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Il cellulare distrae dalla preghiera

Redazione (Martedì, 07-01-2010, Gaudium Press) Tutti oramai siamo iscritti ai social network e infatti è più facile domandare chi non sta sui social che chi ci sta perché ormai chi non è su un social è veramente un caso raro.

E così più volte durante la giornata mentre cuciniamo, guidiamo, siamo davanti alla tv, parliamo con qualcuno (cosa molto triste) o si va addirittura al bagno … l’azione è sempre la stessa: controllare il cellulare, le notifiche, chi ci ha scritto, cosa hanno postato, chi ha visualizzato le nostre stories insomma un bel da fare!

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La cosa più preoccupante è fare tutto ciò anche mentre si prega. Quella diventa una bella tentazione e distrazione alla preghiera che il demonio usa contro di noi! Anche le tentazioni possiamo benissimo dire di essere diventate tecnologiche, si sono evolute alla nostra era.

Se prima i santi, in epoche passate potevano essere distratti in preghiera, da pensieri, immagini .. per noi è ancora più facile specie se si prega con un cellulare a portata di mano.

Se vi è capitato siete finiti nell’articolo giusto!

I maestri spirituali potrebbero descrivere quest’abitudine o meglio dipendenza e la racchiuderebbero nella cerchia dell’Ozio. Tale peccato e vizio potrebbe essere dannoso per la nostra anima, perché conduce l’uomo ad un comportamento pigro, facendogli trascurare i suoi doveri, le sue responsabilità quotidiane specie se si ci trova nel luogo di lavoro e lo allontana dalla sua vocazione.

Ovviamente è difficile uscirne da soli, bisogna farsi aiutare da Dio e uno degli aiuti potrebbe essere quello di chiederlo attraverso questa preghiera:

O Dio, che ho scontentato concentrando su preoccupazioni terrene e vanità oziose tante ore di quell’esistenza che mi hai dato per compiere opere buone per la mia santificazione e per l’edificazione del mio prossimo, tienimi lontano da questo spreco di tempo. La tua grazia mi insegni a ricordare che dovrò rendere conto del modo in cui ho trascorso ogni ora, e possa questo ricordo spingermi a impiegare il resto della mia vita per lavorare per la mia salvezza.

Insegnami a ricordare che in questo giorno e in ogni giorno della mia vita il mio primo dovere è renderti grazie, mio Dio; imitarti, Gesù mio; resistere alle tentazioni; vincere le passioni; approfittare al massimo del mio tempo; pensare all’eternità e fare attenzione a chi conta di più nella vita.

Sono queste le mie prime chiamate: insegnami a ricordarle e permettimi di realizzarle, e fa’ che non sprechi mai una sola ora in vanità o in questioni mondane che possano impedirmi di svolgere i doveri che mi hai affidato. Amen. (Rita Sberna)

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