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Assassinato in Mozambico il vescovo Dom Osório Citora Afonso

Mons. Osório è stato trovato senza vita, a testa in giù, nel corridoio del Palazzo Vescovile, nella città di Quelimane. Aveva 54 anni.

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Foto: Consolata

Redazione (08/06/2026 17:10, Gaudium Press) Il 6 giugno, il Mozambico è stato scosso dalla notizia dell’omicidio di D. Osório Citora Afonso, IMC, vescovo della diocesi di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira. Il prelato, 54enne, è stato trovato senza vita nella residenza episcopale, vittima di colpi d’arma da fuoco al petto durante un’irruzione avvenuta nelle prime ore del mattino. Il Servizio Nazionale di Investigazione Criminale (SERNIC) ha classificato il caso come omicidio aggravato. Al momento non vi sono informazioni sugli autori o sulle motivazioni del crimine.

L’omicidio è avvenuto nella capitale della provincia di Zambézia. Sembra che individui non identificati abbiano scavalcato il muro della residenza, manomesso il sistema di sicurezza e aperto il fuoco. Il corpo è stato rinvenuto nel corridoio del palazzo vescovile. Le autorità assicurano che stanno indagando sul caso con priorità, ma non vi sono arresti.

Una vita segnata dalla missione

Nato il 6 maggio 1972 a Ribáuè, nella provincia di Nampula, Mons. Osório Citora Afonso ha intrapreso presto il cammino vocazionale. Ha frequentato il Seminario Preparatorio Cristo-Re a Matola, ha studiato Filosofia al Seminario Maggiore Sant’Agostino e Teologia all’Istituto Saint-Eugène de Mazenod a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

Ha emesso la professione solenne presso i Missionari della Consolata nel 2001 ed è stato ordinato sacerdote il 3 novembre 2002. La sua vita è stata caratterizzata da un’intensa formazione accademica e missionaria: ha conseguito la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, ha studiato a Gerusalemme (Università Ebraica ed École Biblique) e ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità nella sua congregazione e presso la Santa Sede, tra cui incarichi presso il Dicastero per l’Evangelizzazione.

Dopo anni di servizio nella Repubblica Democratica del Congo, in Italia e nella Curia Romana, è tornato in Mozambico. Nel settembre 2023 è stato nominato vescovo ausiliare di Maputo, ricevendo l’ordinazione episcopale nel gennaio 2024. Il 25 luglio 2025 è stato nominato vescovo di Quelimane, prendendo solennemente possesso della sede il 31 agosto. Il 10 aprile 2026, Papa Leone XIV gli ha affidato anche l’amministrazione apostolica dell’Arcidiocesi di Beira. Ricopriva inoltre la carica di Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mozambico (CEM).

Il suo motto episcopale, Lucerna pedibus meis (Lampada per i miei passi), rifletteva bene la sua dedizione alla Parola di Dio e al servizio pastorale.

Reazioni di costernazione

La notizia ha provocato un’ondata di cordoglio che ha unito la Chiesa, la società civile e le istituzioni dello Stato. Il presidente della Conferenza Episcopale del Mozambico e arcivescovo di Nampula, mons. Inácio Saúre, IMC, ha espresso lo shock della famiglia religiosa: «Siamo tutti senza parole». La congregazione dei Missionari della Consolata ha espresso profondo cordoglio: «Imploriamo la misericordia di Dio per lui e la luce della Resurrezione».

Il Presidente della Repubblica, Daniel Chapo, ha manifestato «profondo cordoglio» e ha definito la morte «una perdita irreparabile per la società mozambicana, in generale, e per la comunità cristiana, in particolare». Chapo ha sottolineato la testimonianza di umiltà, dedizione pastorale e impegno per la pace e la riconciliazione lasciata dal vescovo.

Papa Leone XIV, tramite la Sala Stampa della Santa Sede, ha espresso costernazione per il «grave atto di violenza che ha causato la morte di Sua Eccellenza, Mons. Osório Citora Afonso, vescovo di Quelimane e Amministratore Apostolico di Beira, e si unisce in preghiera al popolo della diocesi e del Mozambico in questo momento di smarrimento, affinché il Signore conceda loro consolazione, custodisca nel suo amore ogni uomo e ogni donna e fermi la mano dei violenti».

Questo omicidio avviene in un periodo in cui il Mozambico deve affrontare persistenti sfide alla sicurezza, specialmente nel nord (Cabo Delgado) a causa dell’insurrezione jihadista, ma anche a causa della criminalità urbana e della violenza post-elettorale in varie regioni. La Zambézia non era considerata una delle zone più critiche, il che rende l’attacco alla residenza episcopale ancora più scioccante e misterioso.

 

 

 

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