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Leone XIV per la Quaresima: ” Digiuno dalle parole taglienti”

Quaresima 2026, Papa Leone XIV: “Convertirsi è tornare al cuore del Vangelo”


Foto: Vatican Media

Redazione (13/02/2026 16:57, Gaudium Press) È stato reso pubblico oggi il Messaggio di Papa Leone XIV per la Quaresima 2026, nel quale il Pontefice invita i fedeli a vivere il tempo penitenziale come un cammino autentico di conversione, capace di trasformare il cuore e le relazioni.

Nel testo, diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede il Papa sottolinea che la Quaresima non è un semplice periodo di rinunce esteriori, ma un’occasione privilegiata per riscoprire l’essenziale della vita cristiana. Convertirsi, scrive, significa tornare a Dio con tutto il cuore, lasciando che la sua misericordia illumini le zone d’ombra dell’esistenza, “ e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno”.

Al centro del messaggio emerge il richiamo alla Parola di Dio, indicata come guida sicura nel cammino verso la Pasqua. La Scrittura, afferma il Pontefice, è luce che orienta le scelte quotidiane e criterio di discernimento in un tempo segnato da incertezze e conflitti. La Quaresima diventa così un tempo favorevole per rinnovare l’ascolto del Vangelo e per verificare la coerenza tra fede professata e vita concreta.

Le pratiche quaresimali

Papa Leone XIV richiama inoltre le tradizionali pratiche quaresimali – preghiera, digiuno ed elemosina – interpretandole non come obblighi formali, ma come strumenti di libertà interiore. Il digiuno educa al dominio di sé e alla solidarietà con chi soffre; la preghiera apre alla fiducia filiale; l’elemosina diventa gesto concreto di carità e condivisione.

Digiuno dalle parole taglienti

Ma il digiuno, aggiunge il Papa, non va vissuto nell’orgoglio, ma nell’umiltà, con “l’astensione dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo”.

Nel messaggio quindi si ricorda la dimensione sociale della conversione. Il Papa invita i cristiani a non vivere la Quaresima in modo intimistico, ma a tradurla in scelte di giustizia, pace e attenzione ai più fragili. La conversione personale, infatti, ha sempre una ricaduta comunitaria: trasforma il cuore e costruisce relazioni più autentiche.

Concludendo, il Pontefice affida il cammino quaresimale alla Vergine Maria, modello di ascolto e di fedeltà, e auspica che la Quaresima 2026 sia per tutti un tempo di rinnovata speranza, in cui lasciarsi riconciliare con Dio e con i fratelli.

Un invito, dunque, a vivere questi quaranta giorni come itinerario di verità e misericordia, nella certezza che la Pasqua è promessa di vita nuova per ogni uomo e per ogni donna.

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