La Chiesa, popolo di Dio, aperta a tutti, dice il Papa all’Udienza generale
L’Udienza generale sul secondo capitolo della Lumen Gentium , sulla Chiesa, popolo di Dio
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Foto: Vatican News
Redazione (11/03/2026 12:12, Gaudium Press) In Piazza San Pietro il Pontefice, davanti ad un pubblico di 15mila fedeli, prosegue nella catechesi sui Documenti del Concilio Vaticano II” e propone la sua riflessione sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium , nel secondo capitolo “La Chiesa popolo di Dio”.
Dio sceglie Abramo e il suo popolo
Dio – spiega il Pontefice- vuole che ogni uomo si salvi e “compie la sua opera di salvezza nella storia scegliendo un popolo concreto e abitando in esso. Per questo, Egli chiama Abramo e gli promette una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare. Con i figli di Abramo, dopo averli liberati dalla condizione di schiavitù, Dio stringe un’alleanza, li accompagna, se ne prende cura, li raccoglie ogni volta che si smarriscono. Perciò, l’identità di questo popolo è data dall’azione di Dio e dalla fede in Lui”. Questo popolo prescelto, come la profezia di Isaia, deve” diventare luce per le altre nazioni, come un faro” che attira tutti i popoli.
Ma questo, chiarisce il Santo Padre, è stata la preparazione alla perfetta alleanza avvenuta poi in Gesù Cristo.
“È infatti Cristo che, nel dono del suo Corpo e del suo Sangue, raccoglie in sé stesso e in modo definitivo questo popolo. Esso è fatto ormai di gente proveniente da qualunque nazione; è unificato dalla fede in Lui, dall’adesione a Lui, dal vivere della sua stessa vita animati dallo Spirito del Risorto. Questa è la Chiesa: il popolo di Dio che trae la propria esistenza dal corpo di Cristo”.
La Chiesa popolo di Dio
Quindi la Chiesa è questo popolo “il popolo di Dio, convocato da Lui e fatto di donne e uomini provenienti da tutti i popoli della Terra”. “Si tratta di un popolo messianico, proprio perché ha per capo Cristo, il Messia. Quanti ne fanno parte non vantano meriti o titoli, ma solo il dono di essere, in Cristo e per mezzo di Lui, figlie e figli di Dio. Prima di qualunque compito o funzione, dunque, ciò che conta davvero nella Chiesa è l’essere innestati in Cristo, essere per grazia figli di Dio”.
Leone XIV ribadisce che i figli di Dio non devono cercare altra onorificenza se non cercare di vivere nella Chiesa come veri figli di Dio e fratelli con gli altri.
“Unificata in Cristo, Signore e Salvatore di ogni uomo e donna, la Chiesa non può mai essere ripiegata in sé stessa, ma è aperta a tutti ed è per tutti. In questo senso, la Chiesa è una ma include tutti. È un grande segno di speranza – soprattutto ai nostri giorni, attraversati da tanti conflitti e guerre – sapere che la Chiesa è un popolo in cui convivono, in forza della fede, donne e uomini diversi per nazionalità, lingua o cultura: è un segno posto nel cuore stesso dell’umanità, richiamo e profezia di quell’unità e di quella pace a cui Dio Padre chiama tutti i suoi figli”, conclude infine il Papa.
La preghiera per la pace in Iran e Medio Oriente
Alla fine dell’Udienza, il Papa ha rivolto l’invito a pregare per la pace in Iran e in tutto il Medio Oriente. Ricorda ancora il sacrificio del parroco di Qlayaa, nel Libano, morto lunedì scorso, sotto i bombardamenti israeliani, mentre cercava di soccorrere i suoi parrocchiani “Padre Pierre –dice il Papa- è stato un vero pastore, che è rimasto sempre accanto al suo popolo con l’amore e il sacrificio di Gesù Buon Pastore”.



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