Il Papa ai sacerdoti: chiamati alla fraternità che genera vita
La lettera di papa Leone ai sacerdoti riuniti a Madrid

Redazione (10/02/2026 14:18, Gaudium Press) Nella lettera, pubblicata ieri, in occasione dell’assemblea “Convivium” dell’Arcidiocesi di Madrid, dedicata alla vita e al ministero dei sacerdoti, Papa Leone offre una riflessione profonda sulla vocazione presbiterale, mettendo al centro fraternità, cura reciproca e testimonianza evangelica.
Il Pontefice si rivolge ai sacerdoti con parole di incoraggiamento e realismo, riconoscendo le fatiche che segnano nei nostril tempi il ministero presbiterale: solitudine, carichi pastorali gravosi, incomprensioni e talvolta scoraggiamento. Tuttavia, scrive il Papa, la risposta non è l’isolamento, ma una rinnovata esperienza di comunione: «Il sacerdozio non si vive da soli, ma dentro una fraternità che sostiene, corregge e genera vita».
L’assemblea “Convivium” viene indicata come segno concreto di uno stile ecclesiale che valorizza l’incontro, il dialogo e la condivisione della vita. Papa Leone XIV sottolinea come la fraternità sacerdotale non sia un elemento accessorio, ma una dimensione costitutiva del ministero, capace di rendere credibile l’annuncio del Vangelo.
In particolare nella lettera il Pontefice si sofferma sul rapport tra i sacerdoti e i fedeli. Il Papa ricorda che il presbitero non si pone al di sopra della comunità, ma in mezzo ad essa, come pastore che conosce l’odore delle pecore e cammina con il suo popolo. Solo una Chiesa vissuta nella prossimità e nella semplicità, afferma, può parlare al cuore degli uomini e delle donne di oggi.
Particolare attenzione è riservata ai sacerdoti più giovani e a quelli segnati dalla stanchezza. Papa Leone XIV li invita a non perdere la gioia della vocazione, ricordando che la fecondità del ministero non si misura solo nei risultati, ma nella fedeltà quotidiana, spesso nascosta, al Vangelo.
La lettera si conclude con un invito a guardare a Cristo come modello e sorgente del ministero sacerdotale: Gesù, Buon Pastore, che dona la vita senza riserve. Affidando i sacerdoti di Madrid alla protezione della Vergine Maria, il Papa auspica che l’esperienza del “Convivium” possa diventare un seme capace di generare nuovi cammini di comunione, anche oltre i confini dell’Arcidiocesi.




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