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“ Non c’è pace se si scarta il debole” dice il Papa ai giovani leader politici

Il Papa ha incontrato cento giovani leader politici in convegno a Roma

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Foto: Vatican Media

Redazione (31/01/2026 15:30, Gaudium Press) Il Papa ha incontrato questa mattina in Vaticano, nella Sala Clementina, cento giovani leader politici provenienti da tutte le parti del mondo.

Sono i partecipanti al convegno “One Humanity, One Planet” nell’ambito della settimana conclusiva del biennio di formazione politica dell’ong New Humanity del Movimento dei Focolari, che si sta tenendo a Roma dal 26 gennaio fino al 1 febbraio.

Con la metodologia Hackathon perseguono l’obiettivo, in un laboratorio intensivo, di trovare soluzioni a problemi che riguardano tutti, al di là delle convinzioni politiche o religiose.

La guerra dell’umanità a se stessa

Il Pontefice rivolgendosi a loro ha subito posto l’accento sulla necessità della pace “Non ci sarà pace senza porre fine alla guerra che l’umanità fa a sé stessa quando scarta chi è debole, quando esclude chi è povero, quando resta indifferente davanti al profugo e all’oppresso. Solo chi ha cura dei più piccoli può fare cose davvero grandi”, e ha ricordato le parole della santa e Premio Nobel per la pace, Madre Teresa di Calcutta “Il più grande distruttore della pace è l’aborto”.

La pace non può essere reale e duratura se “si esclude dalla vita coloro che stanno per venire al mondo” o se si resta indifferenti di fronte alle necessità di coloro che sono nel bisogno materiale o spirituale che sia.

Promuovere la pace in ogni luogo

Nel ringraziare i giovani per il loro impegno nel mondo, Leone XIV sottolinea l’importanza di perseguire la concordia in tutti i luoghi dove si opera “Se non promuoviamo la concordia in una università o in un ufficio, tra partiti e associazioni, come potremo curarla in un intero Stato o tra i Continenti?”. Ed è appunto questa la necessità della formazione e della preparazione dei giovani leader perché siano protagonisti consapevoli delle difficoltà oggettive del mondo odierno e sappiano affrontarle.

Sottolinea l’impegno di alcuni di loro nel progetto  ” Quattro sogni” della Pontificia Commissione per l’America Latina, nato dall’invito di Papa Francesco nell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia, a mettere insieme “ il sogno ecclesiale, ecologico e sociale”.

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Pace: dono, alleanza e promessa nella cooperazione

La pace, continua Papa Prevost, giunge dai nostri predecessori, è una necessaria alleanza per poterla realizzare e, al tempo stesso, la promessa di un mondo migliore. Ma per poter giungere a questa completezza, aggiunge, sono necessarie sempre più forme associative che coinvolgano i cittadini in un grande progetto di fraternità universale. La politica “  trova la sua espressione più alta quando opera per un’umanità pacificata nella giustizia”.

“One God”

Tutte le religioni devono avere come impegno comune quello della fraternità universale quindi si potrebbe completare il titolo del convegno, dice il Pontefice, “One Humanity, One Planet” con “One God”, “riconoscendo in Lui il creatore buono, le nostre religioni ci chiamano a contribuire al progresso sociale, ricercando sempre quel bene comune che ha per fondamenta la giustizia e la pace”.

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