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A Mestre è nata una novità per accompagnare gli anziani

I “Centri Don Vecchi” abitati da comunità di persone in cui si mettono a disposizione gli uni degli altri. Nel veneziano ne esistono già sette.

 

Rita Sberna (11.08.2021 15:42, Gaudium Press) I Centri Don Vecchi sono condomini protetti da non scambiare con case di riposo. Si trovano in Veneto nel veneziano, esattamente a: Carpenedo, Marghera, Campalto e Arzeroni; in tutto sono sette.

I primi cinque sono destinati ad anziani autosufficienti ed in condizioni economiche modeste; il sesto e settimo sono destinati a persone con varie difficoltà come genitori separati, lavoratori in trasferta, sacerdoti a riposo, parenti di ricoverati ecc.

Alvise Sperandio, giornalista veneziano da sempre vicino alla realtà di Don Vecchi, spiega a Vatican News: “La formula innovativa sta nel fatto che i Centri mettono assieme i miniappartamenti, che sono abitazioni private e autonome a tutti gli effetti, con spazi comuni, in ambienti confortevoli, dove si possono condividere dei servizi. Per esempio, la cappella, il ristorante dove si può pranzare a pochi euro, il bar, l’infermeria, il giardino, i salotti, le sale di conversazione e di gioco, la palestra, la biblioteca”.

Gli alloggi sono di 35 mq e sono composti da: angolo cottura, camera da letto e bagno.

Attualmente gli appartamenti ospitano circa 600 residenti per la maggior parte single e anche qualche coppia di sposi.

Ecco come nascono i “Centri Don Vecchi”

Alvise racconta a Vatican News: “Il fondatore è don Armando Trevisiol, sacerdote che oggi ha 92 anni, già parroco della parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Carpenedo, importante quartiere di Mestre, per più di 30 anni, dal 1971 al “pensionamento”, nel 2005, per raggiunti limiti d’età – i 75 anni. Si chiamano così perché don Trevisiol li ha dedicati alla memoria del suo maestro di vita e di pastorale, monsignor Valentino Vecchi, figura che ha segnato la storia della diocesi Patriarcato di Venezia, prima come rettore del Seminario, poi come arciprete del duomo di San Lorenzo martire in piazza Ferretto, dove don Trevisiol fu da giovane vicario, e delegato del patriarca per la terraferma.

La realizzazione dei Don Vecchi è un’opera straordinaria della Provvidenza, resa possibile grazie alle tantissime, e incessanti, donazioni dei privati che don Trevisiol, con saggezza e lungimiranza, ha poi trasformato in strutture e servizi a disposizione degli anziani e dei bisognosi. Da quando don Trevisiol è andato a riposo, i Centri don Vecchi sono usciti dall’alveo della parrocchia di Carpenedo e fanno riferimento alla Fondazione Carpinetum, costituita ad hoc e di cui è presidente l’attuale parroco di Carpenedo don Gianni Antoniazzi. Don Trevisiol ora è presidente emerito.”

 

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