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Papa Francesco: “la vecchiaia, vissuta nell’attesa del Signore, può diventare la compiuta “apologia” della fede”

Udienza generale di Papa Francesco centrata sul tema della vecchiaia “Vado a prepararvi un posto.”. Queste sono le ultime catechesi dedicate alla vecchiaia.

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Rita Sberna (10.08.2022 10:49, Gaudium Press) Oggi il Papa ha riportato un discorso di Gesù trascritto nel Vangelo di Giovanni (sono le ultime catechesi centrate sulla vecchiaia): «Non sia turbato il vostro cuore» (14,1); «Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (14,3).

Francesco riporta anche le parole di Gesù che aveva detto a Pietro: tu «mi seguirai più tardi» (13,36).

Gesù ci dice nel Vangelo: «Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi»

La vecchiaia è tempo di testimonianza

Francesco afferma: “La vecchiaia è il tempo propizio per la testimonianza commossa e lieta di questa attesa. Nella vecchiaia le opere della fede, che avvicinano noi e gli altri al regno di Dio, stanno ormai oltre la potenza delle energie, delle parole, degli slanci della giovinezza e della maturità”.

Una vecchiaia che si consuma

Il Papa fa poi una riflessione sulla vecchiaia che col tempo si consuma: “Una vecchiaia che si consuma nell’avvilimento delle occasioni mancate, porta avvilimento per sé e per tutti. Invece, la vecchiaia vissuta con dolcezza e rispetto per la vita reale scioglie definitivamente l’equivoco di una potenza che deve bastare a sé stessa e alla propria riuscita”.

Continua – “Scioglie persino l’equivoco di una Chiesa che si adatta alla condizione mondana, pensando in questo modo di governarne definitivamente la perfezione e il compimento. Quando ci liberiamo da questa presunzione, il tempo dell’invecchiamento che Dio ci concede è già in sé stesso una di quelle opere “più grandi” di cui parla Gesù.”

Il Papa ci ricorda che il tempo è superiore allo spazio e che la nostra vita è destinata ad andare oltre, attraverso il passaggio della morte.

“Infatti, il nostro luogo stabile, il nostro punto d’arrivo non è qui, è accanto al Signore, dove Egli dimora per sempre” dice Francesco.

Sulla terra il nostro noviziato

Qui, sulla terra, si avvia il processo del nostro “noviziato”: siamo apprendisti della vita, che – tra mille difficoltà – imparano ad apprezzare il dono di Dio, onorando la responsabilità di condividerlo e di farlo fruttificare per tutti. Il tempo della vita sulla terra è la grazia di questo passaggio” Afferma il Papa.

Poi il Papa parla della nostra imperfezione dicendo che siamo imperfetti sin dall’inizio e siamo imperfetti fino alla fine.

Francesco:” lo spazio di Dio, che Gesù prepara per noi con ogni cura, è superiore al tempo della nostra vita mortale. Ecco: la vecchiaia avvicina la speranza di questo compimento. La vecchiaia conosce definitivamente, ormai, il senso del tempo e le limitazioni del luogo in cui viviamo la nostra iniziazione”.

Francesco ci invita a vedere la vecchiaia non come una minaccia ma una promessa. “Il mondo di Dio è uno spazio infinito, sul quale il passaggio del tempo non ha più peso” afferma il Pontefice.

A fine udienza, il Papa riporta le parole di Gesù dell’ultima cena: «Da ora non berrò più di questo frutto della vite, fino al giorno in cui lo berrò di nuovo con voi nel regno del Padre mio».

 

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