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San Giuseppe Allamano, fondatore: “Prima santi, poi missionari”

 Era nipote di San Giuseppe Cafasso.

Beato Jose Alamano 2

Redazione (16/02/2025 14:20, Gaudium Press) Il Beato Giuseppe Allamano, sacerdote diocesano e fondatore, era nipote di San Giuseppe Cafasso, benefattore di Don Bosco.

Nacque a Castelnuovo d’Asti nel 1851 in una famiglia contadina.

Era il quarto di cinque fratelli, rimasti senza padre quando il Beato aveva tre anni. I suoi riferimenti formativi furono San Giovanni Bosco, San Giuseppe Cafasso, la sua insegnante Benedetta Savio e sua madre.

Fu ordinato sacerdote diocesano nel 1873 all’età di 22 anni.

Appena ordinato, si dedicò alla formazione in seminario. Nel 1882 fu nominato rettore del Santuario della Consolata, patrona di Torino. Lavorò anche nel Convitto ecclesiastico, dove si formano i giovani sacerdoti.

Il suo sogno, la missione

Aveva sempre desiderato la missione, essere missionario.

Ma fu solo dopo una grave malattia nel 1900, la cui guarigione non può essere spiegata se non come un miracolo ottenuto dalla Madonna della Consolata, che arrivò l’autorizzazione per la creazione dell’istituto missionario.

I primi quattro missionari partirono per il Kenya poco dopo: P. Gays, Fratel L. Falda, P. F. Perlo, Fratel C. Lusso, che avevano tutti circa 20 anni.

Esitò a fondare un istituto di missionarie della Consolata. Ma parlando con San Pio X, nel 1909, questi gli disse: “Se non hai la vocazione per fondare religiose, te la do io”. Nel 1913 partono le prime missionarie.

Nei missionari della Consolata risuona ancora il motto del Beato Allamano: “Prima santi, poi missionari”.

Con informazioni da Il Testimone Fedele

 

 

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