Gaudium news > Le origini della commemorazione dei fedeli defunti e l’indulgenza plenaria

Le origini della commemorazione dei fedeli defunti e l’indulgenza plenaria

Il 2 novembre, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la commemorazione dei defunti, i fedeli cattolici che si rechino devotamente in una chiesa, in un santuario o in un cimitero possono applicare l’indulgenza plenaria alle anime del purgatorio.

SH0211 Celebracion de una misa que libra a las almas del purgatorio Bernardo Despuig y Jaime Cirera Museu Nacional de Arte de Cataluna Barcelona FL

Celebrazione di una Messa in suffragio delle anime del Purgatorio, opera di Bernardo Despuig e Jaime Cirera – Museo Nazionale d’Arte della Catalogna, Barcellona (Spagna). Foto: Francisco Lecaros

Redazione (02/11/2026 14:33, Gaudium Press) Il 2 novembre la Chiesa ricorda in modo particolare i fedeli defunti, rivolgendo la propria materna sollecitudine a coloro che soffrono in Purgatorio e invocano con il salmista: «Liberatemi da questa prigionia, affinché io possa rendere grazie al vostro nome. I giusti mi circonderanno, quando mi avrete concesso questo beneficio» (Sal 141, 8).

Origine della commemorazione dei defunti

L’origine di questa celebrazione risale alla famosa abbazia di Cluny, quando il suo quinto abate, Sant’Odilone, istituì nel calendario liturgico cluniacense la «Festa dei Morti», offrendo ai propri monaci un’occasione speciale per intercedere a favore dei defunti, per aiutarli a raggiungere la beatitudine eterna.

Partendo da Cluny, questa commemorazione si diffuse tra i fedeli fino a essere inclusa nel Calendario Liturgico della Chiesa, diventando una devozione abituale in tutto il mondo cattolico.

Nel XX secolo, durante la Grande Guerra, migliaia di persone morivano sui campi di battaglia e, poiché l’ombra della morte incombeva su tutta l’umanità, Papa Benedetto XV emanò un decreto affinché i sacerdoti di tutto il mondo celebrassero tre messe il 2 novembre per tutti i fedeli defunti.

Forse il lettore, come migliaia di altri fedeli, ha l’abitudine di recarsi al cimitero in quel giorno, per ricordare i familiari e gli amici defunti e pregare per loro. Molti cristiani, tuttavia, non prestano ascolto agli appelli del proprio cuore, che li spinge a provare nostalgia per i propri cari e a confortarli con una preghiera. Forse per mancanza di cultura religiosa, o per l’assenza di qualcuno che li incoraggi o li guidi, molte persone non vedono nemmeno la necessità di pregare per le anime dei defunti; per altre, l’esistenza del Purgatorio suscita stupore e avversione.

Ma per amore delle anime che attendono di liberarsi dalle loro macchie per entrare in Paradiso, nonché per sollecitare in noi la carità verso questi fratelli bisognosi, la Santa Chiesa mette maternamente a nostra disposizione le indulgenze.

Che cos’è un’indulgenza?

Secondo la Costituzione Apostolica Indulgentiarum Doctrina di Paolo VI:

“L’indulgenza è la remissione, davanti a Dio, della pena temporale dovuta per i peccati già perdonati quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e in determinate condizioni, ottiene per mezzo della Chiesa, la quale, in quanto dispensatrice della redenzione, distribuisce e applica con autorità il tesoro delle opere dei Santi e di Cristo. L’indulgenza plenaria può essere acquisita solo una volta al giorno”.

Per ottenere l’indulgenza plenaria è necessario compiere un’opera arricchita di preghiera e soddisfare le seguenti tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice. È inoltre necessario rinunciare a ogni attaccamento al peccato, qualunque esso sia, anche veniale. Non è valida qualora manchi tale piena disposizione o non siano soddisfatte le condizioni sopra menzionate.

Le tre condizioni possono essere soddisfatte in giorni diversi, prima o dopo l’esecuzione dell’opera prescritta; tuttavia è opportuno che la comunione e la preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice avvengano nello stesso giorno in cui si compie l’opera.

Con un’unica confessione sacramentale si possono acquisire diverse indulgenze plenarie, ma per ciascuna indulgenza plenaria è necessaria una comunione e le preghiere alle intenzioni del Sommo Pontefice.

La condizione della preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice può essere pienamente soddisfatta recitando, per le sue intenzioni, un Padre Nostro e un’Ave Maria; tuttavia, è consentito a tutti i fedeli recitare qualsiasi altra preghiera secondo la propria fede e devozione verso il Pontefice Romano.

In tal modo, a coloro che visiteranno il cimitero e pregheranno, anche solo mentalmente, per i defunti – per l’anima di una persona cara, un familiare o un amico già scomparso – viene concessa un’Indulgenza Plenaria, applicabile solo ai defunti: quotidianamente, dal 1° all’8 novembre, alle condizioni sopra menzionate.

Inoltre, in questo stesso giorno, in tutte le chiese, negli oratori pubblici o semipubblici, si ottiene ugualmente un’Indulgenza Plenaria, applicabile esclusivamente ai defunti: l’opera prescritta è la devota visita alla chiesa, durante la quale si devono recitare un Padre Nostro e un Credo, la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e una preghiera per le intenzioni del Sommo Pontefice (che può consistere in un Padre Nostro e un’Ave Maria, o in qualsiasi altra preghiera secondo quanto suggeriscono la pietà e la devozione).

 

 

lascia il tuo commento

Notizie correlate