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Benedizioni unioni omosessuali e sacerdozio alle donne: nuove interpretazioni di papa Francesco?

 “[…] dichiaro che la Chiesa non ha assolutamente la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, e che questo giudizio deve essere considerato come definitivo da tutti i fedeli della Chiesa” (Giovanni Paolo II).

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Foto:  Vatican News

Redazione (06/10/2023 12:28, Gaudium Press)Nell’ottobre 2023, alle soglie del Sinodo della sinodalità, Papa Francesco ha deciso di rispondere a cinque domande proposte da noti cardinali, alcuni dei quali glielo avevano chiesto, fin dal 2016, riguardo alcuni punti dell’esortazione Amoris Laetitia. Ora il discorso è cambiato.

Mi limiterò a commentare le risposte a due dubbi (dubia) presentati dai cardinali emeriti, forse i più importanti e d’impatto: la benedizione delle unioni omosessuali e l’ordinazione delle donne.

Per quanto riguarda la benedizione dei partner omosessuali, la questione sembrava risolta dopo la dichiarazione definitiva del Dicastero per la Dottrina della Fede (22 febbraio 2021), avallata dallo stesso Pontefice regnante, che, sulla base della dottrina morale cattolica, affermava che “(…) la Chiesa non ha, né può avere, il potere di benedire le unioni omosessuali”.  Tuttavia, Papa Francesco, nella sua risposta recentemente pubblicata, chiarisce che “(…) la prudenza pastorale deve discernere adeguatamente se esistono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano un concetto errato di matrimonio”.

Quindi, d’ora in poi, come dovranno comportarsi i parroci quando verrà chiesto di benedire unioni omosessuali?

Riguardo all’impossibilità per la Chiesa di ordinare le donne al sacerdozio ministeriale, leggiamo nella lettera apostolica Ordinatio Sacerdotalis, emanata da San Giovanni Paolo II nel 1994: “Sebbene la dottrina secondo cui l’ordinazione sacerdotale debba essere riservata ai soli uomini sia mantenuta nella costante e universale Tradizione della Chiesa e sia fermamente insegnata dal Magistero nei documenti più recenti, tuttavia oggi in vari luoghi si continua a sostenere che sia discutibile, oppure si attribuisce un valore meramente disciplinare alla decisione della Chiesa di non ammettere le donne all’ordinazione sacerdotale. Pertanto, per escludere ogni dubbio su una questione della massima importanza, che appartiene alla stessa costituzione divina della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli (cfr. Lc 22,32), dichiaro che la Chiesa non ha assolutamente la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, e che questo giudizio deve essere considerato come definitivo da tutti i fedeli della Chiesa” (numero 4, corsivo aggiunto da me).

Ciononostante, Papa Francesco, nella risposta di chiarimento al dubbio, dà il suo sigillo di approvazione al magistero di San Giovanni Paolo II (trascritto nel paragrafo precedente), “che deve essere accettato da tutti”, “nessuno potendo contraddirlo pubblicamente”, ma spiega che “[…] non è una definizione dogmatica” e “può essere oggetto di studio”.

Pensavo – pensavo male! – che la questione fosse pienamente risolta e fondata su una dottrina incontrovertibile, visto che, ad esempio, nel nuovo Diritto Penale Canonico, promulgato dallo stesso Papa Francesco nel 2021, chiunque tenti di ordinare una donna è automaticamente scomunicato, con la possibile espulsione del chierico (canone 1379, §3).

Che la Madonna di Fatima, la Depositaria, preghi per il Sinodo della Sinodalità! Amen.

 

Di Edson Luiz Sampel

Presidente della Commissione speciale di Diritto canonico della 116ª Sottosezione dell’OAB-SP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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