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Come scoprire le ferite del passato? Ce lo dice un “trucco gesuita”

5 passi di sant’Ignazio aprono la strada alla “guarigione” interiore.

 Rita Sberna (28.04.2022 10:23, Gaudium Press) A volte capita di ritrovarsi ad essere annoiati o ansiosi senza un motivo evidente o reale, almeno apparentemente sembra così. In realtà quello stato d’animo potrebbe nascondere delle ferite che provengono dal passato e che devono essere semplicemente individuate e guarite.

Le ferite e i traumi del passato possono influire molto sul presente della persona, potrebbe anche trattarsi di un ricordo dell’infanzia che ci ha fatto male ma se non viene sanato, questo potrebbe continuare a fare del male.

La mancanza di guarigione interiore “ruba” la pace e potrebbe anche distruggere matrimoni ed amicizie facendoci assumere comportamenti autodistruttivi.

Come possiamo guarire e andare avanti sereni nella nostra vita?

Questo ce lo svela sant’Ignazio, di Loyola, sacerdote del XVI secolo e fondatore dei Gesuiti. La vita di questo santo è stata segnata da molti eventi che gli hanno provocato dei traumi come ad esempio la morte di sua madre quando era piccola, quando è stato coinvolto in vari scontri violenti, ha ucciso un uomo in un duello e si è visto menomare una gamba da una palla di cannone in battaglia.

Questa ferita l’ha costretto a varie operazioni senza anestesia ed è stato in quei momenti che Ignazio ha iniziato a contemplare la sua vita e a mettere in atto dei cambiamenti.

Ed alla fine ha pubblicato gli Esercizi Spirituali che mettono in pratica il suo modo per raggiungere la libertà spirituale.

Questi suoi esercizi servono a guarire le ferite del passato e a liberarsi dalle varie conseguenze che esse lasciano nella nostra vita.

Li riassumiamo in cinque passi:

  1. Cercare illuminazione – E’ troppo semplice concentrarsi sulle ferite del passato e permettergli di forgiare la nostra identità ma è estremamente utile vederci con occhi nuovi. Bisogna chiedere aiuto ad amici e familiari e guardare da una prospettiva divina.
  2. Rendere grazie – L’ansia aumenta le preoccupazioni e il dolore. Gli psicologi concordano con Sant’Ignazio sul fatto che per spezzare un ciclo mentale negativo è importante concentrarsi sulle esperienze positive. Questo non significa che si cancellerà il dolore ma si farà spazio ad un respiro emotivo positivo.
  3. Conoscere le proprie emozioni – Bisogna guardare la propria situazione onestamente, individuando le ferite che nel passato si sono accumulate. Spesso alla fine della giornata mi prendo del tempo per riflettere e considerare onestamente a che punto mi trovo, chiedendomi quali emozioni sto sperimentando e identificandone la fonte. Le emozioni forti significano che devo approfondire un po’ cosa sta accadendo nella mia anima.
  4. Essere responsabili – Uno dei passi verso la guarigione è smettere di comportarsi male soltanto perché si ha ricevuto del male. Anche se sono influenzato negativamente dalle ferite del passato, non posso permettere che la negatività saturi il resto della mia vita e controlli il mio comportamento. Dobbiamo assumerci le responsabilità delle nostre azioni.
  5. Essere pronti per domani – Non bisogna rimanere per sempre schiavi del proprio passato. Sant’Ignazio diceva che ogni giorno possiamo decidere di essere la migliore versione possibile di noi stessi.

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