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Accordo tra il Cardinale Damasceno, gli Araldi del Vangelo e i collegi associati in Colombia incoraggiano i genitori degli studenti

 

Il Prof. Felipe Nery e la moglie ringraziano il cardinale e deplorano le fake news che circolano sul progetto educativo degli Araldi.

 

Rita Sberna (06/11/2021 16:38, Gaudium Press) Mia moglie ed io siamo genitori di tre figli che studiano a San Paolo, in due collegi, e alloggiano nelle case degli Araldi del Vangelo, in uno stesso progetto educativo. Negli ultimi mesi, noi e migliaia di altri padri e madri abbiamo vissuto momenti di apprensione.

Le recenti dichiarazioni di S. Em. Rev.ma Cardinale Raymundo Damasceno Assis, nella sua qualità di Commissario Pontificio presso gli Araldi, fatte in un’Udienza di Conciliazione a Bogotá, il cui accordo ha forza di sentenza definitiva e passaggio in giudicato, ci ha restituito in qualche misura la pace di spirito necessaria e fondamentale per poter continuare a sostenere i nostri figli in questo percorso educativo.

Dal 10 agosto 2021 era iniziato un periodo turbolento e angosciante per noi genitori di minori la cui educazione cristiana e umana affidiamo agli Araldi del Vangelo e che, per questo, sono alloggiati nelle case di questa istituzione cattolica, la cui comunione ecclesiale si manifesta nelle centinaia di diocesi e migliaia di parrocchie in tutto il mondo, in cui svolge la sua opera evangelizzatrice.

Ebbene, il Cardinale Damasceno aveva reso nota, attraverso il Decreto nº 29/2021, la decisione di S. Em. Rev.ma il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, secondo cui «tutti i minori ammessi a qualsiasi titolo nell’Associazione Privata di Fedeli Araldi del Vangelo dovranno tornare a vivere con le loro famiglie ed essere affidati ai rispettivi genitori».

Questa decisione aveva trovato giustificazione nelle presunte lamentele riguardanti il fatto che, per la maggior parte delle volte, i figli sono esclusi dalla vita familiare, che i contatti con i genitori non sono sufficientemente garantiti, e che la disciplina praticata nella comunità degli Araldi del Vangelo è eccessivamente rigida.

Per prevenire possibili abusi di coscienza e «plagio» contro i minori, il Cardinale Braz de Aviz aveva deciso che i minori non possono alloggiare nelle case degli Araldi.

Queste giustificazioni hanno generato perplessità, poiché noi, genitori e/o responsabili legali, non siamo d’accordo sul fatto che negli ambienti degli Araldi si pratichino «abusi di coscienza» o «una disciplina eccessivamente rigida». Noi frequentiamo assiduamente gli stabilimenti dei collegi e le case degli Araldi e siamo testimoni che tali abusi non sono mai esistiti; inoltre, i nostri figli non ci nasconderebbero questi problemi, qualora esistessero.

Tutti i genitori dei minori che sono alloggiati nelle case degli Araldi hanno consegnato nelle mani del Cardinale Damasceno una petizione in tre lingue in cui registrano il loro malcontento per la decisione presa dal Cardinale Braz de Aviz e dal Commissario Pontificio, che ha dichiarato che non era a conoscenza delle accuse né degli accusatori, e che stava solo ottemperando alla decisione del Cardinale Braz de Aviz.

La gravità delle questioni sollevate ha fatto sì che, in Colombia, i rappresentanti legali della Fundación Colegio Alcázar Campestre e della Corporación Colegio Pilares del Castillo (collegi colombiani che operano in collaborazione con gli Araldi in Colombia) presentassero al Centro di Arbitrato e Conciliazione della Camera di Commercio di Bogotá una richiesta di udienza con Mons. Damasceno e con il rappresentante degli Araldi del Vangelo per raggiungere un accordo soddisfacente.

Durante la suddetta udienza, tenutasi il 29 settembre scorso, il Cardinale Damasceno ha rivelato di essere stato informato dalla Nunziatura Apostolica di Bogotá che essa non aveva ricevuto denunce, evidenze, indizi, comunicazioni, prove, indagini o decisioni giudiziarie che permettano di supporre il verificarsi di una «disciplina eccessivamente rigida» che pregiudichi «la relazione indispensabile con le famiglie», «possibili abusi psicologici», il pericolo di «plagio» o, in generale, di una qualche condotta che permetta di mettere in dubbio il lavoro portato avanti dagli Araldi del Vangelo e dai collegi.

Il Cardinale Damasceno ha anche chiarito che il fatto che i collegi possiedano le autorizzazioni legali concesse dalle autorità competenti permette loro di sviluppare in modo stabile e continuativo la loro opera di educazione e di alloggiamento legalmente autorizzate, per cui il DECRETO n. 29/2021 non si applica né impedisce lo sviluppo del suddetto progetto educativo.

Numerosi pareri di giuristi di varie nazioni concordano sul fatto che l’autorità ecclesiastica non è competente nel prendere decisioni in materie attinenti alla legislazione civile e, in particolare, a quelle riguardanti il diritto naturale che i genitori hanno di scegliere la forma e il metodo di educazione dei loro figli.

Inoltre, questi pareri sono in armonia con le sentenze giudiziarie emesse su questa stessa questione in Ecuador e in Brasile, che determinano il rispetto dei contratti firmati dai genitori con i collegi e con la stessa Associazione degli Araldi del Vangelo.

Rimane solo una questione: la decisione e il decreto non essendo applicabili in Colombia, saranno applicabili negli altri paesi? E nel caso si voglia applicarli, quale sarebbe la ragione? Esisteranno due pesi e due misure, uno per la Colombia e un altro per gli altri paesi?

Vogliamo ringraziare il Cardinale Damasceno per l’atteggiamento coraggioso e coerente da lui adottato in Colombia e per aver dissipato la confusione che le fake news di fonte sconosciuta hanno creato negli uffici di S. Em. Rev.ma il Cardinale Braz de Aviz…

Di Felipe Nery Martins, insegnante ed educatore

Renata Gusson Agelune Martins, farmacista e biochimica

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