Il Papa all’Udienza Generale: Sacra Scrittura e Tradizione, stessa fonte divina
Papa Leone XIV all’Udienza generale: Scrittura e Tradizione, un’unica sorgente viva della fede![]()
Foto: Vatican Media
Redazione (28/01/2026 13:35, Gaudium Press) Papa Leone XIV, nell’Udienza Generale di questa mattina, ha proseguito il suo ciclo di catechesi sui documenti del Concilio Vaticano II, in particolare sulla Costituzione Dogmatica, Dei Verbum, soffermandosi in modo particolare sul rapporto profondo e inscindibile tra Sacra Scrittura e Sacra Tradizione.
Il Pontefice ha ricordato che la rivelazione di Dio non si affida a due fonti separate o concorrenti, ma a “un’unica realtà viva, affidata alla Chiesa”. Scrittura e Tradizione, ha spiegato, “sgorgano dalla stessa fonte divina, si compenetrano e tendono allo stesso fine”. In questa prospettiva, la Scrittura non è un testo isolato o semplicemente storico, ma è “Parola viva accolta, custodita e interpretata all’interno della comunità ecclesiale”.
Riprendendo il Catechismo della Chiesa Cattolica, Papa Leone XIV ha sottolineato che la Sacra Scrittura è “scritta prima di tutto nel cuore della Chiesa”, prima ancora che sulla pergamena o sulla carta. È la Chiesa, animata dallo Spirito Santo, che riconosce, conserva e annuncia la Parola di Dio, trasmettendola di generazione in generazione. Allo stesso modo, ha aggiunto che la Tradizione non è ripetizione statica, ma realtà dinamica che progredisce nel tempo sotto l’assistenza dello Spirito Santo, crescendo nella comprensione delle verità di fede.
Per chiarire questo sviluppo armonico, il Papa ha richiamato il pensiero di John Henry Newman, dottore della Chiesa, che descriveva il cristianesimo come una realtà viva, destinata a crescere senza snaturarsi. Newman, ha ricordato il Pontefice, paragonava questo processo alla parabola evangelica del seme, proclamata proprio nella liturgia odierna: il seme è lo stesso, ma crescendo dispiega tutta la ricchezza che porta in sé. Così avviene per la fede della Chiesa, che matura nella storia restando fedele al Vangelo e conclude “ carissimi, ascoltiamo ancora la Dei Verbum, che esalta l’intreccio tra la Sacra Scrittura e la Tradizione: esse – afferma – sono talmente connesse e congiunte tra loro da non poter sussistere indipendentemente, e insieme, secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime “.
L’Udienza di oggi ha così offerto una sintesi profonda e attuale dell’insegnamento della Chiesa: “la fede nasce dall’ascolto della Parola, cresce nella Tradizione viva e si traduce in responsabilità verso l’umanità intera”. Un invito, rivolto a tutti i credenti, a custodire il deposito della fede non come un bene del passato, ma come una sorgente viva capace di orientare il presente e il futuro.
Al termine della catechesi, Papa Leone XIV ha voluto richiamare l’attenzione sull’attualità, facendo riferimento alla Giornata della Memoria, celebrata ieri in ricordo della Shoah. Il Pontefice ha levato un fermo appello contro ogni forma di antisemitismo, di odio e di pregiudizio verso qualunque essere umano, affermando che “non può esserci futuro se si dimentica il passato”. Ha quindi esortato la comunità delle Nazioni a vigilare con responsabilità affinché simili tragedie non si ripetano e affinché la dignità di ogni persona sia sempre difesa e tutelata.
Nel suo saluto finale, il Papa ha anche ricordato San Tommaso d’Aquino, di cui oggi ricorre la memoria liturgica. Richiamandosi alla sua grande eredità spirituale e teologica, Papa Leone XIV ha sottolineato come Tommaso abbia saputo unire “intelligenza della fede e umiltà del cuore*, indicando in Cristo il vero Maestro di vita. “Seguire Gesù – ha detto – significa lasciarsi guidare dalla verità che illumina la mente e dalla carità che trasforma il cuore”.




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