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A Lourdes saranno coperti completamente i mosaici di Rupnik prima della visita del Papa

Il corso degli eventi rivela un percorso ben definito: cessazione dell’illuminazione nel luglio 2024; copertura dei mosaici delle porte nel marzo 2025; copertura integrale nel settembre 2026, con interventi di manutenzione successivi alla partenza di Leone XIV.

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Santuario di Lourdes Foto: Suor Cristina Miranda

Redazione (22/08/2026 15:59, Gaudium Press) La decisione di coprire i mosaici di Rupnik, annunciata giovedì 20 agosto dal vescovo di Tarbes e Lourdes, monsignor Jean-Marc Micas, segna un nuovo capitolo nel delicato dibattito sulla presenza delle opere dell’artista sloveno Marko Rupnik nel santuario mariano di Lourdes, in Francia. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Dépêche du Midi, la copertura integrale dei mosaici che adornano la facciata della Basilica di Nostra Signora del Rosario, prevista in occasione della visita di Papa Leone XIV, non avrà carattere temporaneo. Dopo la partenza del pontefice, le opere rimarranno nascoste agli occhi dei pellegrini. Non si tratta, pertanto, di un semplice intervento destinato al passaggio papale. Una volta che Leone XIV avrà lasciato Lourdes, i mosaici non saranno più visibili.

La cronistoria delle accuse

Marko Rupnik, ex gesuita sloveno e mosaicista di fama internazionale, è accusato da diverse donne — per lo più ex religiose — di abusi sessuali, spirituali e psicologici. A Roma è in corso un’indagine canonica. Le sue opere sono presenti in diversi santuari cattolici in tutto il mondo, tra cui Lourdes, dove sono state installate nel 2008, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni della Madonna a Bernadette Soubirous. Esse rappresentano i Misteri Luminosi del Rosario.

A Lourdes, le accuse hanno sollevato una questione particolarmente delicata: è opportuno mantenere esposte, sulla facciata della basilica principale del santuario, le opere di un uomo oggetto di accuse così gravi, mentre anche le vittime di abusi si recano in pellegrinaggio a Massabielle?

Mons. Micas ha optato per un approccio graduale. Il 2 luglio 2024, dopo aver istituito una commissione di riflessione, aveva annunciato che i mosaici non sarebbero più stati valorizzati dall’illuminazione notturna durante le processioni. In quell’occasione, espresse la convinzione personale che, a lungo termine, l’ideale sarebbe stato rimuoverli, pur riconoscendo la divisione di opinioni.

Il 31 marzo 2025, nel santuario erano stati coperti i mosaici presenti sulle porte della basilica. Il vescovo aveva giustificato la misura come un modo per consentire alle persone che non riuscivano più a varcare la soglia — a causa della presenza delle opere — di poter riprendere ad entrare.

L’obiettivo era quello di operare «a lungo termine, per le vittime, per la Chiesa, per Lourdes e per il suo messaggio rivolto a tutti».

L’imminente visita di Leone XIV ha accelerato il processo. Era già previsto che l’insieme dei mosaici venisse coperto in occasione della visita del Papa. Rimaneva il dubbio se la copertura sarebbe stata rimossa in seguito. La risposta di Mons. Micas è stata chiara: no.

Cosa cambia con la visita papale

Secondo le informazioni divulgate, i mosaici saranno coperti per la visita e così rimarranno. La copertura potrebbe essere decorata con motivi legati al viaggio apostolico, ma la conclusione della visita del Pontefice non comporterà il ripristino delle opere di Rupnik nel santuario.

Ciò non implica necessariamente la distruzione o la rimozione immediata delle opere. Il dibattito sul futuro della facciata della Basilica di Nostra Signora del Rosario prosegue. La commissione che affianca il vescovo dovrebbe essere allargata, coinvolgendo artisti e teologi.

In altre parole: la questione della visibilità è, al momento, risolta; quella del destino materiale definitivo delle opere rimane aperta.

La visita di Leone XIV

La decisione assume contorni particolari a poche settimane dall’arrivo del Papa. Leone XIV dovrebbe giungere a Lourdes sabato 26 settembre, in serata. Il giorno seguente, il 27, incontrerà i vescovi di Francia, celebrerà la Messa sul Prairie (la prateria), riceverà i malati e gli ospedalieri e parteciperà alla processione delle candele. La mattina di lunedì 28 partirà per Metz.

Lourdes non è un santuario qualsiasi e quindi a dover adottare una misura del genere. Milioni di pellegrini vi giungono ogni anno portandosi dietro malattie, ferite e sofferenze. Fin dall’inizio della controversia, Mons. Micas ha insistito sulla necessità di ascoltare anche coloro per i quali la presenza delle opere di Rupnik è diventata fonte di dolore.

Mentre il processo canonico segue il suo corso a Roma, il santuario ha deciso di garantire a tutti — specialmente a coloro che giungono in cerca di guarigione — l’accesso all’incontro con la Madonna di Lourdes.

 

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