San Francesco di Paola, profeta e taumaturgo
San Francesco di Paola, fondatore dell’Ordine dei Minimi, nacque a Paola, una piccola città della Calabria, nel 1416. I suoi genitori gli diedero il nome di Francesco in onore del santo di Assisi, a cui attribuirono il miracolo della sua nascita.
Redazione (02/04/2025 16:11, Gaudium Press) I genitori di San Francesco di Paola, piccoli proprietari terrieri di Paola, in Calabria, non avevano avuto figli per quindici anni, dopo il loro matrimonio, e pregarono San Francesco d’Assisi di concedere loro questa grazia.
Un giorno, una lingua di fuoco, accompagnata da melodie angeliche, si posò sulla loro casa, attirando molte persone dai dintorni. Qualche tempo dopo il Santo venne al mondo. Era l’anno 1416.
All’età di quattordici anni, i suoi genitori fecero un pellegrinaggio in diverse città, tra cui Roma e Assisi, e lo portarono con loro.
Durante il viaggio egli si rese conto dell’immenso declino morale e religioso che regnava in tutta la società. Al ritorno a Paola, decise di vivere in una grotta nelle vicinanze, conducendo una vita di preghiera e di rigorosa penitenza.
Il suo esempio attirò diversi uomini che si stabilirono in capanne vicine. Dopo cinque anni, formarono una comunità seguendo una regola stabilita da Francesco. Altri come lui si stabilirono in molti luoghi e il nome dell’eremita divenne noto in Europa.
Scrissero la regola per la Congregazione che si era formata e le diedero il titolo di “Ordine dei Minimi”, poiché si consideravano gli ultimi nella casa del Signore. Il loro stile di vita, caratterizzato da costante preghiera e grandi penitenze, fu chiamato “Quaresima perpetua”.
In questo modo, i membri di questo nuovo Ordine, praticando in modo eccellente l’umiltà – si chiamavano “minimi” – e lo spirito di sacrificio, si opposero radicalmente alla Rivoluzione che promuoveva l’orgoglio e la sensualità.
Dio gli diede il dono di fare miracoli: guarì paralitici, lebbrosi, ciechi, sordi e muti, oltre a realizzare risurrezioni.
Rimproverò il re di Napoli
Su richiesta del re di Napoli, Ferrante I, che era crudele e conduceva una vita sfarzosa, si recò in quella città e si presentò al monarca.
Dopo diversi colloqui con San Francesco, Ferrante gli offrì un vassoio d’argento pieno di monete d’oro per costruire un convento.
L’uomo di Dio gli disse:
“Ricordate, Maestà, che Dio ha messo lo scettro nelle vostre mani per procurare la felicità e il benessere dei suoi sudditi e non per soddisfare i vostri eccessivi desideri di orgoglio e vanità. Credete che non esista l’inferno per chi governa?
E aggiunse: “Vi scongiuro di correggere immediatamente il vostro comportamento e di migliorare il vostro governo. Se non ristabilirete l’ordine, la pace e la giustizia tra il popolo, il vostro trono cadrà e la vostra stirpe si estinguerà presto!”
Per confermare le sue parole, il Santo prese una moneta, la strinse e da essa sgorgò sangue. E disse: “Ecco il sangue dei vostri sudditi che chiede vendetta a Dio!”
Ma il re continuò la sua vita di peccato e la sua stirpe si estinse mentre San Francesco era ancora in vita.
Accoglienza trionfale in Francia
Luigi XI, re di Francia, per la sua politica piena di trucchi e intrighi, ricevette il soprannome di “Ragno”.
Afflitto da una grave malattia, gli scrisse delle lettere chiedendogli di fargli visita al castello di Plessis-les-Tours – nella Francia occidentale -, ma l’eremita rispose che non avrebbe potuto partecipare a causa dei suoi intensi impegni e della distanza. Allora il monarca fece appello a papa Sisto IV, che gli ordinò di intraprendere il viaggio.
San Francesco si recò lì e fu accolto in modo trionfale nel castello. Luigi XI si inginocchiò ai suoi piedi e lo pregò di prolungargli la vita. L’uomo di Dio gli raccomandò di mettere ordine nella sua coscienza.
Allora avvenne un miracolo più grande della resurrezione di un corpo. Il monarca, che aveva vissuto per anni nel peccato, si riconciliò con il Creatore e consegnò la sua anima il 30 agosto 1483, supplicando: «Nostra Signora, mia buona Madre, aiutami!».
Consigliere dei re
Su richiesta della famiglia reale, l’eremita di Paola rimase in Francia come consigliere durante la reggenza di Anna di Beaujeu e il regno di Carlo VIII, figli di Luigi XI.
Carlo VIII gli chiese consiglio anche in questioni di governo e ordinò la costruzione di un convento per i Minimi.
Sostenne spiritualmente anche Santa Giovanna di Valois, figlia di Luigi XI e moglie di Luigi XII, che fu severamente perseguitata da entrambi. Inoltre la guidò verso la fondazione dell’Ordine contemplativo della Santissima Annunziata, in onore dell’Annunciazione di Nostra Signora, nella città di Bourges, nel centro della Francia.
Guidò anche il re di Spagna, Ferdinando il Cattolico, soprattutto nelle questioni relative alle guerre della Riconquista e all’espansione della fede nel Nuovo Mondo, cioè nel continente americano scoperto da Colombo.
Ordine dei Santi Crocifissi
Possedeva il dono della profezia in grado eminente. La più importante delle sue predizioni si riferisce alla Congregazione dei Santi Crocifissi di Gesù Cristo che, secondo quanto gli fu rivelato dalla Divina Provvidenza, sarebbe sorta negli anni a venire.
Questo Ordine Religioso, dice San Francesco, farà più bene al mondo di tutti gli altri messi insieme. Il suo Fondatore sarà chiamato il Vincitore, perché vincerà il mondo, il diavolo e la carne.
San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716), nella sua famosa “Preghiera ardente”, chiedeva a Dio:
“Ascolta i disegni della tua misericordia, suscita dalla tua destra uomini, come quelli che hai mostrato ad alcuni dei tuoi più grandi servitori, ai quali hai dato luci profetiche, a un san Francesco di Paola…”[1]
Corpo incorrotto bruciato dai protestanti
Nel ventiquattresimo anno della sua permanenza in Francia, la Divina Provvidenza lo avvertì che la morte si stava avvicinando.
Per prepararsi, si chiuse nella sua cella, rifiutò di ricevere visite da chiunque e vi rimase per tre mesi. La Domenica delle Palme del 1507, fu colpito da una forte febbre.
Il Giovedì Santo raccomandò ai suoi figli spirituali, che erano intorno a lui, un’esemplare fedeltà alla Regola e lavò loro i piedi. Si confessò e, con una corda intorno al collo come stabilito dalla Regola per quel giorno, ricevette la Santa Eucaristia.
Il Venerdì Santo, 2 aprile 1507, all’età di 91 anni, consegnò la sua anima al Creatore. Il suo corpo, esposto ai fedeli per undici giorni, emanava un dolce profumo.
Aveva fondato 33 conventi in quattro nazioni europee.
Nel 1562, gli ugonotti – protestanti calvinisti – invasero il convento di Plessis per odio verso la Chiesa cattolica e bruciarono il suo corpo incorrotto. Furono recuperate solo poche ossa.[2]
Di Paulo Francisco Martos
Nozioni di Storia della Chiesa
___
[1] SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine. Petrópolis: Voces. 8ª ed. 1974, p. 301.
[2] Cfr. CASTIGLIONE, OM, Antonio. San Francesco di Paola: vita illustrata. 4ª ed. Paola: Publiepa, 1989; ROHRBACHER, René-François. Vite dei Santi. San Paolo: Editoriale delle Americhe. 1959, v. VI, pag. 26-36;
lascia il tuo commento