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Maria, Madre del Principe della Pace e Madre nostra

Cerchiamo la pace. Ma solo quella costruita sulla solida roccia della Verità di Dio, sugli insegnamenti del Vangelo e sull’osservanza dei Dieci Comandamenti, sarà autentica e duratura.

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Redazione (04/01/2026 15:29, Gaudium Press) «Gloria a Dio nell’alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà» (Lc 2, 14), era il canto di una legione dell’esercito celeste che lodava Dio, e  che i pastori sentirono penetrare nel profondo delle loro anime,  dopo le parole di un angelo del Signore: “Non temete, vi annuncio una buona notizia, è nato per voi un Salvatore, il Messia, il Signore”.

Contempliamo l’evento tanto atteso nella Storia della Salvezza, raccontato nel Vangelo di San Luca, Dio stesso in dialogo con i pastori, questi prescelti del popolo d’Israele, che ascoltarono lo splendido annuncio della buona novella della salvezza (Efesini 1, 13), accompagnato da un magnifico coro che glorificava Dio per la Nascita del Redentore.

Era il compimento del fiat di Maria, del «sia fatto di me secondo la tua parola» (Lc 1, 38). Gli occhi di Dio si posarono sulla «piena di grazia» che, con il suo consenso, cooperò alla venuta del Salvatore dell’umanità.

La pienezza dei tempi era giunta – come afferma San Paolo ai Galati (4, 4) – in cui «Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge», Maria Santissima associata al piano salvifico di Dio come Madre del Redentore.

E, oh meraviglioso scambio! In quella semplice grotta nacque una relazione che Plinio Corrêa de Oliveira commentò così: «Mai un cuore materno ha amato più teneramente il proprio figlio. Mai Dio ha amato così tanto una semplice creatura. E mai un figlio ha amato così pienamente sua madre».

Quando gli angeli tornarono in Cielo, i pastori si dissero: «Andiamo a Betlemme», «corsero» e trovarono «Maria e Giuseppe e il bambino adagiato nella mangiatoia». Quale locanda più povera della grotta, quale culla più spoglia della mangiatoia! San Luca ci racconta poco, solo che, vedendolo, «raccontarono ciò che era stato detto loro di quel bambino». Ma l’evangelista sottolinea: «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore».

La Madre del Redentore, la prescelta su cui Dio ha posato il suo sguardo, è Colei che celebriamo il primo giorno dell’anno: Madre di Dio, Madre della Chiesa, Madre di tutti gli uomini.

È stata felice l’idea di unire questa solennità alla Giornata Mondiale della Pace. A questo proposito, Monsignor João Scognamiglio Clá Dias diceva: «La pace si realizza quando le nazioni, gli uomini, i popoli mettono Dio al centro», un’idea ammirevole questo collegamento, «perché la pace si ottiene solo quando Maria è al centro e, al centro di Maria c’è Gesù».

Sembra che siamo tornati a quei momenti in cui l’umanità viveva ogni tipo di iniquità. Il paganesimo sta invadendo la faccia della terra, senza dimenticare le sanguinose guerre che pretendono la ricerca della pace. Tempi di violenza e guerre distruttive che possono portare a un’esplosione di portata imprevedibile ci minacciano in ogni momento.

Cerchiamo la pace. Ma solo quella costruita sulla solida roccia della Verità di Dio, sugli insegnamenti del Vangelo e sull’osservanza dei Dieci Comandamenti sarà autentica e duratura. Il mondo deve voltare le spalle alle follie dei giorni nostri, rivolgendo lo sguardo a Dio, mettendolo al centro: lì avremo la pace.

Risuonano ancora nelle nostre orecchie le prime parole di Papa Leone XIV, quando l’8 maggio scorso – apparendo agli occhi della folla in attesa presente sulla piazza – si affacciò per la prima volta alla Loggia centrale della Basilica di San Pietro iniziando le sue prime parole, dopo diversi minuti di fervide espressioni di gioia da parte dei fedeli presenti, come Sommo Pontefice: «La pace sia con voi! Cari fratelli e sorelle: questo è il primo saluto del Cristo risorto, il buon pastore che ha dato la sua vita per il gregge di Dio. Anch’io desidero che questo saluto di pace entri nei vostri cuori, raggiunga le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque si trovino, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi!». Proseguendo il suo primo messaggio al mondo intero, vorrei sottolineare alcune altre espressioni: «Questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente». Incitando alla speranza, affermava: «Dio ci vuole bene, Dio ama tutti voi, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio».

Il Santo Padre ha voluto ribadire, in occasione della Giornata Mondiale della Pace di quest’anno 2026, i suoi desideri per il mondo di oggi, invitando «l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia». Rinnovando il suo invito a lavorare per quella che ha definito una pace «disarmata e disarmante», a un impegno per la pace, che «non è semplicemente assenza di conflitto», ma «un dono costruito nel cuore e dal cuore», rinunciando all’«orgoglio e alla vendetta», rifiutando «la tentazione di usare le parole come armi». Insistendo sull’urgenza della pace, «mentre la tensione geopolitica e la frammentazione continuano ad approfondirsi in modi che opprimono le nazioni e tendono i legami della famiglia umana».

Rivolgiamo lo sguardo a Maria, Madre del Principe della pace e nostra Madre, affinché interceda, chiedendo che gli uomini di oggi si lascino illuminare dalla Verità che li renderà liberi (cfr. Gv 8, 32).

(Pubblicato originariamente su La Prensa Gráfica di El Salvador, 4 gennaio 2026)

Di P. Fernando Gioia, EP

 

 

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