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L’Avvento come riflessione e purificazione

La domenica successiva alla solennità di Cristo Re, la Santa Chiesa inizia un nuovo tempo liturgico: l’Avvento.

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Redazione (30/11/2025 21:45, Gaudium Press) La parola Avvento è di origine latina, formata dal verbo “venire” (venire) e dalla preposizione “ ad” (verso).

In altre parole, Avvento significa letteralmente “venire verso di noi”, “venire a noi”. Questo tempo liturgico è stato istituito affinché i cristiani si possano preparare alla celebrazione del Natale, con l’obiettivo di festeggiare con maggiore intensità la nascita di Gesù Bambino.

Per questo motivo, a differenza del bianco gioioso del Natale, nell’Avvento il colore utilizzato è il viola, che si riflette nelle vesti del sacerdote e negli arredi dell’altare. Il colore viola trasmette infatti una certa serietà che richiede ai fedeli meno gioia e più introspezione, perché per la Santa Chiesa un tempo di preparazione significa purificazione, penitenza.

Quando inizia il tempo dell’Avvento, le chiese si vestono di semplicità: non ci sono più strumenti, solo la tastiera o l’organo, a cui si aggiungono le voci del coro. Il Gloria non viene più cantato, perché l’inno degli angeli sarà intonato solo il giorno in cui Cristo verrà sulla Terra, benedicendo coloro che sono in cammino verso di lui.

Poiché la celebrazione a cui ci stiamo preparando è il Natale, e non il Triduo Pasquale, tempo di grande sofferenza per Nostro Signore, l’Avvento non è così rigoroso come la Quaresima. Pertanto, prima della lettura del Vangelo si continua a cantare l’acclamazione “alleluia, alleluia, alleluia”, canto che viene tolto durante la Quaresima.

Non ci sono fiori né decorazioni, solo un candelabro con quattro candele grandi e spesse. Le grandi candele, quattro in totale, vengono accese una ogni domenica, a simboleggiare anche che il popolo di Dio attende la venuta dello Sposo con attenzione e veglia. In alcuni luoghi esiste l’usanza di realizzarle in diversi colori: una viola, una verde, una rosa e, infine, una bianca.

Il tessuto liturgico è meno sfarzoso (per quelle chiese che hanno tessuti antichi, si raccomanda l’uso di colori più neutri, come l’argento e non l’oro).

Come la Quaresima, anche l’Avvento ha un giorno in cui trabocca la gioia di avvicinarsi al Natale: è la terza domenica di Avvento, chiamata Domenica Laetare, o domenica della gioia. Per quelle chiese che ne dispongono, i paramenti e i tessuti liturgici vengono cambiati dal viola al rosa, a simboleggiare la commistione di una goccia della gioia più pura (bianca) con il viola della penitenza, andando così a comporre il colore rosa.

Preparazione al Natale

L’Avvento, come preparazione al Natale di Gesù, invita i cristiani a riflettere sulla propria vita. L’obiettivo è un buon esame di coscienza per la nuova vita che giunge con la venuta del Bambino Gesù. All’inizio del nuovo anno, a dicembre, ci fermiamo sempre a riflettere sul nostro comportamento nell’anno appena trascorso e sulle nostre intenzioni per il futuro, ponendoci le domande necessarie: come mi sono comportato nella vita della Chiesa? Ho praticato la fede che ho scelto di abbracciare? Questa fede ha avuto effetti concreti nella mia vita o, quando esco dalla Messa la domenica, divento un’altra persona?

In questo modo, si propone al cristiano un nuovo ciclo per “purificarsi” da tutto ciò che deve essere purificato. Durante il Tempo Ordinario si accumula molta polvere e molte virtù diventano automatiche o vengono dimenticate. È lo sforzo di essere un padre o una madre migliore che può andare perduto; l’impegno a compiere il proprio dovere sul lavoro che diminuisce; il proposito di pregare di più in famiglia che viene dimenticato.

Durante l’Avvento, la Chiesa propone tutte queste riflessioni e chiede nuovi atteggiamenti. Questo dovrebbe generare un esame di coscienza, che sfocierà in una confessione: davanti al sacerdote, dobbiamo denunciare i nostri peccati, ascoltare i suoi consigli e uscire da lì con l’anima pulita e il cuore sereno per celebrare la nascita di Gesù.

Promuovere la vita di preghiera

L’obiettivo dell’Avvento non è promuovere la penitenza, ma una purificazione più sobria. L’importante, durante l’Avvento, è aprirci maggiormente alla generosità a cui ci invita il Natale. Gesù è sceso dal suo trono, nascondendo la sua divinità in un bambino fragile, accettando di soffrire il peggio: fame, freddo, povertà e persecuzione. È nostro compito, come seguaci di Cristo, essere compassionevoli e cercare di essere meno egoisti e capricciosi a Natale, e l’Avvento è il momento per prepararci a tutto questo.

In Avvento è importante promuovere la vita di preghiera, cioè comunicare più spesso con Dio, con la famiglia e con se stessi. Questa pratica è la porta verso un Avvento più produttivo e fruttuoso. Inoltre, poiché l’Avvento è sobrio e riflessivo, non è nemmeno il momento per  condurre una vita frenetica: può essere un’occasione per astenersi dalle feste mondane dove il più delle volte si commettono innumerevoli peccati, e non buone azioni. È come il digiuno: una restrizione per un obiettivo più grande.

Allora, prepariamoci, caro lettore, godiamoci il tempo dell’Avvento! Impegniamoci nella nostra penitenza, aspettiamo la venuta del Signore con fede e cuore puro!

Con informazioni da www.arautos.org.

 

 

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