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Il Papa alle autorità civili della Turchia: la Santa Sede offre la sua forza morale per la pace

Questo pomeriggio, nel corso della sua visita apostolica in Turchia, Papa Leone XIV ha incontrato le autorità, la società civile e il corpo diplomatico presso il Palazzo Presidenziale turco.papa turquia vatican media

Foto: Vatican Media

Redazione (28/11/2025 21:16, Gaudium Press) Nel pomeriggio di oggi, nel corso della sua visita apostolica in Turchia, Papa Leone XIV ha incontrato le autorità, la società civile e il corpo diplomatico presso il Palazzo Presidenziale turco.

Il Pontefice ha iniziato il suo discorso ringraziando per l’accoglienza e esprimendo la sua soddisfazione per l’opportunità di iniziare il suo viaggio apostolico in Turchia, terra legata alle origini del cristianesimo e che invita alla fratellanza tra i figli di Abramo e tutta l’umanità. Ha messo in risalto la bellezza naturale del Paese, che ci invita a proteggere il Creato di Dio, e la sua ricchezza culturale, artistica e spirituale, che dimostra come l’incontro di generazioni, tradizioni e idee generi grandi civiltà.

L’immagine del ponte sullo stretto dei Dardanelli, scelta come logo del viaggio, rappresenta il ruolo speciale della Turchia come collegamento tra Asia ed Europa, Oriente e Occidente. Prima di collegare i continenti, questo ponte unisce la Turchia con sé stessa, rendendo il Paese un «crocevia di sensibilità». Il Papa ha sottolineato che l’uniformità sarebbe un impoverimento e che una società è viva se possiede la pluralità.

I cristiani desiderano contribuire positivamente all’unità del Paese e si sentono parte dell’identità turca. Il Papa ha ricordato San Giovanni XXIII, il “Papa turco”, che ha lavorato instancabilmente tra il 1935 e il 1945 affinché i cattolici partecipassero allo sviluppo della Repubblica. Giovanni XXIII si oppose alla falsa logica secondo cui ogni comunità religiosa doveva rimanere nel proprio circolo limitato, promuovendo invece una “cultura dell’incontro”.

Dal cuore del Mediterraneo, Papa Francesco si oppose alla “globalizzazione dell’indifferenza”, invitando a sentire il dolore degli altri e ad ascoltare il grido dei poveri e della terra. Dio ha stabilito un ponte tra il cielo e la terra affinché i nostri cuori cambino. La giustizia e la misericordia sfidano la mentalità del “potere è ragione” e propongono che la compassione e la solidarietà siano criteri autentici di sviluppo.

In una società in cui la religione ha un ruolo visibile, è essenziale onorare la dignità e la libertà di tutti i figli di Dio. Ciò comporta implicazioni personali, sociali e politiche. Lo sviluppo tecnologico, compresa l’intelligenza artificiale, deve servire a superare l’ingiustizia, non ad esacerbarla.

Il Papa ha sottolineato l’importanza della famiglia nella cultura turca come nucleo primario della vita sociale, dove impariamo che senza l’altro non c’è l’io. Gli atteggiamenti essenziali per la convivenza civile maturano proprio nella famiglia. Egli mette in guardia contro la cultura individualista e le economie consumistiche che trasformano la solitudine in un business, proponendo una cultura che valorizzi l’affetto e le relazioni personali.

Il Pontefice ha sottolineato il valore dell’amore coniugale e il contributo delle donne, che attraverso la loro partecipazione alla vita professionale, culturale e politica si pongono al servizio del Paese e della loro influenza internazionale positiva.

Il Papa ha auspicato, a partire dal suo Presidente, che la Turchia sia fonte di stabilità e avvicinamento tra i popoli al servizio di una pace giusta e duratura. Le visite di quattro Papi precedenti dimostrano le buone relazioni tra la Santa Sede e la Repubblica di Turchia. L’occasione particolare di questa visita, il 1700° anniversario del Concilio di Nicea, è all’insegna dell’incontro e del dialogo.

Oggi più che mai sono necessarie persone che promuovano il dialogo, ha ribadito Leone XIV. Viviamo una fase di conflitto globale alimentato dalle strategie di potere economico e militare, che Papa Francesco aveva definito «una terza guerra mondiale a pezzi». L’umanità deve affrontare insieme le sfide reali: la pace, la lotta contro la fame e la povertà, la salute, l’istruzione e la protezione del Creato.

La Santa Sede, ha concluso il Santo Padre, con la sua forza spirituale e morale, desidera cooperare con tutte le nazioni che hanno a cuore lo sviluppo integrale di ogni persona, camminando insieme nella verità e nell’amicizia, confidando umilmente nell’aiuto di Dio.

Tutto indica quindi che il Papa intende utilizzare il viaggio per chiedere la fine della violenza nei Paesi colpiti dall’estremismo islamico, dando priorità alla ricerca dell’unità cristiana sulle questioni dottrinali.

 

 

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