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Don Francesco Cristofaro: “Per fare il prete non servono gambe forti ma un cuore che ama”

La malformazione alle gambe, il sacerdozio e una vita di evangelizzazione”

Redazione (25/06/2020 16:13, Gaudium Press) Don Francesco Cristofaro è un giovane sacerdote calabrese della Diocesi di Catanzaro – Squillace. E’ molto impegnato nell’evangelizzazione attraverso l’utilizzo dei mass media come radio e televisioni. Conduce un bellissimo programma su Tele Radio Padre Pio Tv dal titolo “Fatti per il cielo”. Uno dei suoi ultimi libri per la Tau Editrice si chiama “Signore ti prego con il cuore”.

Don Francesco ha abbracciato il sacerdozio, in una bellissima domenica del 2006 era la Domenica delle Palme.

E’ nato prematuro al settimo mese con una paresi spastica alle gambe, questo problema gli ha provocato delle difficoltà, non soltanto a lui ma anche ai genitori che cominciano a fare un via vai negli ospedali per cercare una soluzione o per migliorare il problema ma non solo, fino a 3 anni, don Francesco non camminava.

I genitori che all’epoca erano lontani da Dio, si affidavano anche ai maghi, ai falsi venditori di speranza come li chiama don Francesco Cristofaro.

Questa sua condizione fisica gli ha portato anche delle difficoltà con gli altri, soprattutto a scontrarsi con il pietismo della gente. Sin da piccolino, don Francesco pregava la Madonna in camera sua, chiedendogli la guarigione.

Un giorno, già in età adulta don Francesco fece una domanda coraggiosa e delicata a sua madre, dicendole: “Mamma ma se tu durante la gravidanza avessi saputo della mia malformazione, avresti ugualmente portato a termine la gravidanza?”. E la risposta della madre fu molto forte ma allo stesso tempo piena d’amore: Si, ti avrei abortito ma adesso che vedo con i miei occhi chi sei diventato, ti partorirei altre dieci volte”.

La vocazione e la chiamata al sacerdozio

Da piccolo, percorreva km a piedi pur di andare a messa la domenica, la chiesa era molto distante da casa sua. Ed è stato in chiesa che ha scoperto Gesù e la fede, il primo che lo ha guardato negli occhi e non nel difetto fisico, fu proprio un sacerdote.

Così Francesco comincia a frequentare le catechesi e ad ascoltare il Vangelo, comincia a frequentare il Movimento Apostolico e giorno per giorno, si rende conto che il Vangelo è per tutti e che ognuno di noi è utile. Un giorno si trovava nel giardino di casa sua a leggere il libricino della prima comunione, e furono le parole della Santa Messa che gli toccarono il cuore “Prendete il mio Corpo e bevete il mio sangue” … al punto che alzando gli occhi al cielo domandò a Dio “Ma tu cosa vuoi da me?”. Così iniziano i colloqui di discernimento con la guida spirituale.

Ma nel frattempo non tardò ad arrivare la tentazione, quando un giorno durante la messa il sacerdote gli chiese di tenere il calice con il vino consacrato, ma Francesco perdendo l’equilibrio cadde con il calice e lì entrò dentro di lui il dubbio di non potercela fare e di non essere adatto a fare il sacerdote.

Ma fu l’incontro con Giovanni Paolo II che lo incoraggiò a diventare sacerdote e le parole del suo direttore spirituale “se Gesù Cristo riesce a reggere il mondo con la grazia di Dio anche tu riuscirai a fare il prete perché per fare il prete non servono gambe forti ma un cuore che ama”.

Don Francesco oggi è molto impegnato nell’evangelizzazione attraverso i mass media – “Evangelizzare è tutto, il cristiano deve essere sale e luce della terra come dice Gesù – spiega don Francesco a Cristiani Today – quindi dobbiamo imitare Cristo”. (Rita Sberna)

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