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La fondazione di Natuzza Evolo e le proposte del Vescovo

Redazione (Samedì, 03-08-2019, Gaudium Press) Monsignor Luigi Renzo, vescovo di Mileto da due anni ha fatto divieto di svolgere attività di culto nella chiesa del “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” tanto cara alla mistica Natuzza Evolo. Recentemente è intervenuto sul futuro della fondazione “Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime” cercando di trovare delle soluzioni ed ha scritto una lettera ai soci della fondazione e ai cenacoli di preghiera.

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Nella lettera che è stata pubblicata sul portale della Curia di Mileto-Nicotera, di cui fa parte Paravati, paese della mistica Natuzza Evolo, si legge «è da più tempo ormai che viene pressantemente invocata la consacrazione e la conseguente apertura al culto della chiesa “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, di cui codesta Fondazione, “ente ecclesiastico civilmente riconosciuto”, munita di personalità giuridica privata, risulta proprietaria».

Il monsignore continua scrivendo «che la Chiesa è un edificio di proprietà privata, ma comunque destinato al culto pubblico ed alla pastorale, regolamentato tra l’altro dall’articolo 831 del Codice civile, e fermo restando quanto è stabilito nel Can. 1213 del Codice di diritto canonico, secondo cui “nei luoghi sacri l’Autorità ecclesiastica esercita liberamente i suoi poteri e i suoi uffici”».

Le proposte che monsignor. Renzo fa ai soci e ai cenacoli sono ben due: il comodato d’uso e il cambio dello statuto.

Sempre nella lettera si legge riguardo al comodato d’uso richiesto dalla diocesi: «volendo rispondere alle attese e alle richieste più volte manifestate sia da codesta Fondazione, sia dai Cenacoli di preghiera, meritevoli entrambi di aver curato con generosità e con libere offerte di tutti la costruzione della chiesa sopra ricordata, secondo i “desiderata” di Mamma Natuzza, al fine di assicurare la naturale e canonica destinazione a tutto il complesso chiesastico quale luogo di culto pubblico nel rispetto delle norme canoniche».

Mentre per quando riguarda la proposta di cambiare lo statuto, Renzo sottolinea: «visto che, malgrado i tentativi fatti in questi anni, si continua a ritenerlo “intoccabile” e da non dover in nessun modo modificare, la Fondazione, essendo di fatto senza più riconoscimento canonico ormai dall’1 agosto 2017, in piena libertà e responsabilità, se crede, potrà conservarselo nell’attuale forma, chiaramente purificato dei riferimenti ad attività di culto e di pastorale, provvedendo, in tempi brevi, ad un suo nuovo riconoscimento solo civile e con una diversa identità giuridica consentita dal Codice civile».

Il Vescovo conclude dicendo che la diocesi prima di provvedere a trasmettere al Ministero un nuovo decreto di revoca, è disposta a ritardare i tempi in modo da non creare disagi e problematiche finanziarie ed in cambio la diocesi è disposta a far diventare la chiesa “Cuore Immacolato di Maria rifugio delle anime” in Rettoria (in attesa che diventi Santuario) e provvederà alla Consacrazione della stessa.

Ma se l’accordo non dovrebbe essere raggiunto tra diocesi e fondazione, monsignor Renzo conclude la lettera scrivendo che sarà costretto ad attivare, senza perdite di tempo, le procedure per la revoca definitiva alla Fondazione del decreto di “religione e di culto” e di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto, con le prevedibili conseguenze anche civilistiche. (Rita Sberna)

 

 

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