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Ecco quali sono i sintomi del Covid – 19

Il coronavirus può causare i sintomi di un’influenza. Ecco quali sono le cose da sapere.

Rita Sberna (01.10.2020 16:49, Gaudium Press) Ormai le attività scolastiche sono ricominciate. In ogni scuola e regione, cambiano le regole, negli istituti più numerosi, gli alunni e gli insegnanti hanno l’obbligo di indossare la mascherina, per tutto il tempo della durata delle lezioni. Altri istituti hanno concordato una ripresa a turni, alcuni alunni entrano in determinate ore della giornata, altri in un orario diverso.

Insomma, la ripresa è a singhiozzo ma ciò che è uguale per tutti è la misurazione della temperatura, tutte le mattine da parte dei genitori ai figli prima di mandarli a scuola.

Se la temperatura dovesse risultare superiore a 37,5°C i bambini e i ragazzi non potranno rimanere in classe ma dovranno restare a casa.

Se un bambino ha la febbre potrebbe avere il Covid-19.

Se si è stati a contatto con una persona infetta, i sintomi potrebbero comparire dai 2 ai 14 giorni.

I sintomi del covid-19

Il covid-19 può manifestarsi con febbre (una temperatura superiore a 37,5) oppure con uno o più dei seguenti sintomi: tosse, dolore muscolare, febbre, gola infiammata, brividi, mal di testa.

Sono stati segnalati anche altri sintomi meno comuni come: nausea, vomito e diarrea.

Alcuni addirittura, hanno perso l’olfatto e il gusto. Il primo campanellino d’allarme è il fatto che se si assumono antibiotici, nemmeno con questi medicinali, la febbre scende.

Se c’è il sintomo della tosse, di solito chi ha il coronavirus ha un tipo di tosse secca e stizzosa. Come possiamo notare, i sintomi del coronavirus sono molto simili ai sintomi di una comune influenza.

Per cui l’unico modo per avere una diagnosi certa da covid-19 è quello di sottoporsi al tampone.

Cosa fare se si ha il sospetto che il bimbo sia entrato in contatto con il virus

Se il bambino negli ultimi 14 giorni è entrato in contatto con qualcuno che probabilmente sia infetto dal virus, come prima cosa non mandarlo a scuola ma contattare il pediatra per farsì che possa identificare i sintomi ed eventualmente eseguire il tampone.

Successivamente è necessario identificare tutte le reti sociali, ovvero le persone che sono entrate in contatto con il bambino per evitare eventuali contagi.

I casi probabili in cui si potrebbe venire contagiati

Sul sito dell’ospedale Bambino Gesù, troviamo scritto quali sono i casi dove bisogna insospettirsi per il contagio:

una persona che vive nella stessa casa di un infetto da COVID-19;

• una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un infetto da COVID-19 (per esempio gli ha stretto la mano);

• una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio ha toccato a mani nude fazzoletti di carta usati);

• una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 1-2 metri e di durata maggiore di 15 minuti, senza mascherina;

• una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 1-2 metri senza mascherina.

 

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