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Sant’Elena, da povera a imperatrice. Scoprì il luogo della Croce di Gesù

 Chi l’aveva vista nascere in una famiglia povera e pagana di Daprasano, a Nicomedia, non avrebbe mai immaginato che questa dolce bambina sarebbe stata destinata a diventare una così grande signora.

 

Santa Elena

Redazione (18/08/2023 16:21, Gaudium Press) Sant’Elena, un’altra delle grandi donne della storia della Chiesa, è la Santa che viene celebrata oggi.

Ma chi l’avesse vista nascere in una famiglia povera e pagana, a Daprasano, Nicomedia – nell’attuale Turchia – non avrebbe immaginato che questa dolce bambina sarebbe stata destinata a diventare una così grande signora.

Una bambina dalle grandi doti naturali

Tuttavia, questa ragazza aveva grandi doti naturali e nobiltà di cuore. Costanzo, generale degli eserciti romani e prefetto del pretorio al tempo dell’imperatore Massimiano, si innamorò di lei. Da questa unione nacque Costantino, il 27 febbraio 274, che sarebbe diventato il grande imperatore della libertà del cristianesimo.

Tuttavia, il desiderio di scalata sociale del marito superò i suoi doveri: per consentire a Costanzo di sposare la figlia di Massimiano, Sant’Elena fu ripudiata. Ma ciò che ferì maggiormente Elena fu vedere suo figlio Costantino sottratto da Costanzo per essere educato a palazzo.

Alla morte di Costanzo, Costantino portò la madre a vivere con lui alla corte di Treviri. Non si sa ancora se Sant’Elena fosse già cristiana a quell’epoca. La certezza si ha solo quando, prima della battaglia di Ponte Milvio contro Massenzio, Costantino vide il simbolo del cristianesimo sopra il sole e la frase “con questo segno vincerai“.

All’inizio Costantino non capì il segno, ma secondo Eusebio di Cesarea, biografo di Costantino, la notte seguente ebbe un sogno in cui vide Cristo che gli spiegava che avrebbe dovuto usare questo segno contro i suoi nemici. Quando Costantino vinse questa battaglia, divenne imperatore unico nel 312.

Costantino coltivava un’ammirazione per la madre, che aveva una grande influenza su di lui.

Anche se non fu battezzato fino alla sua morte, l’ammirazione di Costantino per la madre era molto forte e reale e continuò ad avvicinarlo al cristianesimo. L’influenza di Sant’Elena si fece certamente sentire nella proclamazione dell’Editto di Milano, che pose ufficialmente fine alla persecuzione del cristianesimo. E sicuramente anche in altri editti che limitavano i culti pagani.

È suggestivo constatare che, mentre l’Impero Romano veniva per così dire battezzato, Dio volle che la madre dell’imperatore fosse una santa, e che ella trasmettesse al figlio, con il suo esempio e le sue parole, la grandezza della religione di Cristo, che doveva essere protetta dallo Stato. Per il resto, Costantino permise alla madre di erigere chiese e di promuovere la pietà. Coniò una moneta in suo onore e la nominò Augusta, un titolo che veniva dato solo alle mogli degli imperatori, ma che questa volta andò alla grande madre di uno di loro.

Viaggio in Terra Santa

Santa Elena 2

Sant’Elena era già con il figlio Costantino nella nuova capitale dell’impero, Bisanzio, quando, ormai anziana, organizzò una spedizione in Terra Santa, per la quale nutriva un affetto particolare. Il viaggio non potrebbe avere elementi più mitici e poetici: la grande signora dell’Impero si reca con un’intera corte nelle terre lontane e povere dove il Figlio di Dio ha vissuto in povertà.

Il suo viaggio non era propriamente quello che oggi si chiama turismo, ma era un viaggio pio, un pellegrinaggio, con il desiderio esplicito e primario di trovare la vera croce di Cristo, il grande simbolo e la reliquia dei cristiani.

Dopo una ricerca infruttuosa, un certo Giuda, un ebreo, rivelò agli uomini della Signora che le tre croci del Calvario erano state gettate in un pozzo e poi ricoperte di terra.

L’indizio venne approfondito, si scavò e sì, le tre croci vennero ritrovate. Ma come facciamo a sapere qual è quella di Cristo? Si dice che il vescovo Demetrio abbia suggerito l’idea di mettere un cristiano morente sulle tre croci, affinché il Signore mostrasse la sua verità. E su una delle croci la donna morente fu miracolosamente riportata in piena salute.

Sant’Elena fece realizzare tre parti della croce: una andò a Costantinopoli, un’altra a Roma e la terza rimase a Gerusalemme.

Sant’Elena in seguito morì in una data e in un luogo sconosciuti.

Costantino dispose che le sue spoglie fossero trasferite a Roma, dove una parte di esse si trova nella chiesa dell’Ara Coeli, una chiesa dedicata a Sant’Elena.

 

Con informazioni tratte da Catholic.net

 

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