziative concrete di pace».

Oleshky diventa così, nelle parole di Leone XIV, un piccolo ma significativo esempio di ciò che può accadere quando, anche nel mezzo della guerra, viene aperto uno spazio alla cooperazione umanitaria.

Affidamento a Maria

Il Papa ha infine affidato a Maria, «Regina della pace e di tutti i Santi», quanti continuano a soffrire a causa delle guerre nel mondo. Un richiamo che lega direttamente il messaggio della festa di Ognissanti all’attualità: la pace, come la santità, nasce da gesti concreti e da scelte capaci di opporsi alla logica della violenza.

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