Leone XIV chiude la Porta Santa a San Pietro: concluso il Giubileo della Speranza
Inaugurato il 24 dicembre del 2024 da Papa Francesco, l’Anno Santo si è concluso martedì 6 gennaio con Papa Leone XIV.
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Redazione (06/01/2026 22:11, Gaudium Press) Nella mattinata di martedì 6 gennaio, solennità dell’Epifania del Signore, Papa Leone XIV ha presieduto la cerimonia di chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro in Vaticano, chiudendo ufficialmente il Giubileo della Speranza. L’Anno Santo era stato inaugurato il 24 dicembre del 2024 da Papa Francesco.

Circa 5.800 fedeli e pellegrini hanno assistito alla solenne celebrazione all’interno della Basilica. Altri diecimila, nonostante il tempo inclemente, hanno assistito alla Santa Messa attraverso i maxischermi installati in Piazza San Pietro. Nella sua omelia, il Santo Padre ha sottolineato che «la Porta Santa di questa Basilica, che oggi è stata chiusa, ha accolto il flusso di innumerevoli uomini e donne, pellegrini di speranza, in cammino verso la Città dalle porte sempre aperte, la nuova Gerusalemme».
Le cattedrali, le basiliche e i santuari devono diffondere il profumo della vita
Il Pontefice ha sottolineato che la celebrazione dell’Epifania del Signore è l’inizio della speranza e che i luoghi santi, come le cattedrali, le basiliche, i santuari, che sono diventati mete del pellegrinaggio giubilare, hanno il compito di diffondere il profumo della vita, l’impronta indelebile che un altro mondo ha avuto inizio. Com’è importante che chi varca la soglia della Chiesa senta che il Messia è appena nato lì e che lì si riunisce una comunità in cui è sorta la speranza e che lì sta accadendo una storia di vita!

“Il Giubileo è venuto a ricordarci che è possibile ricominciare, o meglio, che siamo ancora all’inizio, che il Signore desidera crescere in mezzo a noi, desidera essere il Dio-con-noi. Sì, Dio mette in discussione l’ordine esistente: ha sogni che ancora oggi ispira nei suoi profeti; è determinato a liberarci da antiche e nuove schiavitù; coinvolge giovani e anziani, poveri e ricchi, uomini e donne, santi e peccatori nelle sue opere di misericordia, nelle meraviglie della sua giustizia. Non fa rumore, ma il suo Regno sta già germogliando in tutto il mondo”, ha aggiunto.
La fedeltà di Dio continuerà a sorprenderci
Quante epifanie ci sono concesse o stanno per esserci concesse! Tuttavia, esse devono essere distolte dalle intenzioni di Erode, dalle paure sempre pronte a trasformarsi in aggressività. Leone XIV ha poi riflettuto sui numerosi conflitti che possono colpire il Nuovo che Dio riserva a tutti. Amare la pace e cercarla significa proteggere ciò che è santo e, proprio per questo, nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino.

«Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo, né misura. È l’Epifania della gratuità. Non ci aspetta in luoghi prestigiosi, ma nelle realtà umili», ha sottolineato il Pontefice, che ha anche assicurato che la fedeltà di Dio continuerà a sorprenderci. «Se non riduciamo le nostre chiese a monumenti, se le nostre comunità sono case, se resistiamo uniti alle seduzioni dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora. Maria, Stella del Mattino, camminerà sempre davanti a noi!», ha poi concluso. (EPC)





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