Gerusalemme: arrestato il presunto aggressore della suora
La risposta del Ministero degli esteri israeliano con l’arresto del presunto responsabile della vile aggressione alla suora francese.
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Foto: Vatican Media
Redazione (02/05/2026 15:07, Gaudium Press)Avevano fatto il giro del mondo le immagini della suora aggredita ferocemente da un uomo presso la Tomba di Re David, sul Monte Sion, a Gerusalemme.
La suora, una ricercatrice della Scuola francese di ricerca biblica e archeologica di Gerusalemme, mentre camminava martedì scorso, era stata violentemente spinta a terra e poi colpita dall’aggressore con calci ripetuti, prima che intervenisse un passante a fermarlo.
L’arresto dell’aggressore
Il giorno dopo, mercoledì 29 aprile, la polizia israeliana ha annunciato l’arresto di un uomo di 36 anni come presunto responsabile dell’episodio. “Le forze di polizia giudicano con estrema serietà gli atti di violenza motivate da potenziali intenti razzisti e diretti contro membri del clero” hanno dichiarato i responsabili delle forze dell’ordine.
Per ora – hanno aggiunto dal Ministero degli Esteri- l’uomo rimane in custodia in attesa del processo giudiziario.
Anche lo stesso Ministro degli Esteri dello Stato di Israele aveva dichiarato in una nota in merito all’episodio, il fermo impegno del governo israeliano “ a salvaguardia della libertà di religione e di culto per tutte le fedi” e a perseguire rapidamente i colpevoli in quanto “ la violenza contro individui innocenti e in particolare contro membr di comunità religiose, non ha posto nella nostra società”.
La denuncia di padre Poquillon
Il direttore della Scuola francese di ricerca, padre Olivier Poquillon, aveva immediatamente denunciato “l’aggressione gratuita” della suora, condannando “con forza” quanto avvenuto e nel contempo ringraziando “le persone venute in aiuto durante l’attacco, i diplomatici, gli accademici e tutti coloro che hanno offerto sostegno”.
Episodi di ostilità contro i cristiani
Purtroppo quest’ultimo episodio fa parte di un crescente clima di violenza contro i cristiani e i loro simboli, come sottolinea in una dichiarazione la Facoltà di Scienze umanistiche dell’Università ebraica di Gerusalemme.
Va ricordato come lo scorso mese di aprile, era circolato sul web il filmato di un soldato israeliano che distruggeva con un martello la statua di Gesù crocifisso, nel villaggio di Debl, nel Libano meridionale.
Anche in quella circostanza, dopo le vibranti proteste pervenute dal mondo cristiano, l’esercito israeliano era intervenuto successivamente a condannare l’atto di profanazione e aveva individuato i soldati responsabili, sospendendoli dal servizio.
Ma a quanto pare, ciò non basta a fermare il clima d’odio anticristiano.




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