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Ordinazione di 31 diaconi per gli Araldi del Vangelo

Nella gioia della Resurrezione del Signore, gli Araldi del Vangelo hanno vissuto un momento di grazia speciale con l’ordinazione di 31 diaconi.

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Foto: Sergio Cespedes

Redazione (12/04/2026 11:21, Gaudium Press) Sabato 11 aprile, nella Basilica di Nostra Signora del Rosario, a Caieiras, a San Paolo del Brasile , dinanzi a un folto pubblico che ha seguito con gioia e raccoglimento, si è svolta la cerimonia di ordinazione di 31 nuovi diaconi della  Società Apostolica Virgo Flos Carmeli. La cerimonia, bellissima e a tratti commovente, è stata presieduta da Mons. Fernando José Monteiro Guimarães, C.Ss.R., arcivescovo militare emerito.

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La parola “diacono” deriva dal greco diákonos e significa “servitore”. Chi riceve l’Ordine del Diaconato si pone interamente al servizio della Chiesa: al servizio di Dio, al servizio dei fratelli e al servizio dei propri pastori. Il diacono non è servitore per imposizione, ma per amore. Essere diacono è il primo passo all’interno dell’ordine ecclesiastico. Istituito dagli Apostoli, questo ministero è stato progressivamente arricchito nel corso dei secoli dalla Tradizione viva della Chiesa, diventando un servizio essenziale alla vita ecclesiale, segnato dalla carità, dalla Parola e dall’altare.

Omelia di Mons. Guimarães alla Cerimonia di Ordinazione diaconale:

  1. Più di vent’anni fa, il 15 giugno 2005, nella Basilica del Carmo, a San Paolo, furono ordinati i primi sacerdoti Araldi del Vangelo, tra cui il compianto fondatore, Monsignor João Clá, di venerata memoria. Si realizzava così un sogno coltivato dal fondatore.

In quell’occasione, un sacerdote redentorista, che lavorava presso l’allora Congregazione per il Clero, ebbe la fortuna di far parte del gruppo di canonisti vaticani che studiò attentamente l’audace proposta e trovò le possibili soluzioni canoniche, le quali permisero al caro e sempre venerato Santo Padre Giovanni Paolo II di esaudire gli aneliti del fondatore degli Araldi del Vangelo, il quale vedeva, nel ministero conferito ai suoi figli, la possibilità di irradiare in tutto il mondo il carisma di annunciatori del Vangelo che egli desiderava infondere nella famiglia che, ispirato da Dio, aveva fondato.

“Digitus Dei hic est”.

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Fu l’inizio di una serie ininterrotta, nel corso degli anni, di ordinazioni diaconali e sacerdotali, con le quali la Divina Provvidenza arricchiva la famiglia degli Araldi del Vangelo, rendendo possibile una fervida e autentica nuova evangelizzazione, non solo in Brasile, ma anche in molti paesi del mondo.

La fedeltà a ciò che la Chiesa proponeva come ideale per la formazione sacerdotale, l’estrema cura per la formazione intellettuale e teologica dei propri seminaristi, la solida vita spirituale e il vivo impegno apostolico dei futuri diaconi e presbiteri furono, negli anni successivi, l’impegno della Società Clericale Virgo Flos Carmeli, offrendo alla Chiesa ondate successive di diaconi e sacerdoti secondo il Cuore di Cristo.

“Digitus Dei hic est”.

Per misteriosa grazia divina, l’allora sacerdote redentorista, che assistette San Giovanni Paolo II nell’ordinazione dei primi Araldi, oggi anziano e arcivescovo militare emerito, ha la gioia e l’onore di ordinare diaconi transitori, in vista dell’ordinazione sacerdotale, questi 31 Araldi del Vangelo, dopo un lungo periodo di prove e sofferenze che hanno portato al solido maturare della loro vocazione e alla certezza della loro fedeltà a ogni prova a Cristo e alla sua santa Chiesa.

  1. La liturgia della Parola di questo giorno ci parla della Risurrezione del Signore e della reazione dei suoi discepoli, che va dall’iniziale incredulità alla professione di fede, autentica e intrepida.

Il Vangelo ci racconta la serie di apparizioni del Risorto: a Maria Maddalena, la prima testimone, che inizialmente lo scambiò per il giardiniere, ma che poi aprì il suo cuore con un espressivo «Rabbuni!», Maestro; ai due discepoli in cammino verso Emmaus, che lo riconobbero solo nello spezzare il pane; e, infine, agli undici discepoli, rimproverati per la loro mancanza di fede: «li rimproverò per la loro mancanza di fede» (Mc 16, 14). Ma a tutti loro il Signore glorioso lasciò un mandato: «Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16, 15). Li ha trasformati tutti in predicatori e araldi del Vangelo!

La missione, tuttavia, non è facile. La lettura del libro degli Atti ci presenta la saga dei primi cristiani: Pietro e Giovanni furono perseguitati dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, a causa della guarigione del cieco e dell’annuncio del nome di Gesù. Volevano impedire loro di predicare il Vangelo, minacciandoli severamente. Ma la risposta di Pietro è ferma: «Giudicate voi stessi se è giusto davanti a Dio obbedire a voi piuttosto che a Dio! Quanto a noi, non possiamo tacere su ciò che abbiamo visto e udito» (At 4, 19-20). Annunciare Cristo è missione divina.

  1. Permettetemi ora di rivolgermi a coloro che stanno per essere ordinati diaconi.

Cari figli. Siate attenti all’esortazione dell’apostolo Paolo nella seconda lettura: «Per misericordia siamo stati rivestiti di tale ministero», quindi non perdete il coraggio (cfr. 2Cor 4, 1). Ricevendo il ministero del servizio, della diaconia di Cristo Servo, voi dovete identificarvi con Lui, che non è venuto per essere servito, ma per servire. Agite come Paolo: «Non proclamiamo noi stessi, ma Cristo Gesù, Signore. Quanto a noi stessi, ci presentiamo come vostri servi per amore di Gesù» (2Cor 4, 5).

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Servi del ministero della Parola, annunciando il Vangelo di Gesù a ogni creatura. Servi del ministero della carità, essendo il cuore del Buon Pastore accanto ai più bisognosi e abbandonati. Servi del culto di Dio, prestando il vostro prezioso aiuto ai sacerdoti, nella celebrazione della Santa Eucaristia e nell’amministrazione degli altri Sacramenti.

Il diaconato che riceverete sarà temporaneo e costituirà la vostra ultima preparazione al sacerdozio cattolico, nell’ordine del presbiterato, che un giorno riceverete. Ma che questo periodo sia vissuto intensamente, senza concessioni. Solo chi ha imparato da Cristo a servire incondizionatamente i propri fratelli, nell’umiltà del dono di sé, è capace di pascere in nome di Cristo.

Prendete come massima di vita la celebre strofa di Santa Teresina del Bambino Gesù in una delle sue poesie: «Amare è tutto: donarsi, donarsi se stessi» (Opere complete, P 54, 22; Paulus 2016, p. 642).

  1. Passiamo all’eloquente rito dell’ordinazione diaconale, dove simboli e parole, gesti e preghiere parlano della misericordia divina, che sceglie uomini deboli e peccatori, limitati nelle loro capacità umane, per rafforzarli con lo Spirito di Cristo e contrassegnarli con il sigillo dello Spirito Santo, rendendoli capaci di agire in nome e nella persona di Cristo Servo e Buon Pastore.

«Digitus Dei hic est». Amen!

 

 

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